Libere fenomenologie del 2022-11-19 ...dello sport foglia di fico...

   

Nel 1934 l'Italia ospitò i Mondiali di calcio. Li vinse con qualche aiutino degli arbitri. Il regime di Mussolini aveva bisogno di successi sportivi per dimostrare che l'Italia stava diventando una potenza in ogni campo, seguendo ordini e disciplina. Nel 1936 Hitler impegnò tutti i suoi uomini migliori per organizzare un'Olimpiade dai toni faraonici: fu la prima reale incarnazione della folle ideologia basata sulla supremazia della civiltà ariana, anche attraverso filmati girati con metodi innovativi. Dopo la guerra, nel 1968, dieci giorni prima delle Olimpiadi del Messico vi fu una vera e propria strage in piazza delle Tre Culture con circa 300 vittime, tutte tra gli studenti che manifestavano contro il governo di Diaz Ordaz, un regime totalitario e corrotto, teleguidato dalla CIA statunitense. Una strage quasi dimenticata per oltre trent'anni. Allo stesso modo fece nel 1978 l'Argentina dei militari torturatori che tentarono di darsi una parvenza di normalità ospitando i Mondiali di calcio, che guarda caso vinsero nel tripudio del popolo intero, mentre centinaia di giovani oppositori venivano lanciati in mare dagli aerei militari, un modo come un altro per non lasciare tracce. 

Più recentemente le varie organizzazioni dello Sport hanno concesso le Olimpiadi invernali a Putin sulle montagne di Soci con uno sfarzo organizzativo mai visto, oltre ai Mondiali di calcio nel 2018, dove secondo le cronache dell’epoca tutto è stato perfetto, tutto bellissimo e tutti felici (anche se nel frattempo tutte le federazioni russe erano state escluse dalle manifestazioni internazionali per “doping di Stato”, organizzato cioè ai più alti livelli ministeriali). Poi le Olimpiadi estive a Pechino, dove tutto il mondo ha ammirato nuovi stadi, nuovi treni, nuove infrastrutture dimenticando completamente il rispetto dei diritti umani. Il risultato finale è stata la normalizzazione di Hong Kong, che ormai si è rassegnata allo strapotere delle leggi cinesi. 

Ora, il 20 novembre inizieranno i Mondiali di Calcio 2022. Blatter, che era Presidente della FIFA quando nel 2010 furono assegnati al Paese mediorientale, ha recentemente ammesso in un’intervista al giornale svizzero Tages-Anzeiger che quel passaggio è stato un grave errore. Di fronte alla domanda perché all’epoca lui non si oppose, ha letteralmente risposto così:  «Una settimana prima del Congresso della FIFA l’allora presidente della UEFA Michel Platini mi chiamò e mi disse che il nostro piano di assegnare i Mondiali a Russia nel 2018 e Stati Uniti nel 2022 non avrebbe funzionato. Mi disse che l’allora presidente francese Nicolas Sarkozy, in contatto con il principe ereditario del Qatar, gli aveva chiesto di fare il possibile per assegnare il torneo al paese arabo». Ha poi aggiunto: «Sei mesi dopo, il Qatar ha acquistato aerei da caccia francesi per 14,6 miliardi di dollari».  Dopo qualche mese i vertici FIFA e UEFA furono indagati e vi furono fondate accuse di una corruzioni dilagante e quindi dimissioni a catena. Però questa è una parte, tutto sommato colorita del racconto, perché tutto il resto è ancora più disarmante, direi inquietante. 

Il Qatar è una nazione posizionata nel Golfo Persico, retta dalla Monarchia assoluta della famiglia reale Al Thani, la quale governa lo Stato dal 1825, con metodi repressivi e spesso violenti. Più volte in questi ultimi anni il Qatar è stato individuato come il finanziatore dei più organizzati gruppi terroristici, isolato dal 2017 dai suoi stessi confinanti e da altri Stati musulmani. Rimane però molto stretta la collaborazione con gli Stati Uniti che ad Al Udeid, in mezzo al deserto, hanno costruito una base militare che conta oltre 10.000 soldati. Nonostante tutto questo i Mondiali di calcio non sono mai stati messi in discussione. E anzi, quel Paese desertico pieno di petrolio, di appena 2,3 milioni di abitanti dove lo sport era inesistente, ha iniziato ad investire in questo settore per potersi accreditare nel Mondo, vedi l’acquisto del Paris Saint-Germain dove i calciatori prendono stipendi allucinanti e uno come Mbappé ha ricevuto in anticipo un assegno di 300 milioni di Euro per i prossimi 3 anni pur di non andare al Real Madrid. 

Da quel 2010 il Qatar ha iniziato a costruire degli stadi avveniristici, anche per proteggersi dal caldo afoso e dalle tempeste di sabbia, assumendo persone da ogni dove, soprattutto manodopera africana e di altri popoli in fuga. Ha accelerato al massimo i lavori, dimenticando ogni regola di sicurezza. Sono morte almeno  15.000 persone per costruire gli undici stadi che ospiteranno i Mondiali, una strage assurda che non interessa ai miliardari del calcio e, purtroppo, neanche a noi tifosi. Gli operai, in questi anni, secondo un rapporto della Equidem Research and Consulting sono stati sottoposti a costanti violazioni dei diritti umani incluso punizioni fisiche con i lavoratori poco performanti, licenziamenti a fronte di lamentale e l’obbligo di lavorare nonostante il lockdown per il Covid-19. 

Lo sport insomma è la foglia di fico usata da molti governi per coprire le peggiori nefandezze, per creare nuovi schiavismi, per sopire nuove esigenze, per ingraziarsi il Primo Mondo che ancora detta le regole. Invece di farci escludere sul campo dalla Macedonia del Nord, noi italiani avremmo fatto bene a dire di no ai Mondiali 2022, tanto voluti e cercati da sospendere i campionati in tutto il mondo, che si giocheranno in un Paese in cui i magistrati decidono in base alla legge islamica della Shari'a, e che spende metà degli introiti netti annuali in armamenti e sofisticati sistemi di spionaggio. Vedremo i Mondiali e ammireremo la bellezza degli stadi: sarebbe interessante però avere consapevolezza del mondo che ci circonda, della difficoltà di creare giustizia e bellezza. La nazionale di calcio del Qatar, formata per lo più da stranieri naturalizzati a suon di quattrini, è in ritiro da oltre sei mesi: bisogna vincere (prima che il petrolio finisca).

il Volantino, 19 novembre 2022

Alfredo De Giuseppe

 

Stampa

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.

Ok