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Territorio fragile: non distruggiamolo

Da cittadino di Tricase e amante dell’unicità del Capo di Leuca dico no al secondo lotto della 275, che dovrebbe collegare la zona industriale di Tricase con Leuca. Salto la cronistoria giudiziaria e le polemiche politiche per tentare di portare un po’ di ragionevolezza in questo mondo folle che, mentre l’Onu dirama allarmi mondiali sul clima, basa il suo (presunto) sviluppo ancora e solo su nuove strade e nuova cementificazione.

In sintesi:

  1. Da Maglie a Montesano si tratta di un ampliamento della strada già esistente. Nel tratto che riguarda il Comune di Surano andrebbe a mettere ordine nella sequela di capannoni, ristoranti, parchi giochi e centri commerciali, che non hanno una sola complanare. Un tratto che si sarebbe da sempre potuto fare senza la sciagurata forzatura di operare su un lotto unico e per di più considerata “opera strategica”. Insomma su quel tratto, chiamato primo lotto, siamo tutti d’accordo.
  2. Dopo Tricase, il Basso Salento è un fazzoletto di terra, precario e prezioso in ogni sua pietra, in ogni sua pajara, in ogni suo centro storico, di per sé già degradato dalle periferie e dall’assenza quasi totale di piani regolatori. Questo territorio, se considerato un unicum di straordinaria bellezza, dovrebbe ricevere le stesse attenzioni di zone come le Cinqueterre o come la Costiera Amalfitana.
  3. In ogni caso l’eventuale nuovo tracciato a sud di Tricase non eliminerebbe le esistenti strette e pericolose strade provinciali, che sarebbero comunque percorse per i trasferimenti interni. Non è pensabile che un cittadino di Tiggiano o di Corsano per andare a Tricase prenderebbe la nuova 275 con aggravio di chilometri e di tempo (fate conto che siano un unico Comune e vedrete come cambia la prospettiva).
  4. Dopo Montesano chi deve andare a Specchia continuerà a prendere la strada attuale, e così per Presicce o altri Comuni posti a ovest di Tricase. Allo stesso modo i pullman continueranno ad attraversare i paesini per il semplice fatto che dovranno fornire il servizio a studenti e pendolari.
  5. Tutta questa mastodontica opera dovrebbe quindi essere funzionale ai cittadini di Gagliano ed Alessano diretti dopo Tricase, oltre agli eventuali turisti diretti a Leuca (pochissimi) che amerebbero arrivare dentro il porto senza avere visto nessun semaforo o rotatoria (illusione grandissima perché i turisti amano attraversare i paesi, magari in bici).
  6. Se dovesse passare la logica delle superstrade per ogni paese, mi chiedo perché Poggiardo, Diso, Ortelle non dovrebbero avere una loro quattro corsie? E Castro? E Santa Cesarea? Qui va semplicemente ricordato che la provincia di Lecce ha il più alto numero di strade sia in rapporto ai residenti che al territorio.
  7. Non dovremmo aver superato la logica delle superstrade e attrezzarci al meglio per altre infrastrutture? La metropolitana della sud-est rimanere da decenni uno slogan elettorale; le piste ciclabili sono quasi assenti (con i fondi europei avremmo potuto costruirne una sulla litoranea che da Porto Cesareo va a Leuca e poi ancora fino a Otranto e San Cataldo); i porti che erano i nostri avamposti verso oriente sono un mistero e le strade provinciali sono un disastro.
  8. Mi rivolgo a politici, giornalisti e cittadini: immaginiamo un Capo di Leuca proiettato ad un futuro più verde e meno inquinato, dove le comunità inizino a lavorare su loro stesse, sulla bellezza da difendere e implementare, per un approccio più consapevole al mondo che verrà.
  9. Attualmente da Tricase al santuario di Leuca ci si impiega in auto circa 15 minuti (percorso Tiggiano-Corsano-Gagliano). Con la nuova 275 forse si arriverebbe in 12 minuti. Riflettiamo: per quei tre minuti siamo disponibili a consumare un enorme quantità di suolo, di alberi, di muretti e di storia. Mentre c’è un paesaggio per certi versi ancora da scoprire e magari da rivalutare, abbattendo qualche ecomostro e ripulendolo dalle scorie di una visione fin troppo corta. Perché una strada sbagliata rimane lì per millenni e il Capo di Leuca invece di diventare un’attrazione perenne rischia di sembrare una periferia del nulla.

Quotidiano del 27 Ottobre 2018

Alfredo De Giuseppe

 

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