Real time web analytics, Heat map tracking

La mia colonna del 19 Maggio 2018

 

Nella settimana di “Loro 2” il film di Paolo Sorrentino su Berlusconi, quella durante la quale Di Maio e Salvini provano a fare gli statisti sottraendosi alla morsa di Berlusconi, la settimana in cui il Berlusconi americano, Trump, sposta a Gerusalemme l’ambasciata americana, provocando scontri, morti e feriti a migliaia, durante la stessa settimana in cui in Malaysia si insedia a 92 anni Mahatir Mohamad, il nuovo primo ministro, non fa meraviglia, la notizia più importante, più strombazzata dai nostri giornali: la riabilitazione di Berlusconi, che in futuro potrà di nuovo candidarsi e che oggi è ancora lì a brigare per il bene del Paese. Da statista. Quindi in una ripetizione estenuante, a volte entusiasmante, incoraggiante per tutti gli ultra ottantenni, potremo avere ancora LUI come Presidente, magari della Repubblica, consacrato a Padre della Patria, sepolto nel Pantheon, in attesa della resurrezione.

Al di là di ogni considerazione sul berlusconismo va detto che il problema degli italiani, rimangono gli italiani stessi, che non hanno mai coltivato il gusto del pragmatismo ma quello delle promesse e dei miracoli, conditi magari da un costante ricorso alla dea bendata e all’uomo forte. Gli italiani non credono al buon governo, alle riforme che cambino davvero qualcosa, alla cultura come motore del nostro vivere quotidiano: credono invece in provvedimenti tampone, possibilmente ad personam (l’asfalto vicino casa mia, il lavoro e la pensione come servono a me, la roba sopra ogni cosa, le prebende statali, le leggi che mi possono aiutare a smarcare le leggi, la raccomandazione per ogni mio passo civile, fosse anche il voto agli esami di mio figlio). A furia di cercare il meglio per ognuno di noi, ma solo per noi, siamo riusciti a creare una delle società peggiori, più complesse, meno futuribili oggi presenti nel mondo. Non ci mancherebbe nulla per diventare di nuovo una nazione-guida, lo dicono tutti, ma dimenticano una cosa: abbiamo un senso civico vicino allo zero, un’idea di bene comune molto personalizzata e un’educazione formatesi negli ultimi anni esclusivamente tra una tv e un telefonino. Berlusconi ha vinto perché in ogni Comune italiano c’è chi ha interpretato al meglio quelle semplici modalità di essere italiano: un cittadino senza regole, furbo, vicino al potere per assorbire il meglio, predatore dell’ambiente, di denaro e di futuro. A Tricase nel 1993 fu eletto Sindaco il socialista Luigi Ecclesia: dopo due anni era già un fervente berlusconiano. Dopo Coppola abbiamo avuto il democristiano Antonio Musarò eletto con i voti di Forza Italia a cui faceva riferimento per ogni decisione, e oggi Carlo Chiuri eletto con forze di centro destra, e che, a sua volta, vent’anni fa fu consigliere comunale con una lista berlusconiana, dopo un giovanilismo socialista. Insomma, un paese come Tricase negli ultimi 25 anni ha avuto tre sindaci su quattro aderenti al movimento padronale e senza ideologie di Silvio Berlusconi. E con loro quasi tutti parlamentari di centro destra del Salento. Ecco basterebbe questo per spiegare il degrado socio-economico in cui versa quasi tutto il Sud, con i suoi abusivismi, le sue mafie e le sue clientele, ma purtroppo non è sufficiente. C’è da aggiungere che rimane un mistero il rifiuto, quasi il disprezzo collettivo, di qualsiasi forza (e persona) che parli con determinazione di giustizia sociale e cultura, che paventi la difesa del territorio, che lavori per un mondo più giusto, in cui l’interconnessione globale passa anche attraverso l’accettazione del migrante e del diverso. Basta leggere gli insulti quotidiani che riceve un Roberto Saviano.

In questa stessa settimana il Ministero dell’Agricoltura ci impone un pieno di pesticidi per combattere la Xylella, sostanzialmente ci cura probabilmente da un insetto, uccidendo tutti gli altri, ma è anche la settimana in cui la Lega Nord, secondo i sondaggi, diventa secondo partito di un Sud impoverito e senza progetto. Tutto questo nella più assoluta normalità di giornate di mezza stagione, mentre alcuni statisti stanno elaborando per noi, Mattarella appare un gigante (e c’è da chiedersi perché), Emiliano ha due idee diverse su ogni cosa, la mattina alla Sette e la sera alla Rai, nel frattempo che i Sindaci, dopo l’Area Vasta, le Unioni dei Comuni ci riprovano con le ZES (zone economiche speciali), e i pesci abboccano di meno in questo dolce maggio, la stagione che ci porterà verso una calda estate.

il Volantino

Alfredo De Giuseppe

 

 

Stampa