2014-02 "Il pianeta ha bisogno" - Il Gallo

Il pianeta Terra ha bisogno…

Fra pochi decenni  ci saranno sul pianeta Terra circa dieci miliardi di esseri umani (nel 1907 erano  circa un miliardo e settecento milioni). Se tutti saranno vicini allo standard consumistico attuale, l’ambiente potrebbe collassare, la vita su questo pianeta messa in seria discussione dal progresso. In questi giorni ci sono delle conferme allarmanti: in Cina, dove l’economia cresce a ritmi sostenutissimi, l’aria è già irrespirabile, le persone sono costrette a stare chiuse in casa, magari con i condizionatori accesi che a loro volta creano nuovo inquinamento. Le nuvole di smog vengono spostate dal vento e sono arrivate fino alla nostra Europa. Aver delocalizzato le produzioni più pericolose non è servito, aver creato dei luoghi allucinanti di lavoro non è bastato: quelle nubi stanno coprendo il mondo intero.

E’ recente la scoperta che negli oceani vi sono delle colorate isole di plastica, isole grandi quanto l’Italia e la Francia messe assieme. Plastica che a volte appare come un’immensa pattumiera e a volte ridotta a pulviscolo invisibile ma luminoso che i pesci scambiano per plancton e mangiano con appetito. Noi a nostra volta mangiamo quel pesce e quindi fra poco faremo una cacca fluorescente.  Un dato su cui riflettere: dei circa 250 milioni di tonnellate di plastica prodotti nel mondo ogni anno, meno del 5% viene riciclata. Il resto vive ogni giorno con noi, dentro di noi.

La Terra aveva dei polmoni di verde che consentivano a tutti noi di avere una bella atmosfera: riporto un solo dato, tra il 2000 ed il 2010 la perdita netta di foreste è stata di 5,2 milioni di ettari all'anno, quasi venti volte la superficie dell’Italia.

Il sottosuolo era una delle ricchezze principali per la vita sostenibile dell’uomo: la pioggia si incanalava in fiumi a cielo aperto ma anche in fiumi sotterranei che filtrati dal passaggio fra le rocce diventava acqua potabile e salutare, ricca di minerali. Oggi la falda acquifera dell’intero pianeta rischia di essere inquinata e non più utilizzabile. Vi sono discariche delle più svariate materie (alcune che perdono il loro potere inquinante dopo 20.000 anni e forse più) che sono arrivate in contatto con le acque sotterranee. Il sud Italia ne è un esempio macroscopico, ma non c’è nazione al mondo che non abbia intaccato il virtuoso ma delicato processo dell’acqua.

Di fronte a queste realtà ormai accertate, vi sono alcuni scenari possibili (lascio a voi la scelta):

  • Costruire in fretta delle mega astronavi e traferirci su Marte, sperando nel frattempo di aver creato delle condizioni decenti per viverci (campi di golf e abbonamento SKY inclusi);
  • scavare nelle viscere della Terra, creare tutto un mondo sotterraneo, sotto i mille metri dalla superficie terrestre e aspettare almeno un millennio prima di ritornare su per capire come va (forse il Vaticano sarà ancora lì);
  • far vincere finalmente il cattivo dei film di James Bond e distruggere il mondo con una qualche bomba, in modo da rimanere in pochissimi, al massimo due o tre mila persone elette, compresi parlamentari, vallette e tronisti televisivi;
  • modificare geneticamente il DNA dell’uomo e renderlo immune da fattori esterni inquinanti, quindi potrà mangiare la spazzatura, bere la diossina e finalmente la sua pipì potrà sostituire la benzina;

Se nessuna di queste proposte è di vostro gradimento, c’è una sola possibilità, ora e qui, in questo pazzo pianeta: costringere la Politica di tutto il mondo ad affrontare questi problemi, cominciare a ipotizzare un mondo diverso, un mondo che possa reggere la nostra inquinante presenza. Avete sentito negli ultimi mesi un solo politico accennare a queste problematiche enormi? Avete visto una sola trasmissione televisiva informarvi su tutto questo? Questo è il dramma, noi siamo addormentati, mentre arriva l’uragano.

Il Gallo - Febbraio 2014

Alfredo De Giuseppe

 

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