Senza giri di parole intendo protestare contro l’utilizzo di bellissimi, epocali brani musicali per banali spot televisivi, natalizi e promozionali di offerte e servizi a volte solo immaginifici. Volevo scrivere queste poche righe già anni fa, tra il 2009 e il 2010 quando le TV ci propinarono per mesi uno spot del Monte dei Paschi di Siena con la canzone “Ma il cielo è sempre più blu”. Volevano forse trasmettere l’idea che la crisi della loro banca sarebbe passata… Ma nessun rispetto, pensavo, per la storia e la biografia di Rino Gaetano che certamente non era vicino al sistema bancario, inteso come potere organizzato. La stessa canzone è stata lungamente utilizzata anche dalla catena tedesca di discount “LIDL”, come se il cielo di Rino si confondesse con il nuovo consumismo. Stessa sorte è toccata ultimamente a “Via con me” di Paolo Conte, presente nello spot istituzionale di “CONAD”.
Enel ha usato spesso canzoni di Francesco De Gregori. Ad esempio “La storia siamo noi” e “Sempre per sempre” nel 2024, dentro uno sconfinato senso di autostima, dove l’autocritica sparisce come d’incanto anche se ben presente nei testi di Francesco.
Ma l’utilizzo improprio di un brano cantautoriale che mi ha davvero lasciato a bocca aperta è un altro. In questi giorni va in onda lo spot di Poste Italiane con un bambino che porta un pacco ad uno sportello: in sottofondo le bellissime note de “La sera dei miracoli” di Lucio Dalla, le cui parole vengono recitate in tutt’altro contesto dal bambino che sta pensando ad un nonno che non c’è più. Il tutto condito da un sorriso dell’impiegata postale che non si vede nella realtà ormai da decenni (e come farebbe? poverina).
Le canzoni, alcune canzoni, sono patrimonio di tutti e per questo diventano riferimento di ogni singola sensibilità. Quei brani non vanno banalizzati con decine di passaggi giornalieri che ne minano la bellezza, confondono lo schema artistico, modificano lo spirito musicale e storico nel quale sono stati concepiti. Sono brani che andrebbero studiati e non usati come un qualsiasi jingle che in pochi secondi si può creare dal nulla, senza neanche pensare che ci sia dietro un miracolo laico.
(capisco il business delle case discografiche, dei diritti, dei famigliari e degli autori, ma un po’ di rispetto e di amore verso le opere d’arte non guasterebbe)…
16 dicembre 2025
alfredo de giuseppe