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Libere fenomenologie del 2022-08-06 - Consumo di suolo

 

Siamo tutti colpevoli. Anche io, naturalmente. Ognuno di noi, nel suo piccolo o nel suo immenso, ha una qualche responsabilità per il consumo di suolo, che si sta mangiando la terra che ci circonda, gli alberi, l’agricoltura e quindi l’aria che respiriamo. Secondo il rapporto 2022 dell’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale, “il consumo di suolo in Italia fa perdere 2,2 metri quadrati di suolo ogni secondo, sfiorando i 70 chilometri quadrati di nuove coperture artificiali in un anno, con relativa scomparsa irreversibile di aree naturali ed agricole. Il 2021 è stato l’anno con il valore più alto rispetto agli ultimi dieci”. Alla faccia della tanto decantata transizione ecologica, che addirittura ha un ministro e tanti ma proprio tanti soldi da spendere.

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2022-08-01 - LEGGE ELETTORALE e DEMOCRAZIA - 39° Parallelo

Perché una cattiva legge elettorale produce cattiva democrazia

 Per far parte dell’Unione Europea sono richiesti alcuni obblighi agli Stati membri e a quelli richiedenti. Riassumendo, tali criteri, stabiliti fin dal 1993, sono:

1)la presenza di istituzioni stabili a garanzia della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti umani, del rispetto e della tutela delle minoranze;
2) un’economia di mercato affidabile e la capacità di far fronte alle forze del mercato e alla pressione concorrenziale all’interno dell’Unione;
3) la capacità di accettare gli obblighi derivanti dall’adesione, tra cui la possibilità di attuare efficacemente le regole, le norme e le politiche comunitarie.

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2022-08-01 - Aspettando un altro 25 settembre - 39° Parallelo

Ho vissuto con intensità i giorni 20 e 21 luglio 2022, i momenti salienti della crisi definitiva del governo Draghi, già sabotato sotterraneamente da più parti, subito dopo la rielezione di Mattarella. Un governo, definito dagli stessi attori di “Unità nazionale”, nato per gestire eventuali fondi della Comunità Europea e per fronteggiare al meglio pandemie, guerre, disastri ecologici, disoccupazione e lacerazioni sociali, è caduto sui richiami della foresta che ogni partecipante teneva dietro casa.

In questo frangente c’era chi si illudeva che Silvio Berlusconi fosse diventato in vecchiaia davvero un uomo saggio, il vero statista che la sua propaganda vagheggia da decenni e invece si è riscoperto con finta sorpresa che lui ama solo le elezioni (oltre ai finti matrimoni, le finte nipoti, le finte riforme, le finte plastiche facciali). Il giorno dopo la caduta del governo si è già lanciato in mirabolanti promesse elettorali, sperando sempre in una certa dose di mucculoni. Lui c’era già con Craxi e Forlani e ci ha sempre amato tutti.   

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Libere fenomenologie del 2022-07-30 - Rocco Palese

 

Rocco Palese è sicuramente innocente. Del resto, il 7 luglio 2022, lo stesso giorno dello scandalo sanità del Sud Salento (indagine “Re Artù”) che ha coinvolto politici e manager per assunzioni facili, scambi di cortesie determinanti ai fini politico/economici, il dott. Rocco Palese ha emesso un comunicato stampa affermando, senza temere ripercussioni mediatiche, che lui era completamente estraneo ai fatti. E sicuramente lo è. Ma ciò non toglie che il tutto merita l’accensione di un faro, tanto per illuminare ulteriormente la sua figura.

Rocco nasce ad Acquarica nel 1953 da una famiglia di imprenditori agricoli ed estrattori di conci di tufo  dalle cave arenarie della zona. Si diploma allo Scientifico “Stampacchia” di Tricase e si laurea in Medicina presso l’Università degli Studi di Bari. Democristiano doc, ricopre fin da subito incarichi direttivi all’interno della nascente ASL. Dal 1990 al 1995 si impegna nel suo paese natio come consigliere comunale, facendo anche il vicesindaco. Alle elezioni regionali del 1995 viene eletto nel listino bloccato del candidato presidente Salvatore Distaso, di cui nel 1998 diventa vice presidente e assessore al bilancio. Nel frattempo lascia il partito CDU del duo Rocco Buttiglione-Roberto Formigoni per andare verso Forza Italia, di cui diventa un responsabile economico. Fin qui niente di straordinario, se non la consueta trafila dei politici dell’epoca che pur dichiarandosi per sempre democristiani, tentarono di sopravvivere attraverso la forza mediatica berlusconiana trasformandosi in “garantisti, liberali e popolari”.

