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2026-04-10 "La Marina sta pensando" - Querce news
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La famiglia Belusconi, proprietaria di buona parte dei media e dei governi italiani ha lasciato che l’onda emotiva suscitata dalla morte del padre fondatore facesse la sua corsa. Sapevano che la santificazione del padre avrebbe avuto un tempo limitato, magari quello necessario per sistemare un po’ di cose post mortem. Anche uno come Tajani poteva bastare, almeno per tentare di mantenere in modo soft quella percentuale di voti utili per essere i reali padroni del vapore, seppur con maggiore discrezione, anche in assenza del fondatore. Il quale tycoon, morendo, aveva sistemato tutta la famiglia, quella ufficiale e quella ufficiosa, abbastanza larga essendo composta da numerose amiche, deputate, senatrici, igieniste mentali e varie nipoti di Mubarak, conosciute spesso nel lettone di Putin. Nella famiglia allargata non mancavano naturalmente i Dell’Utri, i Previti, vari funzionari e giudici corrotti, con i quali fino alla fine è stato molto generoso. Era tutta gente che era stata fondamentale per uscire fuori da un indebitamento pazzesco e crearsi un’immagine vittimistica mentre le Borse lo premiavano e le banche lo adulavano semplicemente perché era diventato Presidente del Consiglio e decideva nomine, leggi fiscali e norme dal sapore eversivo (vedi P2 e leggi ad personam). E come dimenticare quei giornalisti, brutta copia del giornalismo onesto, che giornalmente si son sobbarcati la fatica di difendere l’indifendibile mondo berlusconiano, seppur a suon di strabordanti benevoli bonifici. Operazione riuscita, perché in definitiva, l’italiano medio continua a pensare a Berlusconi come ad un imprenditore serio, innovativo e ammirato all’estero, dimenticando condanne, amicizie pericolose, bunga bunga, ridicolizzazione internazionale, lo sfascio delle finanze pubbliche. Un uomo che per salvarsi aveva portato l’Italia sul bordo di un baratro, niente più. Molti tra i suoi più stretti collaboratori furono condannati in maniera definitiva, che però mai si sognarono di dire la verità, salvando le proprie famiglie da dissesti e inimicizie. Condannando l’Italia ad un altro lungo periodo di disfacimento morale, etico e sociale.
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2026-03-29 "Ci pensa il Papa" - FB
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Tranquilli ragazzi, c’è il Papa americano, Leone XIV, che sta pensando a come risolvere i problemi del nostro Pianeta. Ieri, vigilia delle Palme, è entrato in elicottero a Montecarlo. Ha parlato ad una folla ben selezionata di eleganti fedeli dalla finestra del Palazzo reale di Monaco insieme al Principe Alberto, moglie e figli. Pare abbia ammonito gli evasori presenti a donare ai poveri qualcosa delle loro vincite al Casinò, tanto per dare un segnale di uguaglianza tra le genti.
Intanto i cattolici di Gaza, Cisgiordania, Libano, Sudan e Nigeria possono attendere tranquilli sotto le bombe: c’è sempre un dio che si appalesa nelle loro vite, specie nell’aldilà.
29 marzo 2026 - FB
Alfredo De Giuseppe
2026-03-29 "Salis come odio" - FB
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STAMATTINA VEDENDO IN TV UNA RASSEGNA STAMPA MI SON FATTO UNA DOMANDA SU ILARIA SALIS.
Ricordiamo che fu arrestata a Budapest nel febbraio 2023 con l'accusa di aver partecipato all'aggressione di tre militanti neonazisti. Le accuse contestate - risibili nella sostanza ma utili ad una certa narrazione del potere di Orban – le fecero subire una detenzione prolungata con modalità che hanno sollevato polemiche internazionali. A quel punto AVS, vista anche l’indisponibilità del governo italiano a occuparsi del caso, decise di candidarla al Parlamento Europeo, dove fu eletta nel maggio 2024.
