• 05.jpg
  • 12.jpg
  • 07.jpg
  • 11.jpg
  • 14.jpg
  • 15.jpg
  • 17.jpg
  • 01.jpg
  • 03.jpg
  • 16.jpg
  • 06.jpg
  • 13.jpg
  • 10.jpg
  • 04.jpg
  • 09.jpg
  • 02.jpg
  • 08.jpg
Real time web analytics, Heat map tracking

Una nazione che inventa sempre (ed esporta)

Da sempre l’Italia inventa cose importanti, introdotte man mano nel costume mondiale. Anche dopo l’Impero Romano. Dopo il Codice Civile e il reggiseno, abbiamo inventato il pentagramma musicale e tutto il linguaggio che ne deriva, fino all’opera e al teatro dell’arte. Abbiamo rivoluzionato molte credenze, nonostante l’oppressiva presenza della Chiesa, vedi Galileo e altri scienziati. Abbiamo creato le più belle opere artistiche, ammirate e copiate in tutto il mondo. Abbiamo generato centinaia di geni, molti di più di qualsiasi altro Paese, nel campo dell’architettura, della pittura, della musica, della letteratura.

Arriviamo qualche anno prima degli altri su invenzioni destinate a cambiare la vita degli uomini: abbiamo inventato il telefono, il telegrafo e la radio oltre ai microchip. La Olivetti stava sviluppando i Personal Computer ben prima della Apple. Per quanto oggi possa sembrare strano abbiamo inventato noi la Pila elettrica e il motore a scoppio. Insomma abbiamo un DNA anticipatore e infatti non ne manchiamo una.

Leggi tutto

La mia colonna del 8 Dicembre 2018

Qualche giorno fa Carlo Calenda ha presentato a Tricase il suo libro “Orizzonti selvaggi. Capire la paura e ritrovare il coraggio”. Ho partecipato anch’io al dibattito con l’ex ministro e alla fine abbiamo velocemente scambiato delle battute. Pur rimanendo fermo su una visione eccessivamente modernista e dirigista, legato comunque alle famiglie del capitalismo italiano, è stato interessante dialogare con Calenda, che mi è parso uomo preparato e pronto a sfide importanti (non so quali).

Su un punto ci siamo trovati perfettamente d’accordo: gestire la Regione Puglia come un piccolo fortino personale è quanto meno bizzarro. Certamente dannoso per tutti noi. Io sono andato oltre con la mia domanda: non è che forse sia arrivato il momento di mettere in discussione il ruolo dell’istituzione Regione nel suo complesso? Lui ha risposto: un primo approccio a questa questione era contenuto nel disegno istituzionale del governo Renzi, poi bocciato dal referendum del dicembre 2016. E io ho pensato: si, è vero, ma quelle riforme, per assurdo, sono state bocciate non perché troppo ardite, ma perché troppo pasticciate. L’esempio eclatante era la riforma del Senato che invece di eliminarlo come sembrava essere l’intento, lo reintroduceva in una forma molto discutibile, con sindaci e cooptati vari. Ma è sulle Regioni che si continuò ad equivocare per mancanza di chiarezza e determinazione: toglieva in effetti delle competenze che tendono a bloccare uno sviluppo armonico dell’intera Italia, ma al contempo non ammetteva con la dovuta enfasi che a quel punto l’Ente doveva essere via via cessato e sostituito da soggetti meno burocratizzati. Immaginate di togliere la Sanità dalle grinfie delle Regioni e affidarlo ad un unico Ministero. Cosa resta? Quasi nulla. E come si fa ad immaginare un’Italia unita con 20 Sanità diverse?

Leggi tutto

La mia colonna del 1 Dicembre 2018

Niente è nostro per sempre. Niente ci appartiene in eterno, forse perché il concetto di eterno è solo letterario. Tutto quello che possediamo, per cui lottiamo è preso in noleggio: oggi lo usiamo, domani dovremo lasciarlo. La casa, l’auto e i soldi non sono nostri e spesso ce ne dimentichiamo. Forse perché viviamo il momento, forse tendiamo a rimuovere, forse pensiamo che il bene materiale sia la cosa più importante che possa capitare nella nostra vicenda umana. Possiamo usare molti oggetti, molto denaro e molti beni, ma non pensiamo che sono in affitto, che non ci appartengono, che sono provvisori. Forse perché siamo andati al notaio? O perché qualcuno ce li ha donati?

