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La mia colonna del 10 Febbraio 2018

Ho letto velocemente la Relazione dei Servizi Ispettivi della Ragioneria dello Stato, giunta da un paio di mesi a Palazzo Gallone e portata a conoscenza attraverso i giornali solo qualche giorno fa. Da una prima sommaria lettura emergono gravi e continuative contestazioni contro l’ultima Amministrazione Coppola. Ma non daremo certo su questa colonna un giudizio di merito su ogni singola faccenda: cercheremo invece di capire da dove arrivano così macroscopiche inadempienze. Partono da lontano, molto lontano, quando il Comune era una casa democristiana, dove una cerchia molto ben selezionata di amministratori riusciva a imporre assunzioni, lottizzazioni, affidamenti di lavori pubblici, e sovvenzioni a go-go, aggirando regole e buon senso. Anzi c’era un senso unico, applicato sempre e ovunque, ed era quello della clientela famelica e amicale.

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La democrazia non esiste?

A circa un mese dalle elezioni politiche 2018, proviamo a fare un po’ di chiarezza. Anche perché la scelta certo non manca, mentre la chiarezza è cosa rara. La nuova legge elettorale, il Rosatellum, ha riaperto la porta alle fantasie più sfrenate in termini di nuove liste, movimenti e partitini, per cui potremmo anche scegliere fra “Il Partito delle Buone Maniere” e il “SMS – Stato Moderno Solidale” oppure tra “W la Fisica” e “Recupero Maltolto” e altri decine di simboli che a dir demenziali è poco. Ma al contrario di molti, io penso che la nuova legge non sia demenziale, almeno non nel senso di follia, perché credo fermamente che sia stata a lungo studiata e a lungo valutata. Da chi? Dalle due persone che in questi ultimi anni hanno fatto tutte le cosiddette riforme: Renzi e Berlusconi. Quella cosa discutibile e italianissima che Andrea Scanzi ha declinato in “Renzusconi” (libro + spettacolo teatrale).  

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La mia colonna del 3 Febbraio 2018

Per capire quanto è liquida la politica in questo momento non c’è bisogno di andare molto lontano. Rimaniamo a Tricase. Analizziamo le 21 persone, elette appena 7 mesi fa, che compongono Giunta e Consiglio Comunale: 16 consiglieri, 4 assessori e 1 sindaco. Dei sedici consiglieri, 10 sono di maggioranza e 6 di minoranza. La maggioranza che potremmo definire di centro destra, ha il Presidente del Consiglio, primo degli eletti con la lista “Cambiamenti per Tricase” che non nasconde le sue simpatie per il PD e ne frequenta uomini, riunioni ed elezioni. Gli altri tre eletti con la stessa lista, Antonio Baglivo, Francesca Longo e Vincenzo Chiuri, stanno valutando attentamente cosa significhi la parola “cambiamenti” e non escludono almeno delle “sterzate”.  La civica “Noi per Tricase” ha in consiglio Alessandra Ferrari e Maurizio Ruberto, di cui non si conosce alcun orientamento politico. Per Ruberto parlano solo i gol che fa con il Racale. Poi vi sono tre consiglieri dell’UDC, Pasquale De Marco, Luigi Giannini e Federica Esposito, eletti quando l’UDC faceva l’occhiolino a Renzi e in loco avevano Fitto come principale avversario. Oggi sono, insieme ai fittiani (ove esistessero ancora) e ad altri partitini, la quarta gamba del berlusconismo avanzato (di età, di bugie e di razzismi vari). Il consigliere Peluso Giuseppe, eletto con la civica “Tricase punto e a capo” è invece vicino alla  “Lega con Salvini”, noto meridionalista.

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La mia colonna del 27 Gennaio 2018

In queste prime settimane del 2018, su invito dell’Associazione Magna Grecia Mare ho partecipato a Tricase Porto ad alcuni interessanti incontri, dove alcuni esperti presentavano il progetto “Oasi Blu”. Un progetto che cerca di trovare un compromesso per salvare al contempo la biodiversità marina e la possibilità di una pesca sostenibile ed economicamente fruttuosa. Ipotesi complessa e forse contraddittoria. Alcuni modelli del passato, che pure ci danno delle importanti indicazioni comportamentali, sono ormai superati da alcuni fattori mondiali: l’incremento costante della popolazione mondiale; il consumo crescente di pesce, considerato sano e variegato; le tecniche di pesca sempre più sofisticate (unite a mezzi economici imponenti). L’esperimento “Oasi blu” prende finalmente atto che il mare di Tricase non è più solo salentino ma è un tutt’uno con quello che sbatte sulle coste di fronte, greche o albanesi che siano. E poi si chiarisce definitivamente che non si possono risolvere i problemi del mare senza affrontare gli argomenti dell’inquinamento globale nelle loro molteplici sfaccettature.  L’italiana Tricase, l’albanese Porto Palermo (Himara) e la montenegrina Bojana, superando di fatto la logica delle frontiere, rappresentano le tre posizioni dell’Adriatico su cui verranno effettuati gli interventi per la tutela delle coste e dell’ecosistema marino e per l’incremento di una pesca più solidale con la natura stessa. Speriamo bene: secondo il prof. Zuccaro del Ciheam di Bari questa è una grande opportunità di sviluppo socio-economico per il territorio salentino, un modello da seguire con attenzione e da trasferire alle future generazioni.