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Libere fenomenologie del 2022-07-23 - Cuochi presidenti

 

il proliferare di innumerevoli programmi tv, video, blog e pagine Facebook intorno alla cucina, ai ristoranti e agli alberghi, ha generato una serie di problemi di non poco conto. Si sono rivelati deleteri soprattutto quei format che prevedono le competizioni tra i vari esercizi, mettendo in evidenza soprattutto lo snobismo, l’egocentrismo dei vari conduttori (probabili esperti, probabili showmen, improbabili lavoratori). Gli spettatori non si rendono conto che la televisione, così come il cinema, è in gran parte finzione, prove, montaggio, e concorrenza, per cui sono portati a credere che davvero la vita reale dei ristoranti o degli alberghi sia quella mostrata a ogni ora in tutti i 450 canali televisivi italiani.

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Libere fenomenologie del 2022-07-16 - Sanità arrestata

 

Sul recente scandalo della Sanità pugliese (l’ennesimo) si è già detto, sentito e scritto di tutto. Cercherò di non parlare dei singoli, ma del fenomeno nella sua complessità, anche con il rischio di generalizzare, ma con il solo scopo di comprendere l’ambito storico/culturale/politico che stiamo vivendo.

Non c’è bisogno di far nomi, specie dei politici, perché come al solito, dopo la prima grande mietitura  d’accuse ci penserà un processo penale illogico, uno stuolo d’avvocati famelici, l’Appello e la Cassazione a far diluire nel mare magnum delle news irrilevanti la maggior parte delle accuse, basate su intercettazioni e quindi attaccabili per varie motivazioni formali. Cosa resta da fare, allordunque? Resta da analizzare, per capire, per lottare, per votare e svuotare, non per arrendersi, non per lasciare il campo ad ogni sorta di delinquenza organizzata.

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Libere fenomenologie del 2022-07-09 - ius scholae

C’è una domanda che le persone pensanti si dovrebbero fare: perché un bambino nato in Italia, che studia in Italia e che parla bene la nostra lingua non dovrebbe essere considerato italiano, anche se i suoi genitori sono filippini o nigeriani? In queste domande e nelle eventuali risposte c’è tutta la questione immigrazione, il razzismo e le ipocrisie di un intero popolo.

Dopo anni di dimenticanze, in questi giorni è in discussione alla Camera la riforma della legge 91/92, che regola l’acquisizione della cittadinanza italiana. È un testo con due soli articoli che prevede una cosa semplicissima: può diventare cittadino italiano il minore nato in Italia da genitori stranieri purché abbia frequentato per 5 anni uno o più cicli scolastici presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione. La possibilità è estesa anche ai minori non nati in Italia ma che abbiano fatto ingresso nel paese entro i 12 anni di età. Questa legge, che riguarda circa un milione e mezzo di persone, definita ius scholae è già un compromesso al ribasso rispetto allo ius soli che invece avrebbe dato il diritto di cittadinanza a chiunque fosse nato dentro le nostre frontiere.

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Libere fenomenologie del 2022-07-02 - Arpal Puglia

Il fenomeno dei carrozzoni pubblici, creati a doppiare Enti già esistenti, a potenziare costi e corruzione, non pare possa avere fine in un Paese come l’Italia, dove la fantasia lessicale vince su qualsiasi forma di pragmatismo e buon senso.

È il caso di ARPAL Puglia, di cui in questi giorni si fa un gran parlare per le assunzioni a go-go e per l’esagerazione dei costi per arredare uffici già esistenti. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capirci qualcosa.

Riporto da sito ufficiale: “L'Agenzia Regionale per le Politiche Attive del Lavoro - ARPAL Puglia - è stata istituita con Legge regionale n. 29 del 29 giugno 2018, quale ente strumentale della Regione Puglia che esercita le delicate funzioni di incontro tra domanda e offerta di lavoro, garantendo l’erogazione dei servizi per l’impiego

L’Agenzia è dotata di personalità giuridica piena autonomia organizzativa, finanziaria, patrimoniale, gestionale e contabile ed è assoggettata all’indirizzo e al controllo della Regione. ARPAL svolge le attività che le sono affidate dalle leggi statali e regionali, assicura i livelli essenziali delle prestazioni e gli standard di servizio stabiliti dalla normativa statale e regionale”.