Questa modalità è stata scelta nel tempo da varie forze politiche per liberare persone da ingiuste detenzioni o ritenute tali. Vedi il Partito Radicale con Tortora. Eppure tutta la stampa di destra ha preso di mira questa ragazza facendola diventare un “mostro” ad ogni suo passaggio. La stessa destra che si dice garantista e libertaria. Stamattina riportano sulle loro prime pagine – su cartaceo e on-line - una bella serie di bugie e dulcis in fondo la notizia che “la Salis ha subito ieri a Roma una perquisizione preventiva in una stanza d’albergo alle 4 del mattino mentre era a letto con un condannato” che è un linguaggio sprezzante e vomitevole. (era con il suo compagno che le fa anche da assistente parlamentare).
Allora la domanda è questa: perché la Salis scatena questa onda d’odio? Perché l’Italia ha sopportato con indifferenza le candidature di Dell’Utri, Previti e vari e invece pare indemoniata verso una parlamentare comunque eletta da un partito che fa della non violenza uno dei suoi principi cardine? C’è qualcosa di più profondo che mi sfugge o è una semplice operazione di “personificazione del nemico”? Specie perché donna, battagliera, schierata?
Mi piacerebbe ricevere risposte, magari da persone che simpatizzano per la destra, che abbiano un senso compiuto, che possano aprire un vero dibattito…(cancellerò tutti i messaggi inutilmente offensivi)…
29 marzo 2026
Alfredo De Giuseppe
2026-03-28 "Segnalazione storica" - FB
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Lo segnalo solo per i più disattenti. Mentre siamo presi dalle dimissioni di Delmastro, Bartolazzi, Santanché e Gasparri, mentre vacillano Nordio e Tajani (ormai ripudiato dalla Berlusca family), i bambini, gli invalidi, le donne e tutti gli inermi continuano a morire a Gaza, in Cisgiordania, in Iran. Mentre la nostra premier fa finta di scoprire la moralità pubblica, anche Tel Aviv viene bombardata da ordigni a grappolo. Tutto questo per colpa di un uomo che ha fatto della contraddizione, della follia e dell’arroganza le sue armi predatorie. Un amico di Giorgia Meloni, il big asshole Donald Trump.
Non dimentichiamo la Storia: anche qualche decennio fa c’era in giro per il mondo un pazzo scatenato, razzista e guerrafondaio, che si dichiarava amico personale del nostro Capo del Governo…
27 marzo 2026 - FB
Alfredo De Giuseppe
2026-04 "Mondiali Italiani Variopinti" - 39° Parallelo
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Dal 20 al 22 marzo 2026 si sono tenuti a Torun in Polonia i Mondiali Indoor di Atletica. L’Italia è terza nel Medagliere finale con tre ori e due argenti. Bravi i nostri ragazzi, ormai stabilmente in alto nel panorama atletico mondiale.
Conosciamoli meglio questi nostri atleti.
Zaynab Dosso che ha vinto i 60 m femminili con il tempo di 7 secondi netti, è una ragazza nata nel 1999 a Man in Costa d’Avorio (Abidjan); il suo nome in arabo significa “saggezza”. La sua è una storia di immigrazione, una storia a tratti dolorosa, una storia di tanti. Quando i genitori sono partiti per l’Italia, Zaynab era una bimba di tre anni. A Man è stata affidata alle sue cinque nonne. Il nonno, infatti, aveva cinque mogli, come è possibile secondo la legge ivoriana. Solo quando aveva dieci anni raggiunse i suoi genitori in Italia a Rubiera, vicino Reggio Emilia dove scoprì anche l’atletica.
Nadia Battocletti, che ha vinto i 3000 mt è nata nel 2000 a Cles (Trentino), da padre italiano e madre marocchina, Jawhara Saddougui, ex ottocentista nel suo Paese, risiede a Cavareno (Val di Non, Trentino). Il padre Giuliano, anche lui ex mezzofondista, è il suo allenatore. Come tante famiglie italiane, i due genitori si sono separati, anche se entrambi ancora molto presenti nella vita sportiva di Nadia.
