Ieri domenica 23 agosto 2026 ho preso la navetta gratuita che da parcheggio Liceo Comi conduce a Tricase Porto. Armato di cappellino, occhiali e costume da bagno ho vissuto l’esperienza micro-turistica che risulta anche divertente (per merito di Fabrizio e Co.). Non voglio dilungarmi su quest’aspetto e quindi riassumo così: servizio eccezionale, ogni trenta minuti puoi salire e scendere, fare il bagno senza l’assillo del parcheggio, risalire in paese senza stress.
Un’esperienza che dovrebbe servire da apripista per una nuova idea di mobilità. E su questa nuova idea sintetizzo qualche spunto di progetto che circola intorno a me da qualche tempo:
- Non servono a Tricase Porto nuovi parcheggi. Non serve deturpare quella macchia verde che la rende unica. Non serve pagare nessuno, né far pagare e neanche far speculare.
- Tricase Porto (e naturalmente Marina Serra) avrebbe bisogno di un collegamento stabile e continuativo con mezzi pubblici tutto l’anno, rendere cioè la nostra marina parte integrante del paese per ragazzi, giovani, anziani (e non solo per i 280 residenti e i 200 diportisti).
- Creare un senso unico per via Marina Serra e un senso unico dal Porto a Tricase centro. Questo porterebbe alla creazione di larghi spazi idonei per pedoni e ciclabili. Si può fare!
- Zona “Donnamaria”, a fianco al Liceo Comi dovrebbe diventare un polmone verde con annesso parcheggio. In accordo (o in disaccordo) con i proprietari eliminare i residui inquinanti delle serre anni ’60, piantare almeno 500 alberi di alto fusto, creare tra gli alberi un grande parcheggio attrezzato;
- Zona “Donnamaria” diventerebbe il posto di partenza e arrivo finale dei collegamenti con il Porto, Serra, Depressa, Lucugnano con fermate zona ospedale, Tutino, Sant’Eufemia, Cappuccini, Caprarica.
- L’auto, sempre più costosa, ingombrante e inquinante, dovrebbe essere quasi interdetta in situazioni complicate come Porto e Serra. Si può fare solo se si comincia ad organizzare un servizio pubblico serio e sostenibile.
- Qualcuno storcerà il naso rispetto alla sostenibilità economica di un tale progetto ma i conti bisogna farli in modo omnicomprensivo e circolare: quanto spendiamo di parcheggio? Quanto in benzina? Quanto in stress? Quanti incidenti? Quanti alberi tagliamo? Quanto poco ci godiamo la bellezza?
- Se non si inizia un percorso non si arriva mai. Ricordo ai nostri amministratori, tecnici e (soprattutto) cittadini una massima di Platone: “L'inizio è la parte più importante del lavoro”.
24 agosto 2026
Alfredo De Giuseppe