In poche parole si crea un nuovo Ente per far funzionare un Ente già esistente - “Centro per l’impiego”, ex ufficio di collocamento - che non funziona da almeno 50 anni e che si è tentato di rivitalizzare per l’ultima volta con il Reddito di Cittadinanza (compreso Navigator e vari, di cui abbiamo perso le tracce). Sede legale in Bari, direttore generale viene nominato il dott. Massimo Cassano. Per tre anni si parla, si discute, si prendono gli stipendi e non si combina niente, tranne indire concorsi elettoralistici (i cui test preselettivi erano una specie di quiz televisivo) e quindi l’Ansa il 1 giugno ’22 riporta la seguente notizia: “Dopo anni di polemiche e duri scontri in Consiglio regionale cambia la governance dell'Arpal Puglia, l'Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro. Sarà guidata da un consiglio di amministrazione, da un presidente, un direttore e sarà nominato anche un collegio dei revisori. Sta dunque per finire l'era del direttore generale Massimo Cassano, ex sottosegretario di Forza Italia, poi passato alla corte del governatore Michele Emiliano”.

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2022-06-29 Recensione del libro "Percorsi di un sociologo" di Gigi Za

 

Luigi Za, professore universitario in pensione, Gigi per tutti, ha dato alle stampe un libricino davvero molto interessante, “Percorsi di un sociologo” (Edizioni Ergot, - 2022- € 10,00), dove è possibile rintracciare le forme di sociologia più avanzata ma anche di quella più tradizionale, dove, come dice l’autore “non sono i luoghi che mi hanno colpito, vissuti sempre come scenari, ma è la gente incontrata che è rimasta impressa nella mia testa e che ha reso concreti i luoghi”. 

Il libro, in appena 120 pagine, condensa molti lavori di Gigi, partendo dalla sua introduzione, dove ci fa partecipi (forse per la prima volta) delle sue scelte, ci fa intuire i suoi pensieri fondanti e i suoi migliori maestri, a cominciare da quel Marcello Fabbri, che era un grande ingegnere urbanista di scuola olivettiana, col quale collaborò in numerosi progetti, fino a Charles W. Mill, il sociologo statunitense, il meno accademico e il più critico degli studiosi americani.

Il libro è una raccolta di interventi, alcuni inediti, di Gigi Za, sviluppati in ordine cronologico, a partire dal 1984 al 2018. L’autore è stato molto attento nel selezionare i temi da inserire in questa pubblicazione, quasi a riassunto ideale e paradigmatico dei mondi che ha percorso, studiato, amato. In esso infatti emergono ben chiare le sue passioni, non solo quelle civili, politiche e professionali, ma anche quelle più personali e astratte, come può essere il cinema balcanico, certa letteratura e la raccolta di manufatti in giro per il mondo. 

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Libere fenomenologie del 2022-06-25 - Grillo & Co. all'implosione finale

 

In principio Beppe Grillo era un comico televisivo, che divertiva tra Fantastico e Sanremo. Poi fece una battuta sulle ruberie dei socialisti craxiani e fu allontanato dalla Rai. Da quell’ostracismo iniziò una serie di spettacoli teatrali durante i quali tra parodia e verità frustrava l’inefficienza, la corruzione e la mancanza di visione della classe politica italiana. Dal teatro passò al blog, tanto da raggiungere milioni di persone, non più le centinaia di un teatro tenda. Più il blog tirava, più gli spettacoli erano sold-out, con il pubblico sempre più convinto di andare ad assistere ad una specie di comizio liberatorio. Finché pure lui non si convinse di essere un genio della nuova politica, dal blog nacque un movimento che lui stesso definì Cinque Stelle. Siamo al 2009, arrivarono le prime elezioni, gli slogan erano di facile presa, ma il Beppe decise che non poteva candidarsi, perché lui doveva rimanere un megafono non l’attore principale che invece doveva diventare il popolo intero che attraverso il web avrebbe finalmente espresso una democrazia diretta e non più rappresentativa.

A quel punto, venendo meno la figura di Beppe Grillo come possibile candidato alla guida di un Paese democraticamente gestito da milioni di rappresentanti, ecco emergere dal nulla Gianroberto Casaleggio che era a capo di una modesta azienda di software che aveva avuto il solo merito di curare gli aspetti informatici del “sacro” blog. La “Casaleggio&Associati” infatti aveva un fatturato di poche decine di migliaia di euro e lo stesso Gianroberto aveva tentato la carriera politica nel Comune in cui risiedeva, Settimo Vittone (TO), con una lista civica vicino a Forza Italia, ricevendo numero 6 preferenze personali. Però, anche lui non si candida direttamente nel M5S ma ne diventa il “Guru”, colui che parla poco e sa tutto, colui che indica la direzione e controlla tramite il web i suoi iscritti, parlamentari, confezionando, magari attraverso siti paralleli, fake-news e artificiose trovate partecipative, e poi una democrazia interna intesa come obbedienza insieme a sgrammaticature istituzionali e lessicali.

