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La scatola dei sogni

La scatola magica definita televisione, nata come riduzione casalinga del cinema, ammette solo mezze verità e sogni grandiosi. Siano essi sportivi, economici, politici, sempre e soltanto sogni. Le notizie ben modellate e selezionate in modo da non far aumentare il livello intellettivo, pur dando l’impressione di accrescere l’informazione collettiva.

Chi ha tentato di uscire fuori da questo schema molto preciso, universalmente accettato, viene rigettato come corpo estraneo, come portatore di nuove infezioni.

Fu così negli anni ’60 per Enzo Tortora, Dario Fo e Franca Rame, negli anni berlusconiani per Santoro, Biagi e Luttazzi, oltre che per Sabina Guzzanti, ora per Ranucci e la sua squadra. Il messaggio è sempre lo stesso: le inchieste si possono fare ma non devono arrivare al vertice, non devono mettere in discussione il modello vincente, quel modello che tanta felicità procura quando lo si vive come un sogno.

29 agosto 2026

alfredo de giuseppe