Andy Díaz che ha vinto il salto triplo è nato nel 1995 a L’Avana (Cuba), naturalizzato italiano solo nel 2023. Infatti nel luglio 2021, mentre la nazionale cubana si trova all'aeroporto di Madrid per imbarcarsi verso il Giappone in vista dei Giochi olimpici di Tokyo, Díaz abbandona la delegazione e il suo paese per rifugiarsi in Italia. Dopo un periodo difficile (ha dormito anche all’aperto), si stabilisce a Livorno dove si allena sotto la supervisione dell'ex triplista Fabrizio Donato (bronzo olimpico a Londra 2012), che lo accoglie nella propria abitazione e lo aiuta ad ottenere asilo politico. È uno dei casi più evidenti di “importazione tecnica” riuscita nell’atletica azzurra.
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2026-03-21 "Una lampada speciale" - il Volantino + intro del libro "La lampada di Alfredino"
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Alfredo Sanapo ha dato alle stampe un libro dal titolo “La lampada di Alfredino” (Ed. Youcanprint – 2025) che raccoglie alcuni suoi scritti pubblicati sul settimanale “il Volantino”. Alfredo, da ragazzo sensibile e informato, ha sviluppato un senso particolare (e instabile?) della curiosità che lo ha portato a interessarsi di vari temi e insolite spigolature salentine. L’approdo nel 2022 nella redazione dell’ormai storica rivista tricasina ha coinciso con l’opportunità di dare consistenza cartacea a molte sue ricerche (Alfredo tra l’altro è laureato in Biologia). Avendo il vantaggio di chiamarsi come me (nome ormai in estinzione dopo essere stato affibbiato per un paio di secoli ad amanti delusi, camerieri e maggiordomi oltre a fettuccine romane) ha avuto anche il mio supporto artistico e la mia benevolenza provinciale, non nazionalista. E non è poco di questi tempi… E non solo la mia naturalmente ma quella dell’intera Redazione, in primis dal direttore editoriale, Alessandro Distante e dal Dir. Responsabile, Lino Baldi.
Qui di seguito la mia introduzione al libro:
Alfredo Sanapo ha inteso qui raccogliere una serie di articoli pubblicati sul giornale settimanale “il Volantino” che viene stampato e inserito sul web fin dal 1998. C’è, in seno a quel giornale, una redazione molto variegata in fatto di interessi, idee, schieramenti politici e stili giornalistici. È diretto da Alessandro Distante che esercita, appena può, le sue prerogative di Direttore Editoriale. Lino Baldi invece che ne è il Direttore Responsabile (notare l’abbondanza di Maiuscole), dall’alto della sua saggezza, osserva con una certa attenzione, senza quasi mai interferire. A questa storica combriccola si è unito dal 2022 Alfredo Sanapo. Dopo qualche settimana ha capito che la redazione funzionava in automatico, cioè ognuno di noi mandava il suo pezzo via mail, il Direttore Distante lo valutava e lo pubblicava (specie se non toccavi le alte sfere ecclesiastiche). Ma Alfredo, a suo modo, è un tipo precisino, e si rese conto che in quel modo la Redazione era volatile, o meglio non aveva un’anima, non aveva oltretutto degli utili confronti sui contenuti del numero in uscita e neanche sulle dinamiche interne di routine – raccolta pubblicitaria, interviste, pinogranate, foto e varie. Insomma mancavano le riunioni di Redazione. Fu così che iniziò un pressing su di me, e penso anche sui Direttori, con la costante lamentazione di una tale fondamentale assenza. Naturalmente aveva ragione. Dovemmo insegnare al buon direttore che ora si possono fare telefonate multiple e quindi da allora abbiamo il nostro bel gruppo internauta che ci permette di dare sfogo a tutti i nostri saperi settimanali. Il martedì alle ore 19.30, cascasse il mondo, riceviamo la chiamata dalla Redazione del il Volantino e lì inizia lo spettacolo pirotecnico. C’è un’ala sinistra e un’ala destra e naturalmente il Direttore che cerca di compensare ogni pulsione eccentrica, estremista o radicale.