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Libere fenomenologie del 2022-06-18 - Le armi e gli USA

 

l’America è stata scoperta da noi occidentali nel 1492, precisamente  da un italiano emigrato in Spagna, che come tutti i visionari partì per cercare una cosa e ne trovò un’altra. In quegli stessi anni Leonardo da Vinci - e non solo lui - inventava, dipingeva, sezionava, scriveva già cose di una maestria e di un ingegno ineguagliabile, continuatore virtuoso di una civiltà millenaria. In quel nuovo continente cartografato pochi anni dopo da Amerigo Vespucci, un altro italiano, furono scoperte immense ricchezze in giacimenti di oro, argento, diamanti e rame. All’Italia rimase la gloria di aver  dato il nome ad un nuovo continente attraverso un suo studioso, mentre Spagna, Portogallo, Francia e Inghilterra depredavano quel continente di ogni bene. Per farlo fu necessario, fra l’altro, compiere un tremendo genocidio, uccidendo di fatto antiche civiltà, usi e costumi, oltre che un numero imprecisato di vite umane, comunque non inferiore a 100 milioni in 500 anni. 

La parte nord dei continente fu da subito appannaggio di Francia ed Inghilterra, che pensarono bene di colonizzare quelle terre lontane inviando le persone più umili e derelitte della loro stessa società, dapprima addirittura furono estradati forzatamente avanzi di galera e personaggi senza arte né parte, senza nessuna istruzione e senza nessuna idea di dove stessero andando. Forza lavoro da sfruttare per gli Stati, ma anche per le famiglie più ricche che contavano già su un numero abbastanza importante di schiavi importati dall’Africa. Un commercio quello con l’Africa che strappò milioni di persone da un continente e le trasportò in un altro, condannandole alle catene e alle pene più vergognose.

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2022-06-01 "Di matrimoni pubblici e altre facezie..." - Il Gallo

 
PUBBLICATO SU "IL GALLO. IT" il 1 GIUGNO 2022
https://www.ilgallo.it/.../tricase-matrimonio-in-piazza.../
 
Nell’epoca della mercificazione totale, compresa quella della propria privacy e immagine, non mi meraviglio più di nulla. Sposarsi a Tricase in piazza Pisanelli, senza un motivo reale che non sia l’ostentazione di meravigliose pietre accoccolate al sole del giugno salentino, non è un delitto, né vi è alcuna lesa maestà, è semplicemente l’ennesima dimostrazione della volgarità travestita da vippume. Infatti il Sindaco De Donno, come unica difesa, ha parlato di 500 persone invitate che arrivano da lontano, da chissà quali mondi meravigliosi, dove tutto deve avere una sua eccezionalità, un suo charme particolare.
Però non mi meraviglio, anche perché la festa in sé non è che sia molto peggio delle varie cerimonie già in voga in questi ultimi anni, dal costo esorbitante, con clamore sempre maggiore, con inviti a cantanti sempre più famosi. Nella varie masserie alla moda, quasi tutte uguali, non manca quasi mai l’attore delle fiction, l’influencer di TikTok e infine la banda del paese, quella che non esiste più e si tende a spacciarla per qualcosa di antico, che fornisce il vero tocco della tradizione. Il problema di queste cose è che in genere vengono copiate, sempre al ribasso, e si finisce per far diventare un’eccezione come una regola e forse un vezzo. Come quelli che per tutta una vita guidano una vecchia station wagon di seconda mano e poi il giorno delle nozze arrivano in chiesa con la Maserati ultimo tipo o con la Bentley decapottabile.

2022-06-04 "Qui, nel Regno di Leucadia, tra statistiche e turismo" - 39° Parallelo

A volte studiare le cifre con un foglio excel può essere molto utile. Conferma alcuni dati incontrovertibili, ma può eliminare anche alcune credenze popolari, alcuni luoghi comuni, riferiti al posto in cui vivi. Ne ho avuto la conferma guardando con attenzione le statistiche diffuse dal sito della provincia di Lecce - http://www3.provincia.le.it/statistica/economia/tab1.htm.

Ho estrapolato i dati disponibili più recenti, riferiti a otto Comuni, che impropriamente possiamo definire Capo di Leuca oppure Regno di Leucadia (in contrapposizione ai tanti Movimenti autonomisti che nascono, vincono facile con promesse di nuove grandeur e poi o svaniscono nel nulla cosmico o in guerre intestine).  I Comuni in esame sono precisamente (in ordine alfabetico): Alessano, Castrignano del  Capo, Corsano, Gagliano del Capo,  Morciano di Leuca, Patù, Tiggiano e Tricase. In realtà sono otto Comuni e ben 25 centri abitati, compreso tutte le frazioni, di cui alcune di una certa importanza (Leuca, Lucugnano, San Gregorio ad esempio), tutti con una loro specificità, con la voglia di mantenere una tradizione, fosse pure la semplice festa del santo rionale. Questi Comuni, oltre che rappresentare l’estremo tacco d’Italia, hanno tutti un affaccio sul mare, quindi si presumerebbe che hanno sviluppato le loro attività verso la costa e invece è sempre avvenuto il contrario: il cuore pulsante del paese, tranne un paio di mesi l’anno, rimane l’entroterra, dove sono state sviluppate tutte le attività economiche, sociali e culturali.

