Libere fenomenologie del 2023-04-22 - ...delle lacrime di Trevignano

Gisella Cardia, 53 anni, al secolo Maria Giuseppa Scarpulla, è una veggente italiana, una delle tante che si inventano un mestiere, quello della religione miracolistica. Ha uno staff che la protegge e la esalta verso quei poveri cucchi disposti a tutto pur di credere nei miracoli, che poi è la disperazione della vita nella consapevolezza della morte. L’11 aprile di quest’anno lo staff della Cardia che opera sul sito “La Regina del Rosario” scrive: “Gli appuntamenti sono momentaneamente sospesi con data da destinarsi". Aggiungendo però: "Chi crede alla stampa dimostra di non aver capito nulla. Spegnete la tv! Stanno raccontando solo menzogne e diffamazioni. Grazie a tutti per il vostro affetto e per la vostra vicinanza! Vi vogliamo bene".

Qual è in sintesi la storia? Una donna di Patti in Sicilia, produttrice di ceramiche, chiude la sua azienda in dissesto economico e si trasferisce a Trevignano Romano, vicino al lago di Bracciano. Siamo nel 2016 e negli stessi mesi va in pellegrinaggio a Medjugorje, insieme al marito Gianni Cardia. La coppia va a pregare davanti alle apparizioni slave perché vuole fortemente un figlio che non arriva e continua a non arrivare. Proprio a Medjugorje, Gisella compra la statuetta della Madonna che una volta riportata a casa, secondo quello che lei racconta, avrebbe cominciato a lacrimare sangue. Forse, oltre alla statua, da lì riporta anche qualche idea per la sua nuova vita, non più imprenditrice ma sedicente veggente. Subito dopo comincia la storia delle apparizioni della Madonna, sulla collina che guarda il lago di Bracciano. Un fenomeno che si palesa con un’incredibile puntualità, ogni 3 del mese alle 3 del pomeriggio. E cominciano anche i messaggi che la Madonna le manderebbe in contemporanea alle apparizioni.

A quel punto inizia il solito pellegrinaggio e solito giro di denaro, anche con lasciti importanti, in contanti (due truffati hanno sporto ora denuncia per oltre 200.000 €). La missione sarebbe quella di costruire un santuario, ma in realtà non c’è nulla da edificare se non la replica, ormai millenaria, di apparizioni fantasiose e annunci catastrofici. Qualcuno fa un esposto in Procura, si fanno delle analisi, ed emerge che il liquido che esce dagli occhi della statuetta è un misto di acqua e tracce ematiche di maiale.

Al quotidiano La Repubblica, Roberto Rossiello, uno dei tanti seguaci, cattolico praticante, ha dichiarato di aver sempre avuto dei dubbi sulla "Madonna che lacrima". "Gisella non sapeva nemmeno il rosario, gliel'ha insegnato mia moglie. Come siamo diventati amici ha iniziato a fare cose strane. Chiamava nel cuore della notte: ‘Venite ci sono delle croci di sangue sul muro'. Un'altra volta c'erano delle incisioni in aramaico. Ci sembrava tutto molto sospetto, anche perché ogni volta che doveva mostrare questa statua si chiudeva per 15 minuti in stanza". Poi succede un episodio inquietante: "Ricordo la mamma di un bambino che aveva un tumore a un piede. Si era rivolta a Gisella per suo figlio e lei l'aveva rassicurata: non ti preoccupare non succede niente. Al bambino poi era stato amputato il piede. A soli 13 anni è morto".

Due fatti a latere delle lacrime sanguinanti e delle moltiplicazioni di gnocchi e pizze di Trevignano  sarebbero da analizzare con attenzione:
-  Un  ruolo fondamentale l'avrebbe giocato l'allora vescovo di Civita Castellana, Romano Rossi. Il monsignore "è venuto a celebrare la messa a Trevignano ed è entrato in chiesa esibendo la Madonnina a mo' di trofeo. Per noi fedeli la sua presenza era una garanzia, anche se poi siamo usciti da quel giro. Gisella aveva iniziato a rivelare i messaggi della Madonna, ma erano tutti minatori. Parlava di braccia tagliate ai sacerdoti. Minacciava il Papa. Ci siamo messi paura".

  • C’è poi l’intervista rilasciata il 12 aprile in prima serata all’intramontabile e immarcescibile Bruno Vespa che di fronte alle palesi bugie della neo veggente ha esclamato: “Non mischiamo queste circostanze con cose serie come le apparizioni di Lourdes o Fatima”. È proprio questo l’assunto discutibile. Si può dare per scontato che le visioni mistiche di tre pastorelli di circa dieci anni siano realistiche? All’epoca fu possibile acquisire questi fatti come veri e incontrovertibili per più motivi, primo tra tutti l’assenza della scienza e dei media, seguita dall’accettazione ufficiale della Chiesa per non mortificare la crescente credulità popolare.

La Madonna, così presente anche in tante preghiere di persone intelligenti, rappresenta in effetti il prototipo della donna buona, bella, fedele, immacolata che si è donata tutta al suo dio, che ama suo figlio, che gestisce al meglio il marito e che in definitiva è la personificazione dell’ideale cattolico costruito nei secoli. Però mentre un papa Bergoglio o un don Tonino Bello la esaltano in modo filosofico e comportamentale, per altri diventa l’unico appiglio, seppure non realistico, alle difficoltà della vita, alle isterie della mente umana. Se lo sai, eviti nella vita un po’ di veggenti, maghi, profeti e chiromanti. 

 il Volantino – 22 aprile 2023

Alfredo De Giuseppe

 

 

 

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