Leggi tutto

La mia colonna del 24 Novembre 2018

Nel 1952 fu progettato il depuratore di Tricase. L’opera fu realizzata nel 1956. Al tempo c’erano circa 12.000 abitanti, un’economia molto povera, dedita quasi tutta all’agricoltura e all’artigianato. Era il tempo di Giuseppe Codacci Pisanelli, il cittadino più illustre: in quegli anni era diventato, per un breve periodo, Ministro della Difesa con un governo De Gasperi, aveva contribuito alla fondazione dell’Università degli Studi di Lecce, di cui divenne Rettore (lo sarebbe stato dal 1955 al 1975). Soprattutto, da politico tradizionalista, quasi da destra anglosassone, era stato uno dei padri costituenti nel 1946 ed aveva l’ultima parola sulle scelte importanti che riguardavano la sua Tricase, la sua dolce dimora estiva, dove amava conversare con i suoi concittadini. I quali, puntualmente, lo aspettavano sotto casa, in un’ordinata fila cronologica, per chiedergli qualsiasi cosa, soprattutto un posto di lavoro fisso e sicuro. Sicuramente la questione ambientale non era all’ordine del giorno.

Leggi tutto

La mia colonna del 17 Novembre 2018

A Tricase Porto non c’è un albergo. I turisti si meravigliano della scarsa offerta, gli imprenditori del settore sono in attesa di notizie, molte seconde case (spesso pessime) che si affittano durante il periodo estivo hanno creato l’albergo diffuso che si è diffuso a sua insaputa. Forse è meglio così, ma un Albergo, con tanto di permesso, fu in effetti costruito e pure sul punto più bello del Porto. La vicenda inizia nel 1962. Il prof. Alessandro Sauli, nel presentare una generica domanda di edificabilità di un terreno di sua proprietà, aggiunge una nota per ricordare al Comune “l’inopportunità del vincolo posto dal Piano sulla parte a mare, rispetto alla strada, della punta che chiude il Porto a settentrione. Tale promontorio è infatti il centro visuale di tutto l’arco paesistico nel quale è racchiusa la Marina di Tricase, e quindi è della massima importanza che venga opportunamente sistemato con qualche costruzione rispettosa dei valori ambientali, immersa nel verde”.

Leggi tutto

La mia colonna del 10 Novembre 2018

 

Tricase oltre ad avere 4 o 5 castelli, 4 assessori e 4 cimiteri, ha anche 4 quattro campi sportivi. Il primo, quello di zona Matine, nacque nel 1964 insieme alla nuova società di calcio, la U.S. Tricase che faceva finalmente entrare il paese nel mondo del calcio agonistico organizzato. Una società composta da professionisti, banchieri, commercianti e politici che quasi si sovrapponeva all’Amministrazione Comunale. Non fu difficile e neanche costoso costruire quel campo di calcio: il terreno fu donato da Vittorio Aymone, il Comune approvò senza neanche un progetto ben definito, la ditta Battocchio lo realizzò in pochi mesi al costo di meno di 4 milioni delle vecchie lire. Peccato che non fu possibile acquistare l’ultimo pezzo di terreno per rendere quella struttura davvero funzionale e in regola: dalla parte est c’era (e c’è) meno di un metro dal muro perimetrale; fa un po’ sorridere pensando a quanto terreno libero ci fosse all’epoca, ma così venne fuori quando presero le misure e così è rimasto.

Leggi tutto

Un 4 Novembre da ricordare

Oggi 4 Novembre 2018, a cento anni esatti dalla fine della prima guerra mondiale mi faccio delle domande. La prima è la più sostanziale: quando noi italiani, faremo la vera, definitiva abiura di ogni guerra? Quando smetteremo di inneggiare ad una vittoria inutile per analizzare con attenzione le dinamiche di quell’errore che fu l’ingresso in guerra? Quando faremo i conti con la realtà della Storia e non con le fanfare dei politici di turno? Vedendo il video della Meloni (Fratelli d’Italia) c’è da rabbrividire: per ricordare il centenario del 4 novembre enfatizza la vittoria su gli austro-ungarici (invasori) e lo paragona alla vittoria che certamente il popolo italiano conseguirà contro i nuovi nemici, concludendo con un originale “oggi come ieri annunciamo la nostra vittoria: non passa lo straniero”.

