Libere fenomenologie del 2022-09-10 ...dei sondaggi dei vincenti...

   

I sondaggi elettorali sono una burla, uno scherzo del marketing che rischia di essere un fattore determinante nelle scelte dei cittadini. Prima di credere ai sondaggi bisogna sapere alcune cose: innanzitutto i quesiti sono effettuati su un campione prestabilito e fisso di circa 500 persone (secondo me anche di meno) attraverso  il telefono, quindi non controllabili; i cosiddetti Istituti di ricerca altro non sono che imprese private che ricevono incarichi a pagamento dai partiti stessi o da alcuni leader in lotta tra di loro.

Come tante altre cose dello stupidario attuale, i sondaggi sono stati importati dagli USA, e sono da sempre strumento in mano alle televisioni commerciali per tentare di accaparrare audience e investimenti, inventando a volte di sana pianta dei dati mai verificati e forse mai effettuati. Così fece in Italia, per la prima volta, il più grande venditore di promesse, quel Silvio Berlusconi che nel 1994 “doveva” diventare Primo Ministro e utilizzò alla grande sia sondaggi fasulli che venditori professionali di pentole e coperchi (compresi giornalisti dalla schiena piegata e presentatori di comiche volgarità), asservendo di fatto un’azienda concessionaria di beni pubblici alla sua personale propaganda.

Allora sono inutili e dannosi? No, sono utilissimi invece per formare il consenso che a monte si è deciso di costruire. Francesco Marrazzo, giovane sociologo presso la “Federico II” di Napoli scrive: “I risultati dei sondaggi vengono utilizzati come strumento di comunicazione in campagna elettorale, ovvero per confermare l’andamento vincente di un determinato partito/candidato. In questo senso, il sondaggio rischia non solo di manipolare l’imparzialità e la correttezza dell’informazione, ma anche di scatenare un effetto band wagon (ovvero di salita sul carro del vincitore) da parte dei cittadini”.

Questo dunque il vero obiettivo: far intravedere un vincitore certo e cercare di indirizzare ogni commento, ogni programma, ogni intervento. Infatti in questo settembre 2022 non c’è programma televisivo o articolo scritto che non faccia la seguente introduzione: “tenuto conto dei sondaggi, della certezza della vittoria della Meloni, quale scenario si apre?” Segue bla bla bla in cui però emerge sempre la convinzione che i sondaggi indichino una strada, traccino un percorso, dettino una prospettiva futura. In pratica siamo in mano a quei 300, forse 500, ben selezionati cittadini/elettori che hanno deciso chi deve vincere, come quando e perché. Quindi, oltre ad una scellerata legge elettorale, i cui confini di antidemocraticità non vengono quasi mai esplorati, dobbiamo soggiacere ai piaceri ben retribuiti dei moderni maghi-sondaggisti.

A proposito di cittadini/elettori se conoscete qualcuno che fa parte dei famosi intervistati dai sondaggisti, presentatemelo, magari anche scrivendomi in privato. Ho una forte curiosità di sapere chi sono questi 300 cavalieri dell’apocalisse che di volta in volta ci dicono come votare. Vorrei intervistarne qualcuno, vorrei conoscere la modalità con la quale sono stati selezionati, vorrei infine sapere se esistono davvero o sono anche loro algoritmi programmati da enormi software sviluppati dentro cantine californiane.

Quindi siamo elettori manipolati molte volte, innanzitutto dalle segreterie di partito che non ci lasciano libertà di scegliere il nostro candidato, poi dai sondaggisti  – venditori di fumo mischiato alle pentole – che hanno già deciso per tutti noi.

Non nego che il “sentiment” del momento sia destrorso, ma qual è il vero motivo? Quali sono gli interrogativi che dovremmo porci prima ancora di guardare i numeri dei sondaggi? Come mai è passata l’idea di una sinistra legata al potere e di una destra invece ingabbiata dalle Istituzioni, impossibilitata ad esprimere tutto il suo potenziale? La battaglia contro Bruxelles, portata avanti per decenni da Berlusconi (Tremonti), Salvini e Meloni (sulla scia di Le Pen ed Orban) aveva senso? No, eppure gli italiani sono orientati a pensare di si. Chi sono davvero i promessi vincitori Meloni, Salvini e Berlusconi? I salvatori della patria, della famiglia e dell’onore degli italiani? Ho i miei dubbi, non rilevati dai sondaggi. Questi personaggi sono al potere da oltre trent’anni. Giorgia Meloni, aderente fin dalla più tenera età alla corrente di Rauti del MSI, fu giovane Ministro per la Gioventù dal 2008 al 2011, partecipando allegramente a quel governo Berlusconi che stava portando l’Italia al disastro e che passava il tempo tra le difese delle olgettine, le nipoti di Mubarak, la distruzione sistematica della scuola e del welfare sociale. Poi all’improvviso, stando all’opposizione, senza fare nulla se non cavalcando no-vax, no euro e no tasse, si ritrova in testa ai famosi sondaggi.

Matteo Salvini iscritto alla Lega Nord (xenofoba per definizione) da quando aveva 17 anni, divenne consigliere comunale di Milano nel 1993, da allora ha sempre fatto politica attiva, con alterne fortune e grandi inciampi istituzionali. Rischia di rifare il Ministro degli Interni, da dove fu letteralmente cacciato a calci nel sedere, dopo le performance del Papete.

Berlusconi, l’inventore dei sondaggi italiani a pagamento, suggeritore perfetto del “Porcellum” di Calderoli, nonché creatore e padrone assoluto di un partito concepito unicamente come difensore dei suoi interessi personali, che risulta implicato in decine di procedimenti di ogni tipo, sostenuto con vitamine speciali ad ogni apparizione in video, ha ancora la faccia di presentarsi come il risolutore dei problemi italiani. Va ricordato che quest’uomo, amico di Putin e di chiunque fosse utile e sé stesso, è stato il Premier italiano con all’attivo il maggior numero di giorni nella storia della Repubblica Italiana (solo questo dovrebbe dare il senso del declino italiano negli ultimi decenni).

Eppure, stando ai sondaggi, questi tre dovrebbero vincere, tanto per farci male, tanto per credere alle propagande più feroci e dissimulatorie.  

(i sondaggi degli sconfitti alla prossima puntata)

il Volantino – 10 settembre 2022

 

Stampa

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.

Ok