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La mia colonna del 31 Marzo 2018

Quando viene un amico del nord Italia, uno di quei pochi che non è riuscito a visitare negli ultimi anni il Salento di moda, magari ci capita nel mese di marzo, ti rendi conto di quante banalità, quanti luoghi comuni siamo costretti a confutare. Innanzitutto quelli sul tempo: il nostro amico scopre che qui fa freddo, che in quattro giorni i momenti di sole sono stati davvero pochi. C’è meraviglia nei suoi occhi: ma nel Salento non è quasi sempre estate? No, caro amico, qui nell’ultimo mese ha piovuto per 25 giorni, fa un freddo cane quando è inverno, i Balcani sono a un passo, con il vento che ti sferza da ogni direzione, si carica dell’umidità marina ed entra nelle case, nelle ossa. I vecchi viaggiatori e gli aristocratici borbonici sconsigliavano di trascorrere l’inverno in queste lande.

Poi fa un giro turistico da Tricase a Lucugnano, Alessano, Montesardo, Giuliano, Patù e si meraviglia che ogni piccolo paese abbia un bellissimo centro storico, palazzi e castelli, masserie, chiese barocche e monumenti. Chiede come mai i centri storici siano così trascurati e le case enormi in periferia sembrino residenze di boss in pensione, e tu devi rifare la storia dell’Italia del Sud dall’emigrazione di massa all’economia locale che si reggeva solo sull’edilizia: non c’era turismo e neanche le industrie. Non capisce come sia stato possibile sostituire i bellissimi muretti a secco con blocchi di cemento: devi spiegare che anche qui il senso del bello non può albergare quando l’ignoranza si è miscelata con il benessere improvviso (molti muretti a secco, veri monumenti archeologici, sono stati distrutti direttamente dagli Enti preposti alla loro salvaguardia, vedi la Provincia alla Masseria del Mito). Gli parli del problema dei rifiuti e si meraviglia che anche qui ci siano state delle discariche abusive: in tv non ne ha mai sentito parlare. Non ci sono solo a Napoli e dintorni? Intravede le belle stazioni della Sud-est e ne è incuriosito, dopo aver visto vari servizi giornalistici sulla corruzione che l’hanno sorretta e devastata: perché non è diventata una metropolitana di superficie? Rivolgiti all’amministratore degli ultimi quindici anni, il magico Fiorillo e a tutti i suoi amici. Si chiede delle strade devastate ovunque con buche enormi che in questi paesi sembrano ancora più bombardate e più pericolose: c’è un perché? Si, c’è sempre un perché, ma ci siamo stancati anche qui di ripeterlo.

L’amico del Nord deve soggiornare per lavoro solo quattro giorni e si meraviglia che in così poco tempo ci siano in contemporanea convegni di medici, dibattiti sul rapimento di Moro, presentazioni di libri, teatro e musica in tanti luoghi: si, anche qui c’è una classe intellettuale, guarda caso, anche qui ci sono delle buone scuole superiori, tre cinema, vinerie e bar in quantità. Andiamo al ristorante e mangiamo benissimo: anche qui ci sono ottimi cuochi, belle ambientazioni, una seria attenzione ai particolari. Percorriamo la litoranea che da Tricase porta a Leuca: si chiede cosa manchi a questa zona per essere nota come le Cinqueterre. Non c’è una sola risposta, ma decine di questioni irrisolte, ad iniziare dall’illogicità di guardare solo al Nord e dimenticare i Paesi del Mediterraneo.

Eh, ma allora si apre una domanda di piena attualità: come mai Salvini ha preso tanti voti anche qui? La risposta è più semplice del previsto: le paure indotte attraverso i media sono più forti di qualsiasi ragionamento. Le paure sono state un motore storico del Sud, che in effetti non ha mai fatto un’insurrezione popolare, non ha mai opposto vera resistenza armata a nessun invasore, non ha opposto resistenza civile alle mafie organizzate, che non ha mai mandato seriamente affanculo uno del Nord che viene al Sud e gli devi spiegare che viviamo come il resto d’Italia, in un mondo interconnesso. Dal tempo che piove, alle bufale di Facebook, agli ultimi uccellini di Twitt, all’ambiente stuprato, fino ai politici populisti che governano popoli indeboliti dallo scirocco. L’amico del Nord è gentile, mi saluta con una Colomba Bauli (del Veneto) e un biglietto: buona pasqua di Resurrezione sudista (se ci credi).

il volantino

Alfredo De Giuseppe

 

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