39 - Voti senza frontiere del 2021-12-28

  

Iniziavo questa rubrica il 14 gennaio 2021 dando il primo zero assoluto  a Donald Trump che aveva appena mandato i suoi seguaci, in genere razzisti, negazionisti e complottisti, ad aggredire i deputati che si apprestavano a nominare Joe Biden Presidente USA. Che la qualità della democrazia americana sia tutta da costruire lo dimostra proprio un anno di Biden, che così come Obama, non riesce a sgrovigliare le enormi contraddizioni del sistema. Poveri sempre più poveri e ricchi sempre più ricchi, armi e muri, un sistema elettorale che impedisce alle minoranze di esistere, una cultura medio bassa compensata solo dall’enorme spreco di energia che si possono permettere grazie ad un continente bellissimo e ricchissimo. Hollywood e il suo sogno non basta più, ora forse sarebbe il momento che gli Stati Uniti d’America si mettessero davvero in discussione, ad iniziare dalla loro interpretazione della vita su questo pianeta. Intanto un bel 3 globale, risultato algebrico di molte sfaccettature della composita società americana. E 3 anche a noi che per decenni l’avevamo mitizzata come unica strada verso la felicità.

Non che la Russia, la Cina, l’India, la Turchia, il Medio Oriente tutto, stiano dando grandi esempi di progresso, così come molta parte della civile Europa. In questo momento ci sono circa 2.000 km di muri alzati a proteggere il nazionalismo più spinto di molte nazioni europee e laddove non ci sono muri fisici ci sono delle leggi assurde che hanno eliminato la possibilità di rimanere umani.  E le leggi assurde non vanno sempre accettate, vanno anche combattute dall’interno della politica, costruendo mattoncini di razionalità e umanesimo. Giorno dopo giorno. Di tante guerre regionali facciamo finta che non esistano: in questo momento in Afghanistan, ad esempio, si rischia un’ecatombe di bambini, per assenza di cibo e medicinali  (se io fossi un padre afghano cercherei  di fuggire con ogni mezzo possibile e non penserei a ciò che piace di più a Orban o a Lukashenko).

Una sfilza di voti di fine anno. Carola Rackete (voto 9) in questi giorni è stata prosciolta da ogni accusa sui salvataggi in mare, mentre Matteo Salvini (voto 2 per antonomasia) è ancora sotto processo, accusato di sequestro di persona e rifiuto d'atti d'ufficio.

Un  9, quasi 10, lo darei anche a quei pochi volontari della zona di Foggia che cercano di dare un aiuto non solo ai migranti ma anche ai lavoratori agricoli che vivono in baraccopoli come quella di Stornara. Il 17 dicembre 2021, due fratellini di 2 e 4 anni sono morti nell'incendio divampato all’interno della loro povera dimora, mentre dormivano, mentre la loro mamma era andata nel maleodorante bagno a 50 mt di distanza. Lo Stato in quei posti non esiste: interviene solo di fronte ad una tragedia. In questo caso le forze di polizia sono riuscite a forzare un interrogatorio precipitoso ai due genitori bulgari, nessuna Istituzione ha interrogato un’altra Istituzione per chiedere conto di quello scempio della umana dignità. Nessuno si è posto domande, però tutti son pronti a santificare le parole di papa Bergoglio e del vescovo Tonino Bello. L’ipocrisia dei cattolici danzanti è patetica, se non fosse pericolosa.

Alla Meloni riservo un 2 pieno e convinto, perché lei rimane una di quelle che sparerebbe sui barconi. A Letta, il segretario PD concedo un 5 e vediamo se riesce una volta a portare il partito verso la sufficienza. A Giuseppe Conte, che da primo ministro aveva una qualche chance, non sa che pesci prendere su ogni questione importante che riguarda l’Italia, non posso che riservare un 5 di incoraggiamento. A Berlusconi, che pensa seriamente di correre per la Presidenza della Repubblica concedo un 3 per la vecchiaia (invece di zero), allargando però lo stesso voto a tutto il suo entourage (compreso TV e Giornali) per aver seriamente pensato di fare il Presidente. Se fra qualche mese dovesse succedere una cosa così clamorosa, sarebbe la prova provata dell’inconsistenza civile del popolo italiano, fatto ormai storico e incontrovertibile. A Mattarella, alla fine del suo mandato c’è da attribuirgli un 7: nessun volo pindarico, ma ha tenuto la barra dritta (quasi sempre, tranne nel primo governo Conte).

In Italia secondo i dati dell’INAIL (voto 5) sono morti circa mille lavoratori durante lo svolgimento del proprio lavoro. Però secondo il sito Truenumbers.it (voto 8 per il rigore) sarebbero molti di più perché “nei dati statistici non rientrano gli abusivi, i lavoratori in nero o clandestini, e gli operatori di categorie che non ricadono sotto l’ombrello dell’Istituto, quali forze di polizia e forze armate, vigili del fuoco, liberi professionisti indipendenti, consulenti del lavoro e alcune partite iva, periti industriali, commercianti titolari di imprese individuali, dirigenti e impiegati del settore agricolo, volontari della protezione civile e infermiere volontarie della Croce Rossa”.

Un anno, il 2021, in cui si è parlato soprattutto di Coronavirus, ospedali, vaccini e tamponi. Tra marzo e aprile sono stato colpito in forma grave anche io, ne sono uscito, anche se gli strascichi ci sono sempre quando vivi un mese in terapia intensiva. Ho tentato qui di parlarne il meno possibile, tanto era fragoroso il chiasso di giornali, televisioni e social da non lasciar spazio a considerazioni di nessun tipo. In ogni caso, come ultimo numero, mi concedo il lusso di giudicare me stesso e quindi mi dò una piena insufficienza, un 4, per motivi ancora in via di analisi, per tentare di migliorare qualcosa con l’anno che verrà. 

il Volantino, 28 dicembre 2021

Alfredo De Giuseppe

 

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