Quali i fatti da ricordare? Quale verità storica emerge dallo studio della Prima Guerra Mondiale?

Leggi tutto

Territorio fragile: non distruggiamolo

Da cittadino di Tricase e amante dell’unicità del Capo di Leuca dico no al secondo lotto della 275, che dovrebbe collegare la zona industriale di Tricase con Leuca. Salto la cronistoria giudiziaria e le polemiche politiche per tentare di portare un po’ di ragionevolezza in questo mondo folle che, mentre l’Onu dirama allarmi mondiali sul clima, basa il suo (presunto) sviluppo ancora e solo su nuove strade e nuova cementificazione.

In sintesi:

Leggi tutto

La mia colonna del 27 Ottobre 2018

Ottobre 2018. Notizie dal mondo turistico: Maya Bay, la baia thailandese resa famosa dal film 'The Beach' con Leonardo Di Caprio, dove inizialmente le autorità avevano deciso di limitare gli accessi per soli 4 mesi, verrà chiusa a tempo indeterminato per permettere la ripresa dell'ecosistema, devastato da orde di turisti giornalieri.

Alle isole Galapagos, al largo dell'equatore, l'arrivo dei turisti è stato ulteriormente limitato a 50 imbarcazioni al giorno e una nave da crociera al mese al fine di preservare una fauna e una flora endemica, unica al mondo.

Notizie dall’Italia: a Venezia chiudono le pescherie per il semplice motivo che non ci sono più abitanti. Comitive di turisti invadono la città che rischia di rimanere senza cittadini: abitata solo da alberghi, ristoranti, bar. Una specie di Disneyland, visitata da 25 milioni di turisti all’anno, che la sporcano e la deturpano, compreso le mega navi da crociera che transitano fra i palazzi del Canal Grande.

Leggi tutto

La mia colonna del 13 Ottobre 2018

Pensando all’arresto del Sindaco di Riace, ai tanti richiedenti diritti in questo nostro secolo, sono andato a cercare la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, sancita nel 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Riporto qui di seguito, per brevità, il preambolo e i primi 10 articoli. Invito alla lettura di tutti e 30 gli articoli che la compongono. Tutte le leggi, di tutte le nazioni, che non tengano in conto questi principi sono fuorilegge. Sono leggi contro i principi fondamentali per i quali da secoli alcuni uomini pensano, scrivono e lottano, a rischio della loro vita, del loro benessere e della loro libertà. Al voto finale all’ONU si astennero Unione Sovietica, Bielorussia, Cecoslovacchia, Jugoslavia, Polonia, Ucraina, Arabia Saudita e Sud Africa. Nessun voto contrario. (Invito tutti i professori di ogni ordine e grado a leggere e commentare tale dichiarazione con i loro studenti).

Preambolo

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;

Leggi tutto

Il tesoro della Grotta dei Cervi

Lo scorso 29 settembre nell’ambito del “Festival del paesaggio” organizzato nel castello di Corigliano d’Otranto, ho potuto apprezzare il lavoro fotografico di Leonello Bertolucci sulla Grotta dei Cervi di Porto Badisco. Non vi nascondo che non potendo entrare nella Grotta per ovvi motivi oggettivi (il microclima che preserva la grotta non può essere inquinato da continue presenze esterne) e soggettivi (peso forma dimenticato nelle fotografie), ho da sempre una particolare curiosità per questo monumento del Neolitico. Già nel 1980 lessi il libro di Paolo Graziosi, Le pitture preistoriche della grotta di Porto Badisco e da allora tutte le pubblicazioni più o meno interessanti che ho trovato, compresa quella del primo fotografo Pino Salamina di Nardò (scomparso nel 2017), aggregato ai cinque scopritori due giorni dopo quel fatidico 1 febbraio 1970.

Leggi tutto