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La mia colonna del 27 Maggio 2017

Oltre ai sindaci ci sono naturalmente i candidati consiglieri. Un drappello di 190 persone alla caccia dei circa undicimila voti validi che Tricase esprime in ogni tornata elettorale. C’è un candidato ogni 58 elettori potenziali, una corsa complessa, quasi eroica, considerato che solo 16 oltre al sindaco eletto siederanno uno scranno di Palazzo Gallone. Se diamo per scontato che i quattro restanti candidati sindaci saranno eletti, i posti rimanenti si riducono a dodici. Molti di loro hanno una consolidata esperienza elettorale, magari derivante da antiche consorterie o da fortunate famiglie numerose, altri invece vivono l’esperienza nella più totale inconsapevolezza della situazione che stanno affrontando. A loro, così numerosi, generosi e disinteressati, è rivolto questo mio breve, carezzevole, pensiero. Ho pensato al candidato che normalmente si è interessato poco di politica, dall’infanzia ad oggi. Appena possibile ha dichiarato la sua fiera e ricercata distanza dalla politica, vista e vissuta come cosa di altri, in genere allontanata da sé con gesti di pura repulsione. Persone che mai hanno letto un articolo sulla riforma della Costituzione o un libro sulla storia di Tricase: hanno altri interessi e altri obiettivi, basta vedere i loro profili Facebook, intrisi di barzellette, video e indignazioni condivise tanto al chilo. Anche molte donne, così forzatamente, per legge, inserite nella quota cosiddetta rosa, odiavano fino all’altra settimana Michele Santoro, Formigli e tutti i talk-show politici delle nostre Tv. Ora invece sono costrette a seguire i candidati sindaci nelle loro riunioni, a soffermarsi sui problemi della città, a cercare il voto ad amici e parenti, a capire il ruolo di un consigliere comunale. Purtroppo la maggior parte di loro, uomini e donne volenterosi, non saranno eletti, rimarranno delusi, torneranno al bar per la partita della Juve e a casa per la puntata numero duemila de “il Segreto”. Le elezioni dopo poche settimane saranno solo un brutto ricordo, un altro capitolo di repulsione, l’evento che unirà delusione e tristezza ma anche rabbia verso conoscenti, familiari e candidati. Dileggio totale e voglia di rimozione.

Invece…invece mi auguro che queste elezioni per molti di loro diventino un vero inizio, il primo laboratorio per seguire le vicende della propria polis. 190 uomini e donne, eletti e non eletti, che comprano un libro in più, che vedono un bel film, che vivono dal di dentro scelte e mutamenti, con una nuova consapevolezza. Insomma ora tifo per le tante brave persone che in questo momento stanno scalando, come sherpa, l’Himalaya. Poi si vedrà…

il Volantino

Alfredo De Giuseppe

 

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