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Libere fenomenologie del 2022-05-28 - dei sindaci "ecologisti"

Il 17 maggio di quest’anno, dopo quasi due anni di indagini da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, sono state deferite all’Autorità Giudiziaria ben 35 persone con le accuse di lottizzazione abusiva e illecita trasformazione urbanistica ed edilizia in area sottoposta a vincolo paesaggistico, precisamente in località “Acquaviva”, al confine tra i Comuni di Diso e Castro. Il tutto per realizzare 17 case vacanze su un terreno di circa 25 mila quadrati, su uno scorcio con pendenze anche del 25-30%, in assenza delle importanti valutazioni di impatto ambientale. Oltre a queste mancanze formali risulterebbero anomalie sostanziali sulla quasi totalità delle opere edilizie in quanto realizzate mediante riporti e sbancamenti non autorizzati o autorizzabili nell’area.  Sarebbero anche stati rilasciati permessi a costruire in zone ricadenti nel Parco Naturale Regionale denominato “Costa Otranto – S. Maria di Leuca e bosco di Tricase”, dove la stessa Legge Regionale n.8 del 2006 che regolamenta e autorizza al suo interno le sole attività agricole, forestali e pastorali, stabilisce il divieto assoluto di edificazione e di mutamento della destinazione dei terreni. Gli imputati del decreto emesso dalla P.M. Maria Vallefuoco sono quasi tutti funzionari comunali, progettisti, direttori dei lavori e  titolari delle ditte esecutrici dei lavori, oltre ai proprietari. Mancano i politici, i sindaci, gli assessori e i responsabili degli Enti preposti al controllo. Ed è questo il fenomeno che vorrei analizzare, dandogli un titolo ben preciso: l’ecologismo a giorni alterni dei Politici e degli Amministratori locali.

Ho atteso qualche giorno per vedere quali fossero le prese di posizione, le parole di fuoco che avrebbero pronunciato i vari personaggi interessati alla vicenda, seppur non indagati, i Sindaci di Diso, Castro e vari, i Responsabili dell’Ente Parco, i tanti politici “ecologisti”, i tanti cittadini onesti. Silenzio assoluto. Nessuno sapeva, nessuno ha visto, nessuno ha contestato, nessuno si è davvero indignato. Del resto tutta l’area dell’Acquaviva è stata deturpata nei decenni da una sedimentazione di case, asfalto e cemento che hanno reso plausibile nuovi cubi cementizi, nuovi parcheggi, nuovi abusi “legali” e nuovi silenzi generalizzati. Tutto questo a pochi giorni dalla pubblicazione della relazione annuale della Regione sugli abusi edilizi, che vede il Salento come  la provincia più colpita.

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Libere fenomenologie del 2022-05-20 - Costanzo

Qualche giorno fa Giampiero Mughini e Vittorio Sgarbi hanno litigato in TV durante il “Maurizio Costanzo Show”. I due attori hanno fatto la loro parte in commedia, ormai stabile e ripetitiva, quella cioè di beccarsi a vicenda per riempire un vuoto di idee e di buon senso, nel tentativo, spesso riuscito, di alzare l’audience. Hanno prima urlato delle scemenze, poi uno ha detto all’altro calmati e poi uno ha spintonato l’altro che infine è caduto a terra, con grande applauso generale. Ma lasciamo i due semi intellettuali al loro divertimento (e guadagno) e veniamo al vero fenomeno da analizzare in modo più serio: il Maurizio Costanzo, classe 1938, imperatore delle trasmissioni di ogni canale. Infatti lo puoi vedere a Rai3 in una trasmissione nostalgica sui grandi attori e cantanti del passato, oppure sulle reti Mediaset, ovunque e in ogni veste, come conduttore, ospite, oppure sceneggiatore e soprattutto come produttore (direttamente o attraverso varie società).