Ed è in questo contesto, finalmente compiuto, che il nostro Autore ha potuto dare senso alle sue scelte stilistiche, alla sua personale “Lampada di Alfredino”, che al contrario di quella eterea di Aladino è ben piantata dentro la scienza, dentro la biologia, l’evoluzionismo, l’ambientalismo, l’attualità. La sua rubrica “Figli della Quercia” è diventata, oltre che una rubrica di corrispondenza con i lettori più attenti, un luogo di approfondimento di una serie di aspetti della nostra vita. Si passa dall’analisi socio-naturalistica dell’albero di ogni tipo alla puntuale constatazione dei fenomeni atmosferici che più fanno discutere in questo momento storico, fino all’approfondimento di usi e costumi della tradizione salentina. Un ampio spettro di conoscenze e curiosità che nascono dall’intuito originale di Sanapo che, pur rispondendo a sollecitazioni dei lettori, non sceglie mai una conversazione didascalica o banale. Il rischio c’era.
Questa sua prima opera letteraria lascia ben sperare: Alfredo Sanapo, oltre alla raccolta di articoli e commenti già pubblicati sui giornali, può seriamente pensare di allargare la sua visione letteraria, magari con una serie di racconti e di storie. Magari vissute e osservate dal suo particolare punto di vista. Lo lascia intravedere nella sua premessa, dove confida la difficoltà iniziale di accogliere una diversità motoria, che, alla lunga, ben vissuta può divenire forza esistenziale dentro una visione più profonda della realtà. La complicità che è nata tra di noi, anche grazie a quelle “originali” riunioni redazionali è profonda, è divenuta anche comunanza politica perché non può esistere impegno civile senza una profonda proiezione politica. La lampada magica può ancora riservare sorprese divertenti…Vamos Alfredo!!
il Volantino, 21 marzo 2026
Alfredo De Giuseppe
2026-03-14 "Un referendum dentro un disegno" - il Volantino
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Capisco editorialisti e direttori di importanti testate, compreso la nostra, che tentano in buona fede di mantenere un certo equilibrio fra le ragioni del SI e del NO riguardo il Referendum sulla giustizia che si terrà i prossimi 22 e 23 marzo. Li capisco e apprezzo il loro sforzo, senza arrivare però a comprendere le performance dei vari Sallusti, Capezzone, Sechi o Cerno che più che giornalisti appaiono ormai a tutti gli effetti dei soldatini al servizio del governo. Così come adagiati su posizioni alquanto distorte ed elusive sono i telegiornali delle reti Mediaset e RAI, ormai unite in un’unica, interminabile e fantastica narrazione.
Ci sarebbero in effetti alcune buone ragioni per il SI e altre per il NO, forse all’interno dei tecnicismi di una legge molto complessa, come quella della procedura penale, si nascondono ragionevolezze e distorsioni nella stessa misura, forse le ruggini degli ultimi 50 anni andrebbero scrostate e forse sarebbe corretto discutere meglio e di più in Parlamento (altrimenti che li abbiamo eletti a fare, se bastano i decreti del governo?).
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2026-03-01 "La supposta superpotenza italiana" - Querce News
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Mentre il mondo si infiamma su impulso di suprematisti fanatici di ogni colore, in Italia c’è chi grida allo scandalo perché è tenuta fuori dalle decisioni dei paesi “amici”. Ma vanno chiarite in proposito un po’ di cose. L’Italia da molti secoli, nello scacchiere geo politico mondiale, conta molto poco. Al di là delle propagande superficiali e provvisorie non ha avuto nessun peso nel secondo dopoguerra dove, in silenzio, per lunghi decenni ha dovuto aderire alle politiche americane nel Mediterraneo: c’era la scusa del blocco sovietico da contrastare.
