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Prendo spunto dall’intervento di Antonio Turco sul numero 34 de “il Volantino” intorno al parco di Via Pirandello a Tricase. La sua impostazione, sul valore della terra e dell’essere contadino, nulla mi pare abbia a che spartire con un moderno ed efficiente parco, polmone verde della città, luogo di aggregazione e relax. Ma al di là di tutto, la questione Parco necessita di una ricostruzione storica, di ciò che sarebbe potuto diventare e invece non è. Tant’è che mi viene il sospetto che Turco abbia scritto l’articolo per solleticare il dibattito sull’argomento.

Proviamo a mettere un po’ d’ordine, seppure in modo sintetico. Senza andare troppo indietro nel tempo, quell’area, definita Lama, era contrassegnata nel piano di fabbricazione del 1974 – in vigore dal 1977 – come destinata a Parco pubblico; come tale era un’area soggetta ad espropriazione. Non avendo il Comune proceduto in tal senso, il vincolo espropriativo è decaduto (per l’inutile decorso di cinque anni) e quell’area è divenuta “Zona bianca”, che, nella terminologia burocratese, vuol dire inedificabilità assoluta anche in assenza di un piano urbanistico di riferimento, ma vuol dire anche che il proprietario ha il diritto di vedere riqualificata, e cioè ridefinita, l’area stessa o con la reimposizione del vincolo oppure con altra destinazione (magari edificatoria). E questo è l’aspetto urbanistico.

Vi è poi, sempre su quell’area, un’altra questione: un vincolo idrogeologico palese, data la naturale morfologia del terreno, con un vincolo di inedificabilità di 25 anni, con la prospettiva di adibirla a servizi, parcheggi e verde pubblico, attraverso un nuovo Piano generale (che non si è mai riusciti ad approvare). A metà anni ’50 era stato creato addirittura un ponticello sulla strada che porta dal centro cittadino a Caprarica - attuale via Vitt. Emanuele – proprio perché dalla zona Lavari scorreva ad ogni pioggia un fiume d’acqua che poi finiva in quest’area formando per lunghe settimane una specie di laghetto. Nella insensatezza (e speculazione) dello sviluppo del paese, la zona Lavari era diventata ben presto l’area a maggiore densità abitativa. Stradine strette, neanche uno spazio verde, case accostate una all’altra senza respiro: questo è stato lo sviluppo urbanistico di molti comuni del sud nei decenni del secondo dopoguerra. Comunque negli anni è stato fatto di tutto tranne che scrivere su un documento ufficiale quelle due paroline che bloccavano tutto: vincolo idrogeologico. “Zona Bianca”, per quanto chiara e con una scadenza sempre più vicina, non era una limitazione sufficiente a bloccarne l’espansione.

Così agli inizi degli anni ‘80 si cominciò a costruire su quella che oggi viene denominata via Pirandello. Si iniziò dal palazzo attualmente occupato dalla farmacia Petrelli e poi dopo pochi anni da un paio di palazzine, anche se la strada era privata, non asfaltata e chiusa, quindi senza lo sbocco su via Apulia. Si costruì solo nella parte più alta - quella verso il centro storico - e quindi gli Uffici comunali approvarono dei progetti al limite, seppure in una zona ancora non perfettamente declinata. Anno dopo anno su quella strada, sempre privata, si continuava a costruire, fino ad arrivare dalle parti di Via Apulia. Infine la strada, per quanto mal messa, terra e tufo, e poi di tanto in tanto una spruzzata di asfalto, divenne di uso pubblico creandosi di fatto l’attuale collegamento.

La proprietà dell’intera zona, all’inizio degli anni ’90, cominciò a muoversi per giungere ad una ridefinizione dell’area, almeno per sbloccare l’esatta definizione di area da lasciare a verde pubblico. In effetti il TAR decise per l’obbligo del Comune di provvedere su cosa intendesse fare di quell’area, invitando il Comune a provvedervi quanto prima, con apposito provvedimento. Il Comune di Tricase, naturalmente, non fa nulla. I proprietari chiedono che venga nominato un commissario ad acta per definire al meglio i limiti di edificabilità di quella zona. Nel frattempo viene appaltata una grande opera di fogna bianca che riesce, seppure in parte, a risolvere il problema delle acque piovane. La proprietà chiede con vari ricorsi al TAR di poter sfruttare la volumetria dell’area.

All’inizio degli anni duemila, il Comune ipotizza la creazione di un grande parco che parte dall’Acait, ingresso verso piazza dei Caduti (o Alfredo Pisanelli), ponticello pedonale su via Pirandello e quindi un grande parco che comprenda tutto il terreno da via Vitt. Emanuele a via Apulia, lasciando solo nella zona delle scuole elementari la possibilità di sfruttare una certa volumetria. Una specie di accordo: la proprietà non si opponeva più alla destinazione a verde dell’area e il Comune permetteva la costruzione di una nuova volumetria ad uso abitativo. L’accordo viene ratificato dalla Regione Puglia e dal Consiglio Comunale nel 2007, prevedendo, tra l’altro, come il Parco sarebbe stato a carico del proprietario della zona. Nonostante i solleciti della Regione quell’accordo non trova attuazione in sede comunale.

L’Amministrazione, insediatesi nel 2008, non sblocca tale progetto e la proprietà, quasi per dispetto, ritira la sua disponibilità a quel piano e costruisce nel 2009 un palazzo nello spazio che doveva rappresentare il collegamento tra il parco e l’ACAIT, ridefinendo di fatto l’intera area. Il palazzo, di colore marrone, dove attualmente vi sono anche parecchi esercizi commerciali, chiudeva la possibilità di un grande parco cittadino che partiva quasi dal centro e si innestava verso Caprarica, potendo creare finalmente un vero e intenso polmone verde della città.

Però la battaglia non è finita. Una volta creatosi il nuovo stato di fatto, si continua a dialogare tra Comune e proprietà dell’area Lama per nuovi insediamenti commerciali e abitativi.

Si giunge così all’Amministrazione insediatosi nel 2012: l’accordo con la proprietà viene raggiunto (con l’assenso della Regione) attraverso un progetto di riqualificazione urbanistica, determinando quindi l’assetto attuale. Nel 2017 si stanziano 600 mila Euro e si dà il via ai lavori del nuovo parco. Sarà inaugurato nel 2018. Cade quindi qualsiasi tipo di vincolo: dalla parte di via Apulia nascono una serie di abitazioni e, confinante con Via Vitt. Emanuele, un unico locale commerciale, Eurospin, inaugurato nel luglio 2022 (approvato con molte deroghe dal consiglio comunale del febbraio 2022 con 13 voti favorevoli e 3 contrari).   

Insomma del grande parco che doveva essere, si è arrivati ad un giardino in mezzo a due nuovi manufatti, un modesto parco giochi con numero 5 altalene, posizionato al centro di alcuni condomini. Tra l’altro il locale commerciale non aveva i parcheggi sufficienti ed è tornato in ballo il dato che la sede stradale via via formatosi non era mai diventata pubblica e di conseguenza gli stalli da tempo posizionati sulla strada con una magia son diventati asserviti al discount. Della restante parte di via Pirandello non sappiamo ancora se è pubblica o privata oppure cangiante alla bisogna.

Sinceramente del parco delle meraviglie che qualcuno esalta non riesco a cogliere nulla. Ora c’è uno spazio semi abbandonato, spesso sporco, con pochi servizi e zero fantasia.  In ogni caso meglio che niente, secondo limiti e consuetudini tricasine.

Volantino, 1 novembre 2025

Alfredo De Giuseppe