La mia colonna del 2020-05-23

Per pura casualità ho incontrato a Calimera un ragazzone di Tricase, Marcello Piccinni, che non vedevo da anni. Poi sono andato a visitare la sua azienda, poi ho letto di lui, e sono rimasto affascinato. Marcello, un cinquantenne giovanile, ha da sempre una grande passione, la produzione diretta di energia,  da buon appartenente ad una famiglia di artigiani geniali, di appassionati delle tecniche e delle scienze applicate. E anche da buon pallavolista che lui rivendica come base di una formazione legata all’accettazione del successo e della sconfitta, del saper fare squadra, mettendo anche gli uomini giusti nei ruoli più coerenti rispetto alle loro potenzialità. Oggi Marcello è il titolare dell’azienda FIUSIS che ha letteralmente inventato un sistema per creare energia pulita partendo dalle necessità del territorio circostante.

Fiusis srl nasce nel 2008 da un’idea che poteva sembrare molto azzardata: “i contadini potano gli ulivi, rivendono la legna, a terra rimangono le ramaglie, gli scarti dell’ulivo, in genere le bruciano sul posto, con gravi rischi d’incendio oppure con notevoli costi per completare la pulizia del terreno. Io, Marcello Piccinni, posso invece raccogliere quegli scarti, senza costi aggiuntivi per i proprietari degli uliveti e li posso utilizzare per produrre energia pulita”.

 Detta così sembra una mezza follia e invece il buon Marcello comincia a girare l’Italia e l’Europa per osservare da vicino i più moderni sistemi di  produzione energetica e riesce a mettere su un progetto che ispira fiducia. Ci hanno creduto due colossi del recupero energetico dal legno come UNICONFORT e TURBODEN, leader in Italia ed in Europa, e, stranamente, anche il sistema bancario che infatti nel 2009 lo finanzia con circa 8 milioni di euro. costruisce un bel capannone nella zona PIP di Calimera, selezionata da lui stesso come centro strategico per trovare facilmente la materia prima necessaria, gli scarti dell’ulivo.  

Riporto dal sito aziendale:

L’impianto adotta la tecnologia più moderna presente attualmente in Europa e consta essenzialmente di una caldaia a griglia mobile, in cui, tramite un nastro trasportatore, viene conferito il cippato (legno vergine di ulivo proveniente dagli scarti di potatura, raccolto e triturato). Successivamente il calore viene veicolato attraverso un fluido che arriva ad azionare la turbina, che produce energia elettrica. La struttura e la composizione della caldaia non è idonea a bruciare alcun tipo di materia prima che non sia biomassa legnosa. I fumi, prima di essere espulsi dal camino, vengono convogliati in un sistema di filtrazione costituito da 30 filtri del multiciclone e ben 702 filtri in maglia di acciaio inossidabile del filtro a manica, per cui la massimizzazione della produzione di energia elettrica insieme all’assenza di inquinanti rendono l’ Impianto di Calimera unico in Europa”.

La Fiusis riesce ad avere tanta materia prima da produrre a ciclo continuo circa 8.000 megawattora di energia elettrica l’anno, che viene veicolata dall’Enel nel Comune di Calimera, coprendone addirittura l’intero fabbisogno nelle ore notturne. Lo fa con l’entusiasmo di 25 collaboratori e la forza di tante nuove idee, interconnesse alla prima. In queste settimane ha inaugurato una nuova attività, attivando in un capannone adiacente al primo, la produzione e la vendita di eco-pellet, con un investimento di circa 1,5 milioni di €. Questo combustibile, ormai richiestissimo per il riscaldamento domestico, è prodotto quasi tutto all’estero, con sistemi che prevedono additivi chimici e colle varie. Quella di Marcello Piccinni è la prima fabbrica in Puglia di pellet e per di più proveniente da legno vergine del Salento, dove anche il contenitore di plastica è riciclabile al 100%.

In questi anni ha ricevuto numerose attestazioni di merito, di riconoscimenti per l’innovazione tecnologica, finché il 24 ottobre 2019 l’Unione Europea non ha eletto Fiusis come “Miglior Modello di Sviluppo Innovativo Green, Sostenibile e Sociale nei Territori”.

L’esperienza di Fiusis dimostra molte cose, alcune davvero pleonastiche: la sostenibilità ambientale delle nuove aziende, la fruizione delle risorse dei territori circostanti, l’utilizzo al miglior livello delle tecnologie avanzate, il collegamento con gli enti europei. Ma ancora di più dimostra la forza che può avere una passione, che a sua volta genera idee entusiasmanti e, spero, profitti duraturi. Per Marcello non tutto è stato semplice: ha dovuto superare i dubbi e le perplessità degli esperti, le titubanze delle banche, la diffidenza degli stessi agricoltori e soprattutto, la giungla burocratica. Per aprire la prima azienda ha dovuto confrontarsi con oltre 50 diversi Enti Autorizzativi, spesso in contrasto tra di loro e sospettosi per statuto.

Visitando l’azienda di Marcello nel bel mezzo della Grecìa Salentina (il nome Fiusis proviene da Physis che in greco antico significa Natura) mi venivano in mente tante idee mancate: l’utilizzo delle correnti del mare, delle case in materiale bio e dei sistemi di risparmio energetico per le produzioni agricole e altre centinaia di soluzioni, sempre in cottura e mai pronte. Ma dovremmo decidere che è il momento di pensarci per davvero, nelle teste di ognuno di noi, e non solo in quella di un ragazzone cresciuto a pane e meccanica.

il Volantino, 23 maggio 2020

Alfredo De Giuseppe

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