In un documento reso pubblico il 5 dicembre 2025, Donald Trump scarica l'Europa e avverte: se non cambia, rischia la "reale prospettiva di cancellazione della sua civiltà".
Siamo venuti a conoscenza della rinnovata National Security Strategy - un documento di 33 pagine all'insegna dell'America First – dove il presidente delinea le sue priorità e usa parole dure per il Vecchio Continente criticandolo su tutti i fronti: dalle politiche migratorie alla "censura della libertà di parola", passando per le sue "aspettative irrealistiche" sulla guerra in Ucraina. (fonte Ansa.it)
“Garbage”, spazzatura. È l’odioso termine con cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito gli immigrati somali negli USA. Al termine di una riunione di gabinetto in diretta tv, Trump ha attaccato senza mezzi termini i componenti della comunità somala americana definendola come “persone che vengono qui a lamentarsi e a non fare nulla”. “Il nostro paese andrà nella direzione sbagliata se continuiamo ad accogliere spazzatura”, ha aggiunto. Ha poi rincarato la dose rivolgendosi alla deputata di origini somale Ilhan Omar: “Lei è spazzatura. I suoi amici sono spazzatura. Queste non sono persone che lavorano. Non sono persone che dicono: ‘Costruiamo questo paese’, sono persone che non fanno altro che lamentarsi”. Le invettive trumpiane contro gli immigrati somali stridono con l’accresciuto impegno militare degli Stati Uniti in Somalia, dove le forze statunitensi sono impegnate in programmi di addestramento dell’esercito e, soprattutto, nella campagna per smantellare le roccaforti dello Stato Islamico sulle montagne di Golis, nella regione semi-autonoma del Puntland. (fonte “Nigrizia.it)
Nelle stesse giornate ha minacciato apertamente a più riprese il Venezuela, individuato come esportatore di stupefacenti verso gli USA, di invaderlo via terra, con portaerei e bombardamenti mirati.
In compenso anche in casa sua trova il modo di scatenare i peggiori istinti. Ha definito una giornalista “maialina”, un’altra l’ha chiamata più volta stupida per poi rispondere così ad altri reporter: “Non passereste il test cognitivo che ho fatto io in questi giorni”. A quei giornalisti che pongono domande scomode arriva a minacce di prigionia, fino ad un esplicito “spero che vi sparino”.
A quest’uomo, evidentemente equilibrato e corretto, presidente degli Stati Uniti d’America, la Fifa, nella persona di Gianni Infantino, sempre nello stesso 5 dicembre, ha consegnato il “Fifa Peace Prize - Football Unites the World” sul palco del Kennedy Center di Washington Dc. Il premio, assegnato per la prima volta, è andato al presidente Trump per aver compiuto “azioni eccezionali e straordinarie per la pace, capaci di unire le persone in tutto il mondo”. Tutto questo durante la presentazione del prossimo campionato mondiale di calcio che si terrà nel 2026 in Messico, Canada e Stati Uniti.
Di fronte a questa pioggia torrenziale di follia, razzismo e affarismo militare, la nostra premier Meloni non trova di meglio da dire che “Trump esorta l’Europa a doversi difendersi da sola”. Si badi bene, non l’Unione Europea o la Comunità Europea ma l’Europa, intesa come un agglomerato di singoli Stati che dovrebbero aumentare a dismisura le proprie spese militari. Ognuno per proprio conto, in fila indiana, col cappello in mano, inseguendo la benevolenza di un Trump. Se a voi, stragrande maggioranza di italiani, sta bene, ne prendo atto. Io non imbraccio un fucile per difendere queste idee, queste persone, queste follie. Vi lascio godere il mondo della pace trumpiana.
6 dicembre 2025
Alfredo De Giuseppe