2016-01-22 "Biciclette senza ritorno" - Il Gallo

Che Tricase abbia un problema endemico e storico con l’arredo urbano è un fatto noto, condiviso e in definitiva accettato da abitanti, operatori commerciali e turisti. Basterebbe come esempio esaustivo osservare con attenzione due strade centrali come Via Roma e Via Cadorna per capire quali difficoltà progettuali si incontrino a Tricase su ogni opera pubblica, su ogni cosa che dovrebbe migliorarne l’immagine e forse anche la fruizione collettiva. Le cose poi peggiorano quando oltre al Comune di Tricase interviene qualche altro fantomatico Ente come l’Unione dei Comuni, l’Area Vasta, il GAL o quant’altro ha potuto inventare la politica negli ultimi trