In questo periodo ferragostano in cui sembrerebbe doversi astenere per legge dal commentare le nostrane vicende politiche, succedono invece cose importanti, cose che vanno argomentate e discusse. Se ancora è possibile. Finché non ci ammazzeranno con un drone intelligente, poniamo sinteticamente alcune questioni:
- Antonio Decaro vorrebbe candidarsi Presidente della Regione Puglia ma non vorrebbe con sé l’ingombrante figura di Emiliano, che fino a prova contraria significa trasformismo, civismo populista, ipocrisia del potere senza alcun indirizzo certo. Bene fa Decaro a storcere il naso anche sulla candidatura di Vendola. Ad ogni occasione, sorge spontanea una domanda: ma i politici italiani, dopo aver dato tanto, dopo aver speso tutte le loro energie, dopo aver concluso tutti i loro mandati, possibile che non abbiano un bel terreno dove esercitarsi nell’agricoltura, magari biologica e sostenibile? Sarebbe una questione d’igiene pubblica cambiare e rinnovarsi, ma qui appare impossibile. Nello specifico, Emiliano e Vendola di quale forma di solitudine soffrono?
- Il PD non si pronuncia sulla questione. Non solo la segretaria Elly Schlein ma anche (e direi soprattutto) tutti gli eterni pretendenti al trono. Non sappiamo come la pensa Stefano Minerva, né Blasi, e neanche la Capone (tanto per rimanere nei confini leccesi). E, scendendo di livello, come sono messi i volenterosi e ben addestrati segretari regionali, provinciali, comunali. Silenzio assoluto su una questione che pure appare dirimente: va superata la gestione Emiliano oppure si deve dare forma ad una continuità poco entusiasmante, ma evidentemente remunerativa?
- Vedo che Alessandro Delli Noci, dopo le note vicende giudiziarie, sta tentando di recuperare una propria esistenza, passando dal pitturare le porte di casa fino alla scampagnata in collina. Ma ora le sue truppe elettorali sono allo sbando o sono già sotto un’altra insegna? La sua alleanza a sinistra, da uomo dichiaratamente di destra, è un modus operandi ormai consolidato o si può pensare di modificarlo?
- La destra, ripetutamente sconfitta in Puglia, aspetta le mosse della sinistra per giocare di rimessa. Fitto che apparterrebbe a Fratelli d’Italia propende per un candidato centrista (?), anche se Sisto e Mantovano hanno declinato l’invito e i nomi più gettonati sono quelli dell’eurodeputato Francesco Ventola e il senatore Filippo Melchiorre. Una classe politica impalpabile quella di centro destra, semplicemente legata ai principi (semi eversivi) del governo nazionale, ma senza alcuna valida proposta locale. Non è anche questo un problema della politica italiana?
- Tranne rarissime eccezioni, nessuna Amministrazione comunale o provinciale esprime al momento delle idee o delle proteste sulle vicende internazionali, che pure stanno segnando la vita di tutti noi. Possibile che si abbia paura di partecipare ad una manifestazione contro il genocidio in Palestina? O di esporre simbolicamente una bandiera? O di esprimere solidarietà ad un proprio concittadino che magari sta lottando per i diritti inviolabili delle persone? Fino a pochi anni fa non erano considerati eroi quelli che si battevano contro le dittature di ogni colore? Che modifica genetica c’è stata nel nostro sentire collettivo?
- Per cambiare davvero bisogna ripartire con altri presupposti, altri paradigmi. Mi fanno pena quei supposti giovani impegnati in politica che seguono pedissequamente solo le orme dei padri. A volte sono ridicoli, a volte imbarazzanti. È attuale anche questo?