Ma chi è Maurizio Costanzo? È un modesto conduttore televisivo, che all’inizio ha tentato anche una carriera giornalistica con scarsa fortuna. Vivacchia in quel mondo romano fatto di aspiranti geni incompresi e di eterne promesse mancate (ben descritto, fra l’altro da film come “La Dolce Vita” e più recentemente da  “La Grande bellezza”). Quello è il momento in cui campa anche scrivendo qualche canzonetta, rimanendo comunque nel giro di quegli intellettuali in mezzo al guado. In ogni caso dal 1976 al 1978 gli affidano la conduzione di un programma televisivo su RaiUno dal titolo “Bontà loro”, scopiazzando come al solito il modello dell’intervista “simpatica”, inventata da anni negli Stati Uniti (sul modello di “The Tonight Show” inaugurato dalla NBC già nel 1954 e ancora in onda). Poi incontra Silvio Berlusconi e Licio Gelli e si iscrive alla loggia massonica segreta P2 (tessera n. 1819), fa un’intervista esclusiva per lo stesso Gelli sul Corriere della Sera che lascia perplessi i lettori più attenti. Nel 1981 vengono alla luce gli aderenti alla P2, lui dapprima nega in vari modi, poi ammette durante un’intervista a Giampaolo Pansa e infine davanti alla Corte d’Assise giustifica la sua iscrizione con “la ricerca di nuovi rapporti umani in un momento di particolare assenza di amicizie, anche a causa di problemi familiari legati al divorzio”. (Ci sarebbe da ridere se ci non fosse la tragedia del contesto).

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Libere fenomenologie del 2022-05-14 - Cafueri

La città in cui vivo, Tricase, è nata con un nome riduttivo, già di per sé autolimitativo, come se non si potesse andare oltre il numero tre. La mia città ha poche eccellenze e comunque sempre intorno ad un numero vicino all’uno, come era un tempo la concia delle pelli in riva al mare e poi la famiglia dei mosaicisti artigiani e anche quella dei figuli ceramisti.

Qui, vicino dove abito io, c’è in effetti un’eccellenza di cui oggi andare fieri, c’è una città con ben cinque sale cinematografiche. Quindi non il cinema come fabbrica di sogni, come industria del narrante moderno, ma proprio il cinema come contenitore, come mura, come luogo fisico, fatto di proiettori, amplificatori, poltrone, gallerie e soppalchi, biglietti cartacei e un uomo che ti fa accomodare.

Tutto merito di una famiglia, il cui capostipite Vincenzo Cafueri giunse da Latiano a Tricase nel 1945 vendendo stoffe su una bicicletta dotata di un grosso portapacchi. La sua costanza, furbizia e intelligenza  gli permisero, passo dopo passo, di costruirsi una piccola fortuna. Aprì nel 1955 un negozio di tessuti e poi l’intuizione del cinema. Era il 1961, Vincenzo pensò di costruire una sala tutta nuova: dopo una lunga gestazione ci riuscì nel 1965. Nacque così il “MODERNO”, in una traversa di Piazza Cappuccini, tenendosi alle spalle il quartiere “Lavari”, quando tutto era ancora un terreno incolto, alluvionato dopo ogni pioggia. In pochi anni quel colosso si trovò intrappolato davanti, dietro e accanto dal disordinato e soverchiante sviluppo edilizio, dove specialmente le strade furono immaginate dopo le case. E così si ritrovò nella strettoia di via Siracusa.

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2022-05-07 Presentazione del libro - Foto dell'evento e interventi

 

Una sinusoide di sacro e profano

di Rosangela Bovenga

Questa raccolta di scatti da cameo è uno sguardo Artistico su quello che la tecnologia non ha ancora azzerato di quella componente naturale e culturale che è la parte magica e visionaria dell'Universo che il genere umano custodisce e difende. Questo lavoro, proposto in questo formato agile e" democratico" per essere un compagno lieve nonostante lo spessore qualitativo, si offre come una" chicca", che non intende farsi appannaggio riservato snobisticamente a pochissimi eletti per ragioni che esulino da una spiccata sensibilità ma democraticamente possa essere approcciato da chiunque abbia il potente senso della bellezza e della qualità. Il fermo immagine del maestro Gigi Campanile realizza un'infilata di perle di sussulti relazionali, baluardo contro l'opera sistematica di certa modernità' di desertificazione dei rapporti. Questo capolavoro in formato mignon, infatti, come ogni libro d'arte e particolarmente se - come questo - fotografico, è il racconto per immagini, breve, conciso e compendioso, asciutto senza perdere le vibrazioni potenti e morbide, di quello che, pur documentando, travalica i confini di un reportage e approda nell'infinito, di matrice concettuale Leonardesca, che è proprio dell'ARTE. Racconta in una narrazione, che è una sinusoide tra sacro e profano, come sottolinea nei testi di commento a corredo delle foto la felice penna dello scrittore Alfredo De Giuseppe, di quegli animali urbani che siamo, resi dalla tecnologia, per ogni dove, sempre più vicini, eppur così lontani e TUTTAVIA capaci di incanti ed emozioni che solo il contatto fisico, reale e ravvicinato può consentire. E che solo l'individuo, artisticamente dotato, come nel caso dell'Autore /Artista Gigi Campanile può, tra luci ed ombre, interni ed esterni, albe e tramonti, processioni e spettacoli, architetture urbane e naturali, antiche e contemporanee, rendere, attraverso la FOTOGRAFIA. Questa è una FORMA d'ARTE, esito di quella "copula amorosa" che origina dalle sapienze diverse di pittura e scultura, capaci di concepire una creatura a sé, nuova e distinta, unica e irripetibile, che della luce e del colore si serve per dilatare nell'eternità l'eco degli istanti, catturare il flusso vitale e evocare incanto.

