AlfredoDeGiuseppe.it
Home
2026-11-07 "La fine di Tuta blu" - il Volantino
- Dettagli
- Articoli 2026
La scorsa estate, in un’afosa serata di inizio agosto, nell’atrio di Palazzo Gallone a Tricase si è tenuto un evento dedicato a Tommaso Di Ciaula, scrittore nato ad Adelfia nel 1941 e morto a Bitetto nel 2021. In quella serata il figlio Daniele, presentava la complessa figura di suo padre Tommaso, soprattutto in riferimento ai suoi ricordi salentini. Tommaso, infatti, figlio di carabiniere, ebbe da giovane diversi trasferimenti nel Salento, ad Aradeo, Maglie, e anche a Tricase.
Comprai quella sera il suo libro più noto, Tuta blu, e ho scoperto uno scrittore davvero magnifico. Vero nelle sue inquietudini, sincero fino al parossismo. È una forma di diario senza date che oscilla tra i ricordi d’infanzia, le valutazioni sulle città che si vanno modificando sotto i suoi occhi e soprattutto la descrizione della vita in fabbrica, da operaio metalmeccanico, insoddisfatto di tutto ciò che circonda quel mondo inquinante e soffocante. Ce l’ha con i padroni, ma anche con i sindacati, con i lacchè e con i carrieristi. I suoi nonni contadini, i ricordi di una fanciullezza più semplice (mai felice), lo riportano spesso dentro una contraddizione esemplare. Il tutto condito da una scrittura sciolta, notevole nella sua crudezza, eppure misurata ed efficace. Una modalità poetica e intellettuale corroborata da una vita di battaglie interiori e da lunghe letture dei quotidiani come lui stesso narra nel libro.
Leggi tutto: 2026-11-07 "La fine di Tuta blu" - il Volantino
2026-11-01 "Quant'è bella..." - FB
- Dettagli
- Articoli 2026
Non so se avete notato anche voi: i barchini pieni di immigrati, di disperati provenienti dall’Africa, da qualche mese sono spariti dai TG e dai commenti della politica, dall’agenda delle priorità. Ora, caso mai, siamo nella fase della remigrazione, magari mettendo un certo numero di persone, donne e bambini compreso, dentro gli stessi barchini, barconi e gommoni con i quali sono arrivati. Ora di questo si parla, di come farli tornare nelle loro terre d’origine.
Ma è proprio così? Secondo alcune ONG gli arrivi nel solo mese di settembre 2026, dal solo continente africano, sono stati circa 5.000.
Tanti o pochi? Un numero sufficiente per creare un grande allarme se solo il Governo Italiano decidesse di trattare l’argomento come un’emergenza catastrofica. Anche Bruno Vespa si precipiterebbe a Lampedusa per fare un servizio sull’Invasione. Invece giornali e tv sono silenziati sull’argomento, quindi il problema non esiste più. Ora ci sono due vetrine di Armani da riparare.
Quant’è bella propaganda, per quanto viscida tu sia, tu sei sempre al servizio dei potenti di turno.
1 novembre 2026 alfredo de giuseppe
2026-10-31 "La toponomastica non è femminile" - il Volantino
- Dettagli
- Articoli 2026
Senza aspettare la prossima festa delle donne o una delle commemorazioni ufficiali, voglio riportarvi un dato che mi ha sorpreso.
Tricase, frazioni incluse, ha circa 600 strade anche rurali, piazze e vicoli, tutte con una propria denominazione.
Di queste, solo cinque, lo 0,8 per cento, sono intitolate a donne. Ed esattamente a Olimpia Moneta, Maria Montessori, Antonietta Melodia, Antonietta De Pace e Maria Teresa Sparascio. Chi sono?
Olimpia Moneta (Maria alla nascita) era nata a Uboldo (Varese) il 17 dicembre 1844 e nel 1862 entrò nella congregazione delle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione d’Ivrea. Olimpia Moneta era dunque una suora educatrice, prima direttrice dell’asilo infantile comunale di Tricase, che guidò dal 1868 al 1913.
Maria Montessori nata a Chiaravalle (Ancona) nel 1870 fu una notissima medica e pedagogista italiana. Il suo metodo educativo è adottato nelle scuole di tutto il mondo.
Leggi tutto: 2026-10-31 "La toponomastica non è femminile" - il Volantino
2026-10-16 "Perplessità generiche e massive (parte Sx)" - il Volantino
- Dettagli
- Articoli 2026
Rimango perplesso quando incontro persone che da anni votano per il centro sinistra e non sanno più che rispondere a quelli di destra. Sono impauriti dalla protervia dalle idee del turbo-capitalismo, portate avanti spesso da persone come loro, gli amici del bar, i parenti anestetizzati dalle TV. In genere rimangono in silenzio. Sembra che in questa fase storica siano in vigore due atteggiamenti collaterali: autocensura per evitare polemiche personali e appiattimento sotterraneo su alcune linee portanti della destra-destra. Nel silenzio delle urne, forse, ancora esprimono una loro idea, ma alla luce del sole è passato il concetto che non è consigliabile esprimere idee.
