040 - L'Amministrazione Chiuri senza funzionari e senza politica -2018-04-28

Visto che in questo periodo sull’Amministrazione Chiuri è calato un certo silenzio stampa, collegato ad una sonnolenta opposizione politica, proviamo a fare il punto, tanto per non perdere il filo tricasino. Carlo Chiuri, eletto a grande maggioranza nel giugno del 2017, per sua stessa ammissione si è trovato alquanto impreparato alle problematiche del Comune e comunque sovrastato ogni giorno dalle emergenze, fossero anche quelle meteo. Lo ha detto più volte in pubblico e penso che non lo possa smentire. Preso atto della sua difficoltà, il Sindaco, dopo una bella riflessione, decise in solitaria su due questioni alquanto importanti: lasciare tutti funzionari al loro posto e nominare assessori i primi eletti di ogni lista, al di là di eventuali competenze. La scelta di non modificare o sostituire alcuni funzionari è chiaramente collegata alla soluzione trovata per imbastire una Giunta senza tanti giri di valzer. Alla quale però va affiancata gente esperta, che conosca le questioni, gli iter burocratici e gli interlocutori affidabili: e infatti i funzionari nel frattempo sono aumentati mentre gli assessori rimangono nel loro recinto. Non vorrei richiamare la scuola tedesca per Amministratori e funzionari pubblici, ma è certo che oggi i Comuni, forse ancora più di ieri, necessitano di competenza, conoscenza, studio e fantasia.

La stampa (e anche il web) nel suo complesso non infierisce, decide che bisogna dare una chance al nuovo esecutivo: è formato da giovani, dobbiamo dar loro il tempo di parlare, imparare, verificare. Nel frattempo trascorrono i mesi, fra poco ci avviciniamo ai dieci mesi di consiliatura. E cosa emerge? Che la tenerezza non paga, perché da sempre ogni esecutivo ha bisogno di un continuo controllo da parte di due componenti: l’opposizione politica e la libera stampa. Infatti in questo lasso di tempo questa amministrazione invece di dotarsi di un buon carico di pazienza, iniziare a parlare con tutti, con umiltà ascoltare chi aveva già fatto delle cose, fare delle scelte consapevoli (e magari innovative) assume un atteggiamento superficiale, a volte condito di protervia e indifferenza. Così succede che la nuova Amministrazione non riesca a dialogare con gli organizzatori di tre eventi culturali di una certa rilevanza: il SIFF, il festival della Letteratura e Alba in Jazz. In tutti i tre i casi il comun denominatore è quello di non essere riusciti neanche ad incontrarsi con i soggetti interessati per pianificare ed organizzare l’evento. Neanche un SMS o una Mail. Ma è possibile? Che segnale è? Si possono buttare alle ortiche operazioni interessanti e già valorizzate senza avere valide alternative da proporre? Non sarebbe stato compito di un buon amministratore fare riunioni, incontri, proposte pur di non perdere tali manifestazioni? Oppure si voleva l’opposto? Certo è che quest’atteggiamento non lascia presagire nulla di buono, perché mi è parso di intuire che si voglia applicare una sorta di contribuzione a pioggia indifferenziata, senza quindi avere nessuna idea portante sulla quale puntare per la valorizzazione turistico/culturale (che ricordo non deve ridursi ai due mesi estivi). Lo stesso atteggiamento pare incontrarsi nello svolgimento di altri importanti questioni, come lo studio e lo sviluppo del PUG, il riassetto della Pianta Organica dei dipendenti, il riordino e la gestione del patrimonio immobiliare.

Tutto questo mentre la maggioranza politica è sfilacciata, con alcuni paradossi che si porta dietro dall’inizio, ma non ancora spelacchiata. La minoranza è formata da un PD che non sa che pesci prendere, da due di Liberi e Uguali che pare si son trovati per caso in un sinistro incubo senza fine, da due portatori sani della vecchia Amministrazione e da un M5S che in attesa del nuovo governo ha scelto di non parlare (come quasi tutti in Italia). In definitiva riassumo, per chi voglia sapere cosa succede in città: il Sindaco sta lavorando a nuovi finanziamenti, gli Assessori aspettano ordini, non è ancora chiara l’idea futuribile di città, la muraglia pietrosa della FSE sarà probabilmente rimossa prima che crolli, la cultura è abbandonata alle iniziative delle varie associazioni, il Piano regolatore può aspettare ancora, il Piano Coste è inapplicabile (nella pratica), gli ecomostri son tutti al loro posto, l’Acait invece si è collassata da sola, il bilancio è in ritardo, il 25 aprile non è più una festa da ricordare, anche qui i berlusconiani son diventati leghisti, senza il Governo centrale si respira un’aria di pacificazione, quasi di rassegnazione.

La mia colonna - il Volantino, 28 aprile 2018

Alfredo De Giuseppe

 

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