Aggiungo a corredo di questa presentazione e chiusura di quest'incontro "Oltre mare e Fuori rotta" che quest'antologia di sguardi si incentrano su relazioni, fratellanza, silenzio, momenti condivisi. Queste sono le parole chiave che Gigi Campanile, in alcuni questi suoi scatti, condivide con i suoi soggetti. In alcuni si avverte il senso del sospeso, come per un’attesa nell'aria, col silenzio che occupa l'immagine, con gesti quieti e in cui i soggetti si abbandonano alla fotografia.

Fotografie che vanno gustate con calma per dipanare intrecci, stimoli di punti di domande e qualche riecheggio di risposta. A tutti buona degustazione perché la cultura e l'arte sono insostituibile cibo per la mente, lo spirito e l'ANIMA, quella dei luoghi, delle creature di ogni specie e dunque in primis per la nostra.

La Vostra RosAngela Bovenga, Rabdomante di emozioni, Artista, operatore culturale, Teatrante e" GustoNauta" vestale, tra e con tanti, di quella Bellezza che potrebbe salvare il Mondo.

Tricase Porto, 7 maggio 2022

 

Intervento di Patrizia Piccioli

Quando mi hanno invitato a parlare del libro ho accettato volentieri per l’argomento, intrigante e curioso che attraversa molte culture e molte arti, dove Il concetto della contrapposizione perde talvolta i propri confini e si presta a varie interpretazioni. Un esempio per tutti, il quadro di Tiziano “Amor sacro e amor profano”, diverse e contrapposte le valutazioni su quale delle due figure rappresenti l’amore sacro e quale quello profano.

Sfogliando poi la pubblicazione di Gigi Campanile e Alfredo De Giuseppe sono rimasta colpita dal grande impatto teatrale delle prime foto del libro, dove è evidente il richiamo alle forme di teatro medioevale, nato nel basso medioevo, dopo secoli di totale ostracismo verso quest’arte da parte della Chiesa che la considerava pagana.

Teatro che si svolgeva, allora, davanti alle chiese e in altri luoghi sacri, e che ha dato vita al dramma liturgico, a tema religioso, legato ai vari momenti della vita di Cristo (feste comandate) a loro volta legati ai fenomeni naturali, come la Pasqua alla primavera o il Natale al solstizio d’inverno.

Rappresentazioni non molto dissimili dalle manifestazioni religiose rappresentate in queste foto, dove gli “attori” indossando costumi e corone di alloro, partecipano a un rito antico, oggi come allora. Eredi diretti del teatro medioevale.

Anche la tradizione del presepe ha origine da questa forma di spettacolo, prima di diventare “statuine” erano le persone a raffigurare la Natività sui sagrati delle chiese.

Nel teatro contemporaneo troviamo una citazione di questo modo di rappresentare nell’Orlando furioso messo in scena da Ronconi nel 1969.  Il dramma, profano, diventa una vera e propria processione attraverso la città. Trasformando cosi il sacro in profano.

Le immagini di Gigi Campanile sono evidentemente realizzate con l’occhio di uno del posto, nonostante sia stato via a lungo. L’autore restituisce con la forza e la passionalità di queste foto, fortemente contrastate, dai colori estremi, il valore e la dimensione del Salento e della sua gente. Gente accogliente, con una visione libera della vita ma rispettosa delle tradizioni e caratterizzata da grande senso di appartenenza, che sia una confraternita o un paese.

Anche gli scorci e le architetture sono spettacolari, chiese e monumenti interagiscono con allestimenti musicali, danze e momenti ludici, legati da un linguaggio comune, estremo, passionale e dinamico.

Tricase Porto, 7 maggio 2022

 

2022-05-03 "Tricase tra Sacro & Profano" su Il Gallo

Link all'articolo originale: https://www.ilgallo.it/appuntamenti/tricase-tra-sacro-profano/

Sabato 7 maggio a Tricase Porto la presentazione del libro fotografico di Gigi Campanile e Alfredo De Giuseppe

Sarà la terrazza del Caffè Oltremare a Tricase Porto la location della presentazione del libro fotografico: “Tricase tra sacro & profano” di Gigi Campanile e Alfredo De Giuseppe.

