La mia colonna del 2020-06-27

Questa rubrica nacque, su invito del  direttore editoriale, per commentare le elezioni amministrative di Tricase del 2017. Poi ha preso un’altra strada e, dopo le prime settimane, si è occupata solo occasionalmente delle problematiche legate alla vita politica tricasina. Per mia colpa naturalmente, perché essa, la politica, diventava via via sempre più interessante, sempre più briosa e incandescente e quindi stimolante per un commento settimanale. Quindi, dopo aver atteso l’epilogo definitivo di una bizzarra commedia nata tre anni fa, corro ai ripari, non potendomi esimere dal dire la mia. Non foss’altro per dare un senso circolare ad una rubrica che altrimenti un senso compiuto non ce l’ha.

Sull’amministrazione Chiuri riprendo alcune cose che ho scritto su questa “colonna”, tanto per non smentirmi da solo.

20 maggio 2017 (durante la campagna elettorale): Carlo Chiuri, il candidato unico del Centro destra si è presentato con lo slogan “CambiaMenti” che appare fragile come un gioco semantico da secondo liceo, anche perché i veri cambiamenti vanno sostenuti da robusti pensieri condivisi. Però nelle sue fila corre il recordman delle preferenze della precedente consultazione, vale a dire Pasquale De Marco che con il suo personale marketing fa il pieno di voti ad ogni tornata elettorale e quindi ci può illuminare.

17 giugno 2017 (prima del ballottaggio): Alcuni fatti coincidenti su entrambi gli schieramenti hanno aperto la strada ad una coalizione alquanto sgangherata (forse di centro destra, ma forse no e forse con voti di centro sinistra) ma da subito considerata vincente. Chiuri ha frequentato poco i social, ha un programma molto vago, ha una scarsa conoscenza della macchina amministrativa ma aveva dalla sua 5 liste e 80 candidati e la matematica non è quasi mai un’opinione. È favorito al ballottaggio del 25 giugno con Dell’Abate, ma ho visto fra le sue fila una tale disorganizzazione e dispersione (programmi, comunicazione, coordinamento, stanchezza) da poter ipotizzare anche delle clamorose débâcle.

15 luglio 2017 (presentazione della Giunta): Carlo Chiuri, che è persona perbene, accorta e anche umile, nella sua prima dichiarazione ufficiale da sindaco ha detto che questa città aveva bisogno di essere pacificata. Nel rispetto del suo ecumenismo politico, nel solco di una campagna elettorale soft e vacua, nomina una giunta di pace e serenità. Innanzitutto ripete uno schema dal quale pare non si riesca ad uscire nelle nostre contrade: si portano in giunta gli eletti di ogni singola lista e questo lascia spazio ad altri consiglieri non eletti. Si allarga l’area della pacificazione.

29 giugno 2019 (analisi primi due anni): Carlo Chiuri è un uomo fortunato…. Non ha idee portanti da difendere e quindi è un attendista. Un grande passista, senza la paura di sentirsi dare dell’indeciso. Ad esempio sulla questione 275 non avendo una sua precisa soluzione, né avendo mai studiato davvero tutto il dossier, è riuscito a dilatare ogni decisione per circa 2 anni. Poi quando ha optato per la soluzione est, inimicandosi alcuni Sindaci dei paesi limitrofi, qualcuno dall’alto ha pensato bene di tirarlo fuori dall’impaccio, proponendo una terza via che quasi non tocca Tricase. Non sa che cosa potrebbe diventare la sua città, né gli interessa espandere molto oltre lo sguardo: i suoi concittadini non sono abituati e lui conosce bene l’indole del tricasino medio.

7 dicembre 2019: In questi giorni si è ritornati a parlare di Piano Regolatore. L’amministrazione Chiuri, senza una vera maggioranza, sfilacciata in ogni sua visione strategica, con l’aiuto del M5S, spera di riuscire ad approvare il nuovo strumento urbanistico. Non so se davvero porteranno a conclusione l’impresa, ma è certo che la situazione attuale è figlia delle scelte operate decenni fa.

2 giugno 2020: dopo che la maggioranza diserta l’ultimo Consiglio, si dimette l’assessore Lino Peluso e la pentastellata Francesca Sodero decide che non può continuare a sorreggere una maggioranza così sfilacciata. Nel giorno della Festa della Repubblica nove consiglieri comunali firmano una mozione di sfiducia al Sindaco, e decretano di fatto la fine di questa legislatura. Si dimette la Giunta tutta intera e poi l’8 giugno si dimette anche il Sindaco, e infine i 7 consiglieri che erano di maggioranza. La popolazione non si è dimessa per assenza ingiustificata.

23 giugno 2020: il Consiglio Comunale affossa definitivamente il Sindaco con dimissioni collettive. Non c’è molto da aggiungere alle cronache quotidiane se non un’amara constatazione. Si è consumata un’Amministrazione Comunale nel segno della mala educación. Il sindaco ha ben presto imparato a non rispettare le altrui personalità, arrivando spesso al dileggio di liberi cittadini, collaboratori, assessori e consiglieri, nel disperato tentativo di gestire il potere senza il vero impegno del confronto quotidiano (la conferma finale nella sua ultima lettera di dimissioni); il gioco di squadra assente (e mancava pure un Ronaldo); il “Volantino” l’unico giornale di Tricase è diventato “la testatina”, un foglietto da rifiutare a priori; i giornalisti del “Quotidiano” da querelare per un nonnulla; i consiglieri di maggioranza hanno in genere seguito i consigli di Pasquale; i cambi degli assessori  basati su dicerie e ipotesi invece che su fatti e informazioni; la Politica assente in ogni sua declinazione, come filosofia della decostruzione; i comunicati stampa e financo gli articoli giornalistici scritti da esponenti della maggioranza sono risultati ai più incomprensibili, criptici e fuorvianti. Una maleducazione alla democrazia, al buon senso, alla buona gestione delle cose fondamentali. Nel programma elettorale mancava in effetti l’accenno all’educazione civica, che del resto è assente da qualche lustro anche dalle aule scolastiche.

il Volantino, 27 giugno 2020

Alfredo De Giuseppe

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