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2025-01-09 "Poste italiane, Ferrovie cinesi" - FB
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In un paese del Sud nella notte tra il 15 e il 16 aprile del 2024 qualcuno tentò di estrarre i soldi del bancomat di Poste Italiane usando una ruspa e una bomba. Si sa che al Sud c’è sempre qualche scienziato che tenta nuove strade con bombe e ruspe. Infatti gli stessi ricercatori dopo non essere riusciti ad incassare a Tricase quanto previsto da tanto duro lavoro, nella stessa notte andarono ancora più a Sud, al bancomat di Castrignano del Capo, che pure distrussero in pochi minuti. Dopo c’era Leuca Finibus Terrae e, per fortuna, se ne accorsero in tempo.
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2026-01-06 "Querce da crescere" - Querce news
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Nel febbraio 2025, ormai un anno fa, nasceva QUERCE NEWS, come un bisogno di difesa estrema, un luogo dove liberare la prosa e la mente, per tentare di arginare la costante avanzata di populismo, misto ad un nazionalismo che fa del negazionismo il suo primo valore.
Ecco un editoriale del febbraio 2025: https://www.querce.news/un-mondo-di-ricchi-e-poveri/
Non aveva e non ha importanza se il progetto coinvolge milioni di persone o poche centinaia: intendevamo buttare un seme in mezzo alla steppa desolata e con pazienza attendere il suo radicamento. Ci aspettano tempi bui, forse un oscurantismo di stampo moderno, forse un deterioramento ulteriore dei rapporti interpersonali con una limitazione crescente della libertà di pensiero. Noi siamo qui, cercheremo di lottare, per quel che possiamo, con pragmatismo ma con forza e decisione, e con quel lumicino di idealismo che comunque dovrebbe albergare nelle menti umane, specie quelle più giovani. Forza e coraggio!
6 gennaio 2026 - Querce news
Alfredo De Giuseppe
2026-01-03 "ore 1.50, Venezuela bombardato" - FB
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Poche ore fa, il Presidente Trump ha ordinato di bombardare il Venezuela. Lo ha fatto, bontà sua, per augurare al mondo un buon 2026. Inoltre con questa azione può aspirare definitivamente al Nobel per la Pace, che in effetti gli assegneranno dopo che avrà conquistato anche la Groenlandia.
ATTENZIONE RAGAZZI: il mondo è in pericolo, tutti noi siamo ormai degli obiettivi di guerra. Finché saremo governati da questi individui (da questo oscurantismo culturale e multietnico) saremo in un grave pericolo. Il militarismo unito al più spinto nazionalismo può stavolta fare danni duraturi, forse per i prossimi millenni. Forse Darwin aveva sbagliato qualcosa.
3 gennaio 2026
alfredo de giuseppe
2025-12-31 "Felicità a tratti..." - FB
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Felicità a tratti, attenzione, banchi di nebbia durante il percorso tracciato. Così si vorrebbe, così verrebbe da dire ogni giorno, così sarebbe quasi normale, ove a questo termine, normale, si possano associare discesa e risalita, velocità e lentezza, amore e indifferenza. Eppure, tanto per aggiungere un anello mancante alla vicissitudine dei pensieri di questi giorni, la felicità ha albergato per un lungo periodo dentro di me.
Ero bambino e questo è sufficiente.
30 dicembre 2025 - FB
2025-12-25 "Gesù Cristo, il sopravvissuto" - FB
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Un’imbarcazione con 117 persone è partita dalle coste libiche qualche giorno fa. È affondata, come spesso accade, dopo poche ore di navigazione. Alarm Phone, rete internazionale di attivisti e volontari che gestisce una linea telefonica di emergenza per migranti in difficoltà durante la traversata del Mediterraneo, ha tentato di avvertire le varie guardie costiere, senza ricevere risposte. Due giorni fa, un pescatore tunisino ha scorto un uomo allo stremo, issato in qualche modo sulla chiglia capovolta dell’imbarcazione. Era l’unico sopravvissuto. Ad oggi non è dato sapere nome e nazionalità di quell’uomo: è semplicemente “il sopravvissuto”. Lo possiamo oggi, Natale 2025, chiamare Gesù Cristo? Come simbolo estremo delle umane sofferenze e indifferenze?
25 dicembre 2025
alfredo de giuseppe
2025-12-23 "Approvata oggi al senato la legge di Bilancio del governo Meloni" - FB"
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“Cancelleremo la Fornero come primo atto del nuovo Governo”. Così diceva Matteo Salvini in ogni dove, perfino fisicamente sotto casa della ex ministra. A furia di ripeterlo, unico punto fermo del suo programma, arrivò ad accalappiare la maggioranza relativa dei consensi dei babbei italiani. Perché gridava così tanto contro la Fornero? Perché la Lega Nord non aveva appoggiato (insieme a Italia dei Valori di Di Pietro) quel governo tecnico, dietro il quale in verità si accucciò tutta la politica italiana in default. La legge fu infatti votata da Alfano e Berlusconi, insieme a tutte le Olgettine, da Fini e Meloni, La Russa, Brunetta e Maurizio Lupi, da Bersani, Letta e Rutelli, dall’UDC di Casini. Lui, il giovane rampante leghista, si sentiva l’unico in grado di difendere quei poveri pensionati in nome della “vera giustizia sociale”.
