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2026-08-21 "DILUVIO" - Querce news
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Tutti i grandi scrittori e sceneggiatori di fantascienza hanno sempre immaginato che qualsiasi cosa di catastrofico stia per accadere, gli uomini continuano ad insistere nelle loro vicende personali: quasi mai i popoli si uniscono per salvarsi (neanche nelle fiction). Si forma una specie di rimozione collettiva che in fondo diventa rassicurante, non ci si preoccupa finché non succede proprio sotto i nostri occhi, finché non tocca le nostre cose, le nostre persone. È normale, è naturale. Sono meno disponibile a concedere una forma di giustificazione quando la rimozione è frutto di un lavoro quotidiano, fuorviante, quasi malefico. Forse autodistruttivo.
Stephen Markley, è uno scrittore americano, autore del best-seller “DILUVIO” del 2024, un romanzo apocalittico basato sui danni ambientali causati dall’uomo che si sviluppa tra il 2013 (comparsa di Trump sulla scena) e il 2039, intrecciando le vite di attivisti, scienziati, politici e lobbisti sullo sfondo di un'America devastata dalla crisi climatica, dal collasso politico e dal capitalismo predatorio. “Petrolio e gas hanno distrutto il pianeta: il Diluvio si avvicina”.
Markley ha rilasciato in questi giorni un’intervista a Repubblica.it (cercatela sul web, è molto interessante). A domanda risponde:
2026-08-14 "TRICASE PORTO E LA LEZIONE DEL COMITATO SPONTANEO", di Luigi Cazzato - Quotidiano di Lecce
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- Tricase Porto (2026)
Riflessioni
In quest’ennesima estate torrida, Tricase Porto è diventata una delle località balneari più chiacchierate del Salento. Le ragioni sono le più diverse: dal fantomatico acquisto di Maryl Streep di una dimora tricasina alla reale acquisizione del vessillo più ambito, la Bandiera blu, passando per la storica e mai risolta faccenda dell’ecomostro chiamato “Villa Sauli”, rudere che dagli anni ’70 incombe beffardo sull’intero arco portuale.
Ma vi è un’altra ragione: la decisione della Capitaneria di Porto di applicare il divieto di balneazione vigente sulla carta da tempo immemore e mai fatto rispettare. Dopo quasi un secolo e ancora rinfrancati dalle fresche acque, una mattina i tricasini si sono visti minacciare da due ufficiali in divisa una multa fino a mille euro.
Per cosa? Per aver fatto quello che generazioni di bagnanti locali e forestieri hanno fatto “da sempre”: il bagno nelle rigeneranti acque cristalline di Portus Veneris, come lo chiamavano gli antichi, dove un tempo attraccavano fra spiaggette di sabbia e insenature rocciose paranze e gozzi e velieri mercantili.
2026-08-14 "Il senso di piacere per il demanio" - Querce News
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Lo riportano ormai tutti i giornali nazionali: i Comuni vorrebbero restituire il mare ai loro cittadini. Ha fatto scalpore il sindaco di Bacoli, provincia di Napoli, sul Golfo di Gaeta, il giovane Josi Gerardo Della Ragione annunciando ufficialmente che il suo Comune l’anno prossimo vuole arrivare all’81 per cento di spiagge libere. Come in Francia, meno che in Spagna e Portogallo. Né le ha mandate a dire a quel titolare di stabilimento balneare che prima ha dato della “pezzente” a una bagnante non sua cliente che chiedeva di usare il bagno della struttura. Poi ha accusato lui di essere il “sindaco dei pezzenti” proprio per l’intenzione di ampliare le spiagge libere. «Hai ragione, amo i pezzenti» ha risposto su Facebook, aggiungendo che il tempo dei «prenditori senza scrupoli» e degli «abusivi storici» era finito e stava per iniziare un tempo nuovo in cui le spiagge saranno di tutti.
Altri Comuni sono su questa linea, un esempio per tutti Spotorno, nel savonese, il cui Sindaco Mattia Fiorini ha dichiarato di voler rivoluzionare l’offerta di mare cittadino portando al 40 per cento la percentuale di spiagge libere, come prevede la legge regionale ligure. A oggi, da loro, la spiaggia libera è al 3 per cento e quella attrezzata al 15.
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