Appuntamento sabato 7 maggio alle ore 19

Dopo l’introduzione di Patrizia Piccioli, architetto e giornalista, l’intervento di Rosangela Bovenga, critico d’arte.

«”Tricase tra sacro & profano” è bel un libro pensato e voluto da Gigi Campanile», scrive Alfredo De Giuseppe, «al quale ho dato il mio piccolo contributo con dei brevi commenti. È un volume di 52 pagine con bellissime foto su carta fotografica, con copertina rigida, traduzione a tergo in inglese curata da Patrizia Scarascia. Un prezioso articolo, da conservare e da regalare ad amici, ospiti e turisti».

Link all'articolo originale: https://www.ilgallo.it/appuntamenti/tricase-tra-sacro-profano/

2022-05-06 "Sacro e profano a Sud: due intellettuali riflettono", di Francesco Greco - Avanti!

Link all'articolo originale: https://www.avantionline.it/sacro-e-profano-a-sud-due-intellettuali-riflettono/

Che cos’è il sacro e cos’è il profano? Sono due metafisiche distanti, forse inconciliabili o le loro ricche semantiche e ontologie possono intrecciarsi, contaminarsi, fondersi? Ah, saperlo…
Sciarade che da sempre tormentano l’uomo a causa delle loro infinite declinazioni. Di certo possiamo dire che sacro e profano mutano a seconda dei topoi geografici e delle scansioni storiche: l’idea di sacro di un sacerdote babilonese è diversa da quella di una vestale nel tempio di Artemide.
Quella dei Maya e i loro ziggurat non coincide con la sacralità che emanano le Grotte dei Cervi di Porto Badisco, luogo di culto e misteri per iniziati cui guardava tutto il Mediterraneo. Il sacro yiddish è diverso dalla concezione di un prete bizantino o uno sciamano delle Ande.
Sacro e profano a Sud, Terra d’Otranto, agorà dove nei millenni sono arrivati tanti popoli e culture coi loro miti e riti, dei e dee, e ognuno ha lasciato qualcosa. Una ricchezza filologica forse ignota ai suoi stessi abitanti, che plasma la loro coscienza e il dna.

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Libere fenomenologie del 2022-05-07 - Emiliano

Michele Emiliano è un fenomeno contemporaneo, di quelli che vivono al meglio il loro tempo, addirittura lo cavalcano e lo dominano. E lui ha il fisico, lo stomaco e il carattere per cavalcare un animale ben dotato e di notevoli dimensioni, non certamente un piccolo pony.

Michele è il primogenito di Giovanni, deceduto nel 2013, che è stato un imprenditore nel campo delle bilance e affettatrici da salumeria. Nato nel 1959, si è dapprima laureato in Legge, poi ha vinto il concorso in Magistratura, avendo il primo incarico nel 1988 ad Agrigento. Nel 1990 si è trasferito a Brindisi dove entra a far parte del maxi-processo contro la mafia brindisina, per poi ottenere nel 1995 il trasferimento a Bari, con la direzione distrettuale antimafia. Rimane magistrato attivo fino al 2004, poi decide di entrare in politica. Il centro-sinistra, senza una motivazione ben definita, lo candida a Sindaco di Bari, vince le elezioni, le rivince nel 2009 rimanendovi fino al 2014. In quell’anno una ricerca nazionale lo riporta come il sindaco più amato delle città metropolitane. È ormai lanciato: nel febbraio 2014 viene eletto segretario regionale del PD, vince le primarie e successivamente, nel maggio 2015, le elezioni della Regione Puglia, con il sostegno di tutto il centro sinistra unito. Stravince con il 47% delle preferenze, contro il 18% dei suoi più prossimi concorrenti. Nel 2020 viene riconfermato con il 47% delle preferenze attraverso una larga coalizione di centro sinistra di ben 16 liste, battendo con 8 punti di vantaggio il candidato del centro destra, Raffaele Fitto.

Fin qui la nuda e cruda biografia di un politico come un altro, di un uomo di successo, dal lavoro di prestigio all’amministratore del fare. Ma per spiegare il fenomeno-Emiliano occorre analizzare altri aspetti, altre dichiarazioni, altre alleanze, altre indecisioni e altre scelte. Innanzitutto quella di non dimettersi mai da Magistrato, neanche quando una sentenza della Corte Costituzionale stabilì che i magistrati non possono avere tessere di partito: Emiliano non ci pensò neanche due volte e strappò la tessera del PD.

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