Matteo Salvini in quel 2011 era un dirigente leghista di seconda linea, che si barcamenava tra Bossi e Maroni, dal 2012 il nuovo segretario, dopo lo scandalo dei rimborsi elettorali (e famigliari). Lui, il nostro Matteo, lottava quindi anche all’interno del suo partito e voleva farsi notare come uomo di ferro (o tutto d’un pezzo, decidete voi che l’avete votato) contro il governo e l’Europa, contro le leggi d’austerità, contro l’immigrazione, contro il Sud.
Nel 2013, divenuto segretario, continuò a cavalcare l’onda anti Monti-Fornero, fino ad arrivare nel 2019 a toccare quota 34,6% alle elezioni europee. Il buon Matteo ha partecipato al Primo Governo Conte (2018-2019), al Governo Draghi (2021-2022) e al Governo Meloni (da ottobre 2022 ad oggi), senza mai incidere su quella legge pensionistica, riuscendo anzi nella complessa operazione di peggiorarla anno dopo anno. Lui oppure, nemesi della storia, il suo ministro all’economia Giorgetti (che pare più severo di un funzionario della BCE).
Nel frattempo, oltre che sposarsi un paio di volte, a invocare la Madonna durante i comizi e a sognare ponti e ferrovie, ha portato il simbolo della Lega da Nord a Salvini Premier, riuscendo nell’intento di dilazionare quanto avevano rubato i suoi predecessori in ben 81 anni. La dilazione dei 49,5 milioni di Euro, iniziata nel settembre 2018, finirà dunque nel 2100. Fino ad allora anche la Fornero sarà abolita, insieme alle pensioni (quelle inferiori a 2.000 € al mese).
23 dicembre 2025
alfredo de giuseppe
2025-12-17 "La carità del partito" - FB
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Il segretario cittadino di Fratelli d’Italia (con la fiamma) di un Comune salentino che tra pochi mesi andrà a votare per scegliere la nuova Amministrazione ha ieri postato sul suo profilo social una locandina che fa riflettere. E da molti punti di vista.
Innanzitutto ci fa capire che nei nostri povero paese ci sono anche dei poveri, al contrario di quanto espresso dall’attuale propaganda governativa che non ne parla mai e anzi afferma che tra record di occupati, spread moderato e il mondo che ci invidia, non abbiamo più problemi di questo tipo.
Secondo l’ingegno sotteso a tale iniziativa, la povertà, secondo FdI, non si combatte con misure strutturali, con proposte innovative e forse globali, ma con la raccolta alimentare a Pasqua e Natale di pasta e scatolette di tonno. La carità minimale portata a sistema, dove infine sopravvive chi la sa fare meglio, chi si inginocchia di più.
Inoltre fa intuire come nella prossima campagna elettorale, come nell’italietta degli anni ’50, ci si debba aspettare di tutto, caffè e biscotti ai poveri, sconti di tasse ai ricchi, promesse a tutti. E certamente un pensiero mi farà vivere più sereno: nel caso di vera indigenza, mi recherò in Via Stella d’Italia, numero 22 e un po’ di cibo, dalle 19 alle 20, lo troverò sempre.
17 dicembre 2025
alfredo de giuseppe
2025-12-16 "Miracoli spot" - FB
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Senza giri di parole intendo protestare contro l’utilizzo di bellissimi, epocali brani musicali per banali spot televisivi, natalizi e promozionali di offerte e servizi a volte solo immaginifici. Volevo scrivere queste poche righe già anni fa, tra il 2009 e il 2010 quando le TV ci propinarono per mesi uno spot del Monte dei Paschi di Siena con la canzone “Ma il cielo è sempre più blu”. Volevano forse trasmettere l’idea che la crisi della loro banca sarebbe passata… Ma nessun rispetto, pensavo, per la storia e la biografia di Rino Gaetano che certamente non era vicino al sistema bancario, inteso come potere organizzato. La stessa canzone è stata lungamente utilizzata anche dalla catena tedesca di discount “LIDL”, come se il cielo di Rino si confondesse con il nuovo consumismo. Stessa sorte è toccata ultimamente a “Via con me” di Paolo Conte, presente nello spot istituzionale di “CONAD”.
Enel ha usato spesso canzoni di Francesco De Gregori. Ad esempio “La storia siamo noi” e “Sempre per sempre” nel 2024, dentro uno sconfinato senso di autostima, dove l’autocritica sparisce come d’incanto anche se ben presente nei testi di Francesco.
Ma l’utilizzo improprio di un brano cantautoriale che mi ha davvero lasciato a bocca aperta è un altro. In questi giorni va in onda lo spot di Poste Italiane con un bambino che porta un pacco ad uno sportello: in sottofondo le bellissime note de “La sera dei miracoli” di Lucio Dalla, le cui parole vengono recitate in tutt’altro contesto dal bambino che sta pensando ad un nonno che non c’è più. Il tutto condito da un sorriso dell’impiegata postale che non si vede nella realtà ormai da decenni (e come farebbe? poverina).