Durante la seconda guerra il fascismo fu sovrastato dalle scelte naziste e sempre per pura propaganda il buon Mussolini si spacciava per un potente statista guerriero: i tedeschi dovettero intervenire in Albania, Grecia e Africa per evitare brutte figure già nei primi giorni di guerra.
Ancor prima, durante la prima guerra mondiale, entrammo in guerra, ribaltando un’antica alleanza, quando eravamo convinti di vincere. Rischiammo comunque di perdere ed in ogni caso non ottenemmo un bel niente perché al tavolo dei vincitori non ci fecero neanche sedere (e D’Annunziò, fautore della guerra, parlò di vittoria mutilata, mentre i mutilati veri erano più di un milione e i morti oltre seicentomila).
Durante i secoli precedenti eravamo preda di regnanti austriaci, francesi e spagnoli che a turno si spartivano un pezzo della nostra penisola. Eravamo stati grandi dal 1300 al 1500 ma solo da un punto di vista artistico e scientifico, basando la nostra società sulla rivalità di piccoli Comuni e Città-Stato. Quel periodo ci ha donato gran parte della bellezza di cui oggi godiamo, senza peraltro conoscerla.
In definitiva, per dirla grossolanamente, siamo stati grandi e rilevanti solo nel periodo dell’Impero Romano che nacque in una dolce vallata sul Tirreno e si espanse in tutti i territori esplorati, tentando anche di civilizzarli e portare un ordine basato su leggi scritte, su un codice che era qualcosa più di una serie di regole. L’Italia da allora non si è più ripresa, è stata sempre sotto scacco, vassalla, poco coraggiosa e al tempo stesso macchietta di sé stessa, senza neanche un riconosciuto primato etico-morale perché patria delle mafie e in fondo anche di un papato corrotto.
Le recenti figuracce di Meloni, Crosetto e co. non sono molto diverse da quelle dei politici degli ultimi 50 anni (tranne forse uno o due episodi che videro protagonista Craxi), sempre comunque pronti a salire sul carro del vincitore e a dichiararsi amici personali del presidente di turno USA, vero imperatore dell’ultimo secolo. Ora forse è peggio perché con la propaganda del sovranismo emergono tutte le difficoltà, tutte le amarezze di non contare nulla, se non nelle pagine dei giornali amici e perversi.
C’era una sola idea da portare avanti, forse c’è ancora, quella degli Stati Uniti d’Europa, contro ogni piccolo nazionalismo, contro ogni feroce guerrafondaio, con uno sguardo più laico verso i paesi del Mediterraneo, con una visione più pragmatica verso Russia, Cina e USA (che poi pari sono). Ma quest’idea comporta onestà nel riconoscere i propri limiti, soluzioni intermedie da approvare subito (voto unanimità ad esempio), unificazione dei sistemi fiscali, scolastici, giudiziari, militari.
Questo sarebbe un sogno per il quale lottare in una terra geneticamente malata, senza ideali e senza entusiasmi: costruire un qualcosa di solido contro le guerre, contro i despoti, contro i pazzi evoluti in presidenti, contro attrici dialettali evolute in statiste ben vestite.
1 marzo 2026
Alfredo De Giuseppe
2026-02-24 "Era necessario?" - FB
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Ho fatto delle foto in questi giorni lungo la strada 275 e mi son chiesto se era davvero necessario lo scempio che sta maturando. Mi son chiesto: ma da Melpignano a Scorrano, che era già una 4 corsie, che necessitava al massimo di qualche altra piazzola di sosta e di un qualche svincolo più sicuro, perché si è deciso praticamente di triplicarla? Perché in un’area già congestionata da strade e stradine si è scelto di consumare suolo in questo barbaro, famelico modo? Cosa si nasconde dietro questa mania cementizia, dietro quest’idea distruttiva?