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Un libro su Salvatore Cazzato

Ci sono uomini, giovani uomini, in potenza dei grandi uomini, che muoiono da giovani, prima ancora di essere completamente uomini. Il loro ricordo si affievolisce col passare degli anni, perché non hanno fatto in tempo a costruire cose stabili, non hanno lasciato figli, né un libro e neanche uno scandalo.

Alfredo De Giuseppe

 

Interventi, documenti e interviste intorno alla figura di Salvatore Cazzato, deceduto nel 1961 a soli 28 anni. Consigliere comunale, appassionato di musica, teatro e poesia, stava per ottenere la Laurea in Giurisprudenza, morì all’improvviso una mattina di aprile, lasciando nella disperazione la famiglia, un gruppo affiatato di amici e l’intera comunità di Tutino. Il ritrovamento dei suoi diari e di alcuni documenti ha permesso questo lavoro che sarà presentato Domenica 28 gennaio alle ore 19,00 presso la sala del Centro Culturale di Tutino.  

La mia colonna del 20 Gennaio 2018

Sono nato e vivo a Tricase, nel tacco salentino, all’interno della regione Puglia che sta dentro una variegata penisola chiamata Italia, nel continente definito Europa che invece è abbastanza indefinito con dentro anche isole e ghiacci, attaccato all’Asia, uno dei cinque grandi continenti che formano la terra emersa, bagnata per lo più da un’acqua salata chiamata mare, il cui tutto insieme, per convenzione umana, chiamiamo Terra, uno dei nove pianeti che girano intorno al Sole. La nostra stella emette calore e luce, così come miliardi di altri soli, sparsi nell’universo, che forse si sta espandendo, poi forse imploderà, diventerà un unico immenso ammasso di rocce, gas e calore. Poi, forse, in un arco di tempo per noi non quantificabile, potrebbe riesplodere in un big-bang che farebbe ricominciare tutto daccapo. A quel punto, dopo qualche miliardo di anni, da nuove, variegate e insondabili casualità ci saranno nuove combinazioni chimiche per cui via via si formeranno l’acqua, i batteri, i pesci, i mammiferi, le scimmie e forse per ultimo un essere come l’uomo. Quando cado in questi pensieri cosmici, mi posso estraniare per lunghi minuti da problemi più complessi, tipo Equitalia, i soldi, le tasse, i populismi, la nascita di nuovi partiti, i nazismi e i comunismi. Mi butto nelle poesie di Bukowski che senza dirlo rappresentano il rifiuto totale di ogni cosa e quindi della nostra volontà di capire, intuire, vagheggiare, ondeggiare, orientare. Solo autodistruzione animalesca prima della distruzione totale. Perché pensare, obiettare, criticare, opporre, dialogare, scrivere? Magari è il caso di saltare anni di paziente pragmatismo e buttarsi sulla meditazione dell’ineluttabilità degli eventi.

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Intervista esclusiva a Massimo D'Alema

MERCOLEDÌ 27 DICEMBRE 2017, MASSIMO D’ALEMA HA INIZIATO LA SUA CAMPAGNA ELETTORALE DA TRICASE, ANNUNCIANDONE SOSTANZIALMENTE LA CANDIDATURA NEL SALENTO PER LA LISTA “LIBERI E UGUALI CON GRASSO”. PRIMA OSPITE PRESSO LA CASA COMUNALE, ACCOLTO DAL SINDACO CHIURI E DALLA SUA GIUNTA E POI AL TEATRO PARROCCHIALE DELLA CHIESA DI S. ANTONIO PER ILLUSTRARE LE MOTIVAZIONI DELLA SUA SCELTA.


Al termine dell’incontro, Alfredo De Giuseppe ha ottenuto intervista esclusiva per i lettori de “il Volantino”.

Presidente D’Alema, in una recente intervista lei ha dichiarato che i salentini sono stati abbandonati in questi anni. Non ritiene che anche lei sia stato lontano? Non poteva almeno venire a farsi una partita a carte con qualche nostro pensionato?

A parte il fatto che in questi ultimi anni non sono stato più parlamentare, non ho ricoperto alcuna carica pubblica, ho presieduto una fondazione internazionale con sede a Bruxelles, ho girato per il mondo, (diciamo che in fondo sono stato un emigrante),

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