Le canzoni, alcune canzoni, sono patrimonio di tutti e per questo diventano riferimento di ogni singola sensibilità. Quei brani non vanno banalizzati con decine di passaggi giornalieri che ne minano la bellezza, confondono lo schema artistico, modificano lo spirito musicale e storico nel quale sono stati concepiti. Sono brani che andrebbero studiati e non usati come un qualsiasi jingle che in pochi secondi si può creare dal nulla, senza neanche pensare che ci sia dietro un miracolo laico.
(capisco il business delle case discografiche, dei diritti, dei famigliari e degli autori, ma un po’ di rispetto e di amore verso le opere d’arte non guasterebbe)…
16 dicembre 2025
alfredo de giuseppe
2025-12-12 "Un Paese, Italia" - FB
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Un Paese, Italia, isole comprese, che un tempo veniva conquistato da regnanti provenienti da ogni parte d’Europa e oggi tempestato e umiliato da una Nazione lontana, abitata in maggioranza da scellerati, nelle mani di un fanatico suprematista bianco e biondo, a suo tempo da noi scoperta e definita America. Sempre e comunque dominati, servi fino al midollo, servi furbi ma pur sempre succubi.
Un Paese, l’italietta trumpiana, che parla e straparla, per settimane e mesi, di un fatto di cronaca, che occupa le menti televisive per una rissa tra bande rivali, che si bea di slogan e immagine mentre tutto il resto crolla. Un Paese che si allontana dall’Europa e ne fa allontanare altri nella stupida convinzione che l’atavica anarchia italica sia una bellissima belva da cavalcare e gustare. Un Paese che non sa più fare figli e forse neanche l’amore. Un Paese che non parla più della possibile chiusura dell’ILVA di Taranto (con oltre 15 mila nuovi disoccupati, compreso l’indotto), e altre decine di industrie, che vede portare via tutta la filiera dell’automotive e ora anche quelle mediatiche come il gruppo GEDI – Repubblica e La Stampa-.
Un Paese dove da tre anni crolla la produzione industriale, le infrastrutture sono al limite del collasso, i porti sono fermi agli anni sessanta e i Ministri trovano il tempo per insultare gli studenti, i magistrati e i sindacati. Dove l’eterno piacere dittatoriale scorre sottotraccia e soddisfa le menti dei più, al di là di meriti, competenze e risultati. Va tutto talmente bene in questo Paese, pur sempre paese, che non parla più di grandi organizzazioni criminali, né della diffusa corruzione o di clamorose inefficienze, ma solo dell’occupazione abusiva di una casa popolare o di uno sfratto non eseguito. Non si parla di ambiente, spopolamento e abbandono delle produzioni agricole: si vocifera solo sulla conquista dell’ultima poltrona dell’ultima compartecipata pubblica.
Un paese dove un Angelucci, re delle cliniche private, nemico giurato della sanità pubblica, deputato eletto nelle fila della Lega, uno che detta la linea a tre suoi giornali che da anni avvelenano la vita pubblica - Libero, La Verità, il Tempo - è riuscito ad essere assente dal Parlamento il 100% delle sedute del 2025, giustificato dal suo gruppo in modo da poter continuare a prendere il suo bravo stipendio. Un Paese dove il conflitto d’interessi non solo non è stato sconfitto ma è diventato il vero perno del sistema che ancora si auto-definisce “democratico”.
(Noi, io, voi, poi infine sappiamo alcune cose perché non viviamo su Marte. Sappiamo che in Italia la piena democrazia è stata sempre una chimera. Però ci siamo: amiamo ancora pensare una società più giusta, magari divertendoci un po’).
alfredo
2025-12-11 "Un paese, Tricase" - FB
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Un paese, Tricase, frazioni comprese, che un tempo veniva conquistato politicamente da Roma (Carboni, Vitalone, Giacovazzo), oggi da Tiggiano, Gallipoli e Patù (I. Morciano, Minerva, Abaterusso). Un paese che non trova più un candidato per le Regionali, manco a cercarlo tra i tanti convegni di livello internazionale che si tengono periodicamente nella Sala del Trono. Dove non c’è più una sezione di partito e neanche un simbolo, sia pure per ironizzarci un po’ su. In un tale paese, pur sempre paese, piombano a decine, in questi giorni, dichiarazioni e comunicati di partiti e movimenti, che, seppur latitanti e invisibili, sono impegnati in una rocambolesca corsa alle ambite (evidentemente) poltrone.
Un paese dove ormai ci sono più candidati sindaco, comunicati e declamazioni che votanti (tutto rigidamente al maschile). I quali non capendo nulla della ridda di comunicati, dichiarazioni e declamazioni preferiscono rifugiarsi sotto l’albero di Natale, alla ricerca di una qualche forma di nostalgia. Senza pensarci su, con un po’ di malinconia.
(Noi, io, voi, poi infine parteciperemo perché non viviamo su Marte. E amiamo ancora pensare una società più giusta, magari divertendoci un po’).