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La mia colonna del 17 Giugno 2017

Nel commentare questa prima tornata elettorale di Tricase, non possiamo non riavvolgere il nastro di qualche mese. Nel Consiglio Comunale dominava il centro-sinistra essendo entrati nel PD anche alcuni componenti dell’opposizione. Per il centro-destra sembrava non esserci nessuno spiraglio. La coalizione di centro sinistra doveva solo scegliere bene il successore di Coppola e viaggiare trionfale verso la vittoria. Invece, l’ingresso in maggioranza dei consiglieri guidati dal prode Nunzio Dell’Abate aveva provocato un tale terremoto da rendere tutto complicato ed estremamente difficile da spiegare agli elettori. Infatti si son divisi in tre, uno in continuazione (Panico), uno in discontinuità (Dell’Abate) e uno coerente nella discontinuità (Fracasso). Risultato pessimo, nel dominio incontrastato del super ego di tutti gli attori. Questo fatto ha aperto la strada ad una coalizione alquanto sgangherata (forse di centro destra, ma forse no e forse con voti di centro sinistra) ma da subito considerata vincente. Chiuri ha frequentato poco i social, ha un programma molto vago, ha una scarsa conoscenza della macchina amministrativa ma aveva dalla sua 5 liste e 80 candidati e la matematica non è quasi mai un’opinione. È favorito al ballottaggio del 25 giugno con Dell’Abate, ma ho visto fra le sue fila una tale disorganizzazione e dispersione (programmi, comunicazione, coordinamento, stanchezza) da poter ipotizzare anche delle clamorose débâcle. Del resto, con una certa sorpresa, è risultato sconfitto definitivamente anche Sergio Fracasso che si è lanciato in una campagna elettorale abbastanza originale e molto presente su tutti i media, seppur condita da eccessivi riferimenti alla propria persona. Allo stesso modo il risultato del M5S di Francesca Sodero è stato al di sotto delle attese, considerato che i suoi voti in definitiva sono in linea con quelli che normalmente prende ad ogni consultazione una civica di rottura. Non sono bastati i saluti di Barbara Lezzi e Di Battista, forse gli anni di incontri e lavoro intorno ai temi della città dovevano portare ad una lista più attiva e presente. Inoltre l’arroccarsi nella dolce solitudine non ha portato a livello nazionale a quel cambio di passo che i sostenitori si attendevano. Brevi annotazioni dal mio taccuino: Pasqualino De Marco non ha più il trono del più suffragato del villaggio, surclassato dal dentista di Depressa, Dario Martina, di cui non conosco il pensiero politico. Inoltre il nostro Pasquale ha gli stessi voti della quota rosa Antonella Piccinni: gli anni passano per tutti e spesso non ce ne accorgiamo. Nel PD renziano trovano più facilmente posto gli ex terzini destri (Rocco Piceci, Vito Zocco e Avv. Nunzio) mentre gli ex assessori e consiglieri presenti nelle liste di Panico sono stati sonoramente bocciati: forse un turno in panchina sarebbe stato più gratificante. Nella lista “Tricase Bene Comune” di Dell’Abate si contano ben 5 candidati con zero preferenze e altri 4 con un solo voto: potrebbe essere il paradigma di queste elezioni: esisto, vivo qui fra di voi, mi candido, ma non ho neanche il coraggio di scrivere il mio nome sulla scheda.

il Volantino

Alfredo De Giuseppe

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