Andando avanti, verso Nociglia per un solo svincolo saranno sbancati, riassestati e asfaltati oltre cinque ettari di una feconda porzione di terra. Solo per uno svincolo, per spostare la folla da Nociglia a Supersano. Nella zona dopo l’ex Mercatone Uno ci saranno decine di svincoli, enormi per andare o in direzione Zona Industriale Tricase o Montesano (quest’ultimo finalmente potrà eliminare i semafori). E poi e poi giù in autostrada fin quasi a lambire la madonna de leviche, abbattendo e distruggendo, in nome della modernità santificata.
In un territorio a costante rischio idrogeologico, dove il consumo di suolo è tra i più alti d’Europa, si opera senza criterio: terra, e terreni tolti alla biodiversità, alla bellezza e alla storia quando con piccoli interventi si poteva ottenere lo stesso risultato. Era necessario? Secondo i professionisti dello sviluppo, si, era strettamente necessario e quelli dello sviluppo tout court, si sa, vincono sempre (e forse un giorno capiremo il perché).
Noi nel nostro piccolo, nel nostro misero cerchio ristretto, abbiamo cercato per alcuni anni di opporci a tale disastro ambientale, di bloccare lo stupro finale della nostra terra. Eravamo soli e dileggiati: abbiamo pagato di tasca nostra ricorsi e cause, abbiamo sprecato molto tempo in incontri e articoli…ma tutto si rivela oggi per quel che è: l’ignoranza collettiva si costruisce nei secoli, non si scardina in pochi mesi.
Ora nel silenzio generale di politici e similari, godetevi lo spettacolo. Non è gratis, lo stiamo pagando tutti insieme.
24 febbraio 2026 - FB
Alfredo De Giuseppe
2026-02-16 "Francesca e i giornali" - FB
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I giornali, da sempre, con la dovuta accortezza, si adeguano al potere di turno. Non dico i giornali dichiaratamente leghisti-razzisti ma i cosiddetti giornaloni indipendenti. In questo lento adeguamento, un editoriale dietro l’altro, un mieli dietro un verdirami, si finisce per diventare esattamente come il Governo li desidera. Ipocritamente indipendenti e autorevoli, densi di rimandi storici e metafisici, mentre la sostanza si sposta irrimediabilmente verso le verità di comodo.
Così succede che la nemica numero uno dell’intellighenzia italiana diventi Francesca Albanese, la relatrice Onu per i territori palestinesi occupati. Lei ha solo detto ciò che è sotto gli occhi di tutti, anche dei giornaloni, e cioè che in Palestina c’è un e vero apartheid che dura da decenni, che ora è stata scelta una strada di pace senza mai interpellare i palestinesi. Una verità assoluta che dovrebbe essere solo documentata dai giornaloni con inviati, servizi e commenti sul posto (come si faceva una volta). E invece che succede? Francesca Albanese viene sbattuta sulla prima pagina del Corriere della Sera, definendola senza mezzi termini “militante sempre più filo Hamas” e persino “partigiana di Hamas” e per averle attribuito quella famosa frase mai pronunciata su Israele “nemico dell’umanità”.
Albanese, mentre decide di denunciare per diffamazione “il Corsera”, così risponde ai suoi giornalisti: “Indago su Gaza da 859 giorni. Le mie inchieste possono non essere condivise, ma vanno rispettate: frutto di 859 giorni di lavoro mio e altrui su crimini contro la popolazione civile. Per questo ho chiesto ai miei legali di reagire alle vostre diffamazioni: la misura è colma”.
Mi domando e domando agli amici giornalisti: ma non è già successo durante il fascismo? Non era già in voga in tutti i sistemi dittatoriali gettare fango sull’oppositore del governo in maniera gratuita e distorta? Non ve ne siete mai accorti? Non potreste, di tanto in tanto, raddrizzarvi la schiena e dire cose vere contro i veri “nemici dell’umanità”?
Per il coraggio della verità, per la sofferenza che le stiamo imponendo, per gli ideali di cui si fa portatrice, propongo di riprendere in considerazione una petizione che circolò qualche mese fa: FRANCESCA ALBANESE merita il Nobel per la Pace.
Grazie comunque, Francesca.
16 febbraio 2026
Alfredo De Giuseppe