Alfredo Sanapo ha dato alle stampe un libro dal titolo “La lampada di Alfredino” (Ed. Youcanprint – 2025) che raccoglie alcuni suoi scritti pubblicati sul settimanale “il Volantino”. Alfredo, da ragazzo sensibile e informato, ha sviluppato un senso particolare (e instabile?) della curiosità che lo ha portato a interessarsi di vari temi e insolite spigolature salentine. L’approdo nel 2022 nella redazione dell’ormai storica rivista tricasina ha coinciso con l’opportunità di dare consistenza cartacea a molte sue ricerche (Alfredo tra l’altro è laureato in Biologia). Avendo il vantaggio di chiamarsi come me (nome ormai in estinzione dopo essere stato affibbiato per un paio di secoli ad amanti delusi, camerieri e maggiordomi oltre a fettuccine romane) ha avuto anche il mio supporto artistico e la mia benevolenza provinciale, non nazionalista. E non è poco di questi tempi… E non solo la mia naturalmente ma quella dell’intera Redazione, in primis dal direttore editoriale, Alessandro Distante e dal Dir. Responsabile, Lino Baldi.
Qui di seguito la mia introduzione al libro:
Alfredo Sanapo ha inteso qui raccogliere una serie di articoli pubblicati sul giornale settimanale “il Volantino” che viene stampato e inserito sul web fin dal 1998. C’è, in seno a quel giornale, una redazione molto variegata in fatto di interessi, idee, schieramenti politici e stili giornalistici. È diretto da Alessandro Distante che esercita, appena può, le sue prerogative di Direttore Editoriale. Lino Baldi invece che ne è il Direttore Responsabile (notare l’abbondanza di Maiuscole), dall’alto della sua saggezza, osserva con una certa attenzione, senza quasi mai interferire. A questa storica combriccola si è unito dal 2022 Alfredo Sanapo. Dopo qualche settimana ha capito che la redazione funzionava in automatico, cioè ognuno di noi mandava il suo pezzo via mail, il Direttore Distante lo valutava e lo pubblicava (specie se non toccavi le alte sfere ecclesiastiche). Ma Alfredo, a suo modo, è un tipo precisino, e si rese conto che in quel modo la Redazione era volatile, o meglio non aveva un’anima, non aveva oltretutto degli utili confronti sui contenuti del numero in uscita e neanche sulle dinamiche interne di routine – raccolta pubblicitaria, interviste, pinogranate, foto e varie. Insomma mancavano le riunioni di Redazione. Fu così che iniziò un pressing su di me, e penso anche sui Direttori, con la costante lamentazione di una tale fondamentale assenza. Naturalmente aveva ragione. Dovemmo insegnare al buon direttore che ora si possono fare telefonate multiple e quindi da allora abbiamo il nostro bel gruppo internauta che ci permette di dare sfogo a tutti i nostri saperi settimanali. Il martedì alle ore 19.30, cascasse il mondo, riceviamo la chiamata dalla Redazione del il Volantino e lì inizia lo spettacolo pirotecnico. C’è un’ala sinistra e un’ala destra e naturalmente il Direttore che cerca di compensare ogni pulsione eccentrica, estremista o radicale.
Ed è in questo contesto, finalmente compiuto, che il nostro Autore ha potuto dare senso alle sue scelte stilistiche, alla sua personale “Lampada di Alfredino”, che al contrario di quella eterea di Aladino è ben piantata dentro la scienza, dentro la biologia, l’evoluzionismo, l’ambientalismo, l’attualità. La sua rubrica “Figli della Quercia” è diventata, oltre che una rubrica di corrispondenza con i lettori più attenti, un luogo di approfondimento di una serie di aspetti della nostra vita. Si passa dall’analisi socio-naturalistica dell’albero di ogni tipo alla puntuale constatazione dei fenomeni atmosferici che più fanno discutere in questo momento storico, fino all’approfondimento di usi e costumi della tradizione salentina. Un ampio spettro di conoscenze e curiosità che nascono dall’intuito originale di Sanapo che, pur rispondendo a sollecitazioni dei lettori, non sceglie mai una conversazione didascalica o banale. Il rischio c’era.
Questa sua prima opera letteraria lascia ben sperare: Alfredo Sanapo, oltre alla raccolta di articoli e commenti già pubblicati sui giornali, può seriamente pensare di allargare la sua visione letteraria, magari con una serie di racconti e di storie. Magari vissute e osservate dal suo particolare punto di vista. Lo lascia intravedere nella sua premessa, dove confida la difficoltà iniziale di accogliere una diversità motoria, che, alla lunga, ben vissuta può divenire forza esistenziale dentro una visione più profonda della realtà. La complicità che è nata tra di noi, anche grazie a quelle “originali” riunioni redazionali è profonda, è divenuta anche comunanza politica perché non può esistere impegno civile senza una profonda proiezione politica. La lampada magica può ancora riservare sorprese divertenti…Vamos Alfredo!!
il Volantino, 21 marzo 2026
Alfredo De Giuseppe