2013-03-08 "Opera interattiva 'glocal' di Alfredo De Giuseppe", di Donato Nuzzaci - Diciamo

 

Perdersi lungo una litoranea, la Tricase-Santa Maria di Leuca, e imbattersi in microstorie personali. Scavarle meticolosamente col taccuino e una macchina fotografica in mano, poi ricucire i pensieri attraverso considerazioni di volta in volta locali e globali. Sugli accadimenti della terra madre su cui si vive e su quelli macro-economico-ambientali del mondo globale. “Stagioni mediane, pensieri multipli lungo una litoranea italiana” (Minuto d’Arco Editore) firmato da Alfredo De Giuseppe, appare un’opera interattiva “glocal” dove la voglia di raccontare il proprio territorio viene presto incalzata da un’analisi economico-politica sul futuro del pianeta, quasi l’autore volesse evitare l’inconscio perdersi tra le pieghe del campanilismo.

Inseguito da una donna, forse tanto amata e al tempo stesso detestata, il protagonista del viaggio decide di esplorare paesaggi e strutture turistico-commerciali della litoranea Tricase-Leuca, ma non nel pieno della stagione. Bensì nella cosiddetta “stagione di mezzo”. Che non è solo una stagione meteorologica, come precisa lo stesso De Giuseppe, anzi è la fase di apertura stagionale dei bar e dei ristoranti che avviene sempre fra la metà di maggio e l’inizio di giugno. “È il momento migliore, il periodo in cui godere del servizio personalizzato, della calma di un locale sospeso nel tempo di mezzo. A metà. Anche della sua vita, visto che l’autore classe 1958 vive a cavallo fra i 50 e i 60. E per raccontare la sua personale stagione mediana parte per l’esplorazione. Come in un set cinematografico (ricordiamo la passione per la regia dell’autore che vive a Tricase e fa l’imprenditore), prende le mosse dalla tricasina Marina Serra, in particolare dal Lido Piscina, per poi passare al Jamao, al kalino, dove tra il serio e il faceto trova la scusa per parlare della città in cui risiede. Da qui continua verso torre Nasparo di Tiggiano per giungere alle Vie del sale di Corsano in località Scalamasciu e marina di Guardiola. In questo luogo una donna lo scruta, comincia a pedinarlo, ad incuriosirsi a lui. Il rincorrersi reciproco prosegue via via fino al piazzale del santuario di Leuca passando attraverso l’insenatura di Novaglie (Alessano-Corsdano) e del Ciolo (Gagliano del capo), da qui al promontorio di Finibus Terrae, dove forte è il desiderio di cercare un altro “lampo oltre l’orizzonte”. De Giuseppe insomma è sempre alla ricerca di un equilibrio. La donna è un po’ come la propria terra, il Basso Salento: amato e desiderato. Ma ancora a metà.

Giornale “Diciamo” - 8 Marzo 2013

Donato Nuzzaci

 

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