AlfredoDeGiuseppe.it

 

Ad urne ormai aperte, vivisezionate, quasi superate, dopo aver letto numerosi commenti, ritengo siano rimasti ancora degli angoli oscuri da interpretare in queste Regionali 2025.

Innanzitutto l’affluenza e le forti differenze percentuali tra vincitori e sconfitti. Le due cose sono interconnesse. L’elettorato vota con una certa partecipazione emotiva quando il risultato è contendibile. Qui invece c’era in Veneto il candidato Alberto Stefani che ha vinto con il 64% forte del precedente 76% di Zaia che pure partecipava a questa competizione come consigliere; in Campania c’era Roberto Fico che era riuscito con l’aiuto della Schlein a ricompattare tutto il campo largo e comunque il suo 60% è figlio del precedente 70% di De Luca che, obtorto collo, aveva infine accettato l’intesa con il 5 Stelle; e poi c’era Antonio De Caro dato stravincente già da un anno, tanto che il centro destra non ha trovato un solo politico che avesse voglia di sfidarlo, rifugiandosi all’ultimo momento utile sull’esterno Luigi Lobuono per perdere dignitosamente dentro il suo 35%. Quindi appare evidente che l’elettore che si sente già sconfitto in partenza, in massima parte, non va a votare. A questo va aggiunta poi l’attuale disaffezione per la politica (io direi per la democrazia) che sta invadendo tutto il pianeta. - Questo però è un altro discorso che merita altri approfondimenti -

La seconda questione afferisce al denaro. Dando per scontato che questo gioco politico rimane un gioco per pochi, come se si giocasse dentro un albergo di lusso a poker e non dentro una società complessa e frastagliata, ci sarebbe da richiedere a gran voce delle regole serie e rese pubbliche. Ad esempio sarebbe interessante conoscere, subito dopo le elezioni, alcune cose intorno al denaro. Quanto ha speso quel singolo candidato per la sua campagna elettorale? Chi lo ha finanziato? Quale la sua dichiarazione dei redditi? Che fa nella vita? Ha per caso un conflitto d’interessi con lo stesso Ente per il quale si candida? Quanti soldi ha preso negli anni da quell’Ente che dice di voler cambiare, rinnovare, bla bla bla? E un concessionario statale di radio TV si può candidare come se nulla fosse, usando i suoi mezzi come clava contro i suoi avversari o come elogio H24 di sé stesso? Quanti sono beneficiari attraverso Associazioni di varia estrazione da Enti tipo le Regioni, dove le appartenenze contano più dei meriti? Queste dichiarazioni e queste cifre, eventualmente rese pubbliche, potrebbero aprire uno squarcio serio sulla liceità di tanti candidati, spesso artefici esclusivamente delle proprie fortune e non del tanto sbandierato bene comune.

Queste brevi riflessioni mi son tornate in mente leggendo in questi giorni due notizie. La prima del buon Michele Emiliano che vorrebbe tornare a fare il magistrato, però con tutti gli onori e gli aumenti di stipendio maturati durante i suoi 22 anni di aspettativa. Un grandioso sistema di protezione per pochi, il paracadute che tutti vorremmo: faccio quel che mi piace, ma se mi va male ho una riserva senza limiti, offertami dalle leggi di uno Stato malato, distorto e vessatorio solo con i deboli.

L’altra riguarda l’ex Presidente francese Nicolas Sarkozy che è stato definitivamente condannato a 18 mesi (di cui 6 da scontare in carcere) per aver, con vari artifizi, sforato il tetto imposto dalla legge in termini di denaro da investire in una singola campagna elettorale. Le indagini hanno rivelato che per mascherare l'esplosione delle spese della sua campagna elettorale - quasi 43 milioni di euro contro un importo massimo autorizzato di 22,5 milioni - era stato messo in atto un sistema di doppia fatturazione. In Puglia esiste un tetto massimo alle spese elettorali per le elezioni regionali: le cifre sono: €38.802,85 per i candidati a consigliere in una lista provinciale più un importo calcolato in base al numero di residenti della circoscrizione (€0,0061 per ogni cittadino). Per i candidati che si presentano in più liste provinciali, Il limite è quello consentito per una candidatura aumentato del 10%. C’è qualcuno che controlla davvero tutto questo? C’è una seria rendicontazione da verificare? Visto che si è in pochi, almeno giochiamo con delle regole certe: seguire i soldi significa capire molto di ciò che ci circonda.

Querce News - 28 novembre 2025

alfredo de giuseppe