AlfredoDeGiuseppe.it

Un Paese, Italia, isole comprese, che un tempo veniva conquistato da regnanti provenienti da ogni parte d’Europa e oggi tempestato e umiliato da una Nazione lontana, abitata in maggioranza da scellerati, nelle mani di un fanatico suprematista bianco e biondo, a suo tempo da noi scoperta e definita America. Sempre e comunque dominati, servi fino al midollo, servi furbi ma pur sempre succubi.

Un Paese, l’italietta trumpiana, che parla e straparla, per settimane e mesi, di un fatto di cronaca, che occupa le menti televisive per una rissa tra bande rivali, che si bea di slogan e immagine mentre tutto il resto crolla. Un Paese che si allontana dall’Europa e ne fa allontanare altri nella stupida convinzione che l’atavica anarchia italica sia una bellissima belva da cavalcare e gustare. Un Paese che non sa più fare figli e forse neanche l’amore. Un Paese che non parla più della possibile chiusura dell’ILVA di Taranto (con oltre 15 mila nuovi disoccupati, compreso l’indotto), e altre decine di industrie, che vede portare via tutta la filiera dell’automotive e ora anche quelle mediatiche come il gruppo GEDI – Repubblica e La Stampa-.

 Un Paese dove da tre anni crolla la produzione industriale, le infrastrutture sono al limite del collasso, i porti sono fermi agli anni sessanta e i Ministri trovano il tempo per insultare gli studenti, i magistrati e i sindacati. Dove l’eterno piacere dittatoriale scorre sottotraccia e soddisfa le menti dei più, al di là di meriti, competenze e risultati. Va tutto talmente bene in questo Paese, pur sempre paese, che non parla più di grandi organizzazioni criminali, né della diffusa corruzione o di clamorose inefficienze, ma solo dell’occupazione abusiva di una casa popolare o di uno sfratto non eseguito. Non si parla di ambiente, spopolamento e abbandono delle produzioni agricole: si vocifera solo sulla conquista dell’ultima poltrona dell’ultima compartecipata pubblica.

 Un paese dove un Angelucci, re delle cliniche private, nemico giurato della sanità pubblica, deputato eletto nelle fila della Lega, uno che detta la linea a tre suoi giornali che da anni avvelenano la vita pubblica - Libero, La Verità, il Tempo - è riuscito ad essere assente dal Parlamento il 100% delle sedute del 2025, giustificato dal suo gruppo in modo da poter continuare a prendere il suo bravo stipendio. Un Paese dove il conflitto d’interessi non solo non è stato sconfitto ma è diventato il vero perno del sistema che ancora si auto-definisce “democratico”.

(Noi, io, voi, poi infine sappiamo alcune cose perché non viviamo su Marte. Sappiamo che in Italia la piena democrazia è stata sempre una chimera. Però ci siamo: amiamo ancora pensare una società più giusta, magari divertendoci un po’).

alfredo