Leggi tutto: 2026-10-16 "Perplessità generiche e massive (parte Sx)" - il Volantino
2026-09 "Il ghiaccio di Quarta" (Racconto completo)
- Dettagli
- Dodici Caffè d'Autore (2026)
Il ghiaccio di Quarta
Affermare con certezza che il caffè Quarta è leader a Lecce e provincia non è un modo di fare pubblicità ad un marchio ma un semplice dato statistico. I salentini, leccesi per lo più, bevono quasi esclusivamente questo caffè prodotto nell’azienda situata nella zona industriale di Lecce-Surbo. In questi ultimi anni forse si sono inseriti nuovi marchi, soprattutto multinazionali che hanno differenziato l’offerta e investito moltissimo in pubblicità, ma per decenni Quarta Caffè rappresentava in provincia di Lecce quasi il cento per cento del consumo casalingo di questa bevanda energetica. Ora si attesta su oltre il settanta per cento del mercato complessivo e per una provincia ormai divenuta turisticamente avanzata non è un dato da sottovalutare.
Le ragioni del successo sono molteplici. Innanzitutto la rete capillare di distribuzione: decine di furgoncini escono ogni mattina dalla fabbrica e si recano con metodica precisione presso bar, negozi e supermercati. La loro formula è la “tentata vendita”, cioè non c’è un ordine precedente ma una cessione immediata, basata sulla richiesta dell’esercente. Fattura immediata e pagamento istantaneo.
C’è anche il fattore prezzo: l’azienda cede a tutti gli esercizi il prodotto con lo stesso listino e sospende immediatamente le forniture se un cliente, fosse pure il più grande dei supermercati, scende sotto il prezzo minimo stabilito dall’azienda. Non si può svendere un marchio. Men che mai si può trovare l’immagine del Caffè Quarta nei tanti volantini promozionali distribuiti ogni giorno dalle varie catene di distribuzione. Una scelta di marketing forse antica ma che nel tempo ha consolidato l’immagine di serietà e costanza.
Leggi tutto: 2026-09 "Il ghiaccio di Quarta" (Racconto completo)
2026-10-10 "Perplessità generiche e massive (parte Dx)" - il Volantino
- Dettagli
- Articoli 2026
Rimango perplesso di fronte al numero di persone che incontro ogni giorno, nei luoghi più disparati, e che apprezzano e approvano la divisione tra ricchi e poveri. In genere si tratta di persone relativamente povere: non difendono dunque il proprio status, ma un’idea, la speranza della grande rivincita. Forse si immedesimano nei ricchi e si compiacciono della ricchezza altrui, sperando che prima o poi tocchi anche a loro. (Infatti i ceti deboli ormai non protestano, non scendono più in piazza: in Italia si cerca ancora di andare a Uomini e Donne o al più vicino Tabacchi per un veloce Gratta e Vinci).
Io, però, propendo per un’altra spiegazione: i poveri sono da sempre vittime della propaganda e spesso hanno poca familiarità con le questioni sociali e politiche. Del resto, da qualche decennio è in voga l’idea che non si debba demonizzare la ricchezza. I media di proprietà di alcuni super ricchi l’hanno ripetuta tanto da convincere molti poveri a schierarsi come ultras, abbandonando l’aspirazione a una maggiore equità e finendo per avallare qualsiasi forma di ricchezza, sia essa frutto dell’ingegno o della ruberia, dell’innovazione tecnologica o dell’evasione fiscale. Basta affermare cose banali, come l’uguaglianza di partenza per istruzione e sanità per ogni singolo individuo, e subito ti senti rivolgere con disprezzo frasi come “sei proprio un comunista e non capisco perché” dove il connotato comunista sta per idiota o, se va bene, come uno fuori dal tempo.
Leggi tutto: 2026-10-10 "Perplessità generiche e massive (parte Dx)" - il Volantino
2026-10-08 "La censura di Gaetano" - il Volantino
- Dettagli
- Articoli 2026
Gaetano Cortese, salentino del sud, è un onesto operatore musicale, un ragazzo che ha scelto la musica come veicolo della sua esistenza. Suona e canta, compone e incide brani, come tanti, forse dispersi nell’etere e nelle milionate di video presenti sui social di tutto il mondo, ma certamente con passione e con quella onestà artigianale che continua ad essere un valore.
Lui campa suonando e cantando brani di altri – Rino Gaetano su tutti – fa molte serate durante le quali inserisce uno o due suoi brani. Alcuni di questi brani sono andati a comporre nel tempo 3 CD, tutti editi da Radici Music Records, dove lui finalmente può esprimere la sua visione controcorrente, la sua idea di libertà (il primo “Siamo quel che siamo” ha avuto una certa risonanza nel mondo musicale pugliese).
In questi giorni ha inciso un brano dal titolo GIURO, CREDO, NON che ha trovato immediata censura in alcune grandi piattaforme digitali, come Believe e Faiye, che di fatto impediscono l’arrivo della canzone su Spotify.
Leggi tutto: 2026-10-08 "La censura di Gaetano" - il Volantino

