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Gaetano Cortese, salentino del sud, è un onesto operatore musicale, un ragazzo che ha scelto la musica come veicolo della sua esistenza. Suona e canta, compone e incide brani, come tanti, forse dispersi nell’etere e nelle milionate di video presenti sui social di tutto il mondo, ma certamente con passione e con quella onestà artigianale che continua ad essere un valore.

Lui campa suonando e cantando brani di altri – Rino Gaetano su tutti – fa molte serate durante le quali inserisce uno o due suoi brani. Alcuni di questi brani sono andati a comporre nel tempo 3 CD, tutti editi da Radici Music Records, dove lui finalmente può esprimere la sua visione controcorrente, la sua idea di libertà (il primo “Siamo quel che siamo” ha avuto una certa risonanza nel mondo musicale pugliese).

In questi giorni ha inciso un brano dal titolo GIURO, CREDO, NON che ha trovato immediata censura in alcune grandi piattaforme digitali, come Believe e Faiye, che di fatto impediscono l’arrivo della canzone su Spotify.

Cosa dice di tanto strano il testo di questa canzone da essere censurato? È un inno alla pace, contro tutte le guerre, ma il testo è un po’ troppo esplicito e parla di Palestina e terroristi. Così recita: “Stephane Bandera in Ucraina/ma l’olocausto questa volta è in Palestina/si spera solo che finiscano i soldati/per questa banda di invasati”. La canzone si chiude con “Speriamo solo non ci siano più gregari/per questi pazzi sanguinari”.

Gaetano Cortese, che non è Bruce Springsteen, non è stato mai primo in classifica, non poteva riscrivere “Imagine” di John Lennon, ha scritto un suo pensiero contro le guerre musicandolo in chiave rock. Niente di straordinario, niente di trascendentale, eppure i moderni sistemi di controllo hanno trovato il modo di bloccare, censurare in toto, oscurare un’opera artistica.

Qui il fatto grave, forse al di là della nostra odierna percezione: Cortese non è una persona libera, non può essere un’artista nel senso più compiuto del termine. Non può esprimere un concetto leggermente diverso, forse controcorrente, controverso o contraddittorio. Semplicemente un algoritmo lo blocca, lo respinge in funzione di un’idea globale che nessuno deve mettere in discussione perché gestita secondo logiche perverse, sempre più lontane da quella (fondamentale) che da fine ‘700 in poi si definiva la democrazia tollerante dell’Occidente.

Ogni canzone, ogni testo, ogni pensiero viene vivisezionato in ogni sillaba, seppur frutto dell’intuito artistico dell’ultimo cantautore dell’estremo sud del sud del mondo. Dovete fare un piccolo sforzo e immaginare quale libertà di espressione ci aspetta nel prossimo futuro, anche se abitiamo in Patagonia o nell’isola più sperduta del pianeta.

8 ottobre 2026 - il Volantino nr 30                                                                                                                                                                                                                   Alfredo De Giuseppe

 

La canzone di Gaetano, la potete ascoltare (per ora) su Youtube al seguente link: https://youtu.be/1VTOX2tji04?si=EubrkRlCnBXwj2yU

o scaricarla direttamente dal seguente indirizzo:
 https://gaetanocortese.bandcamp.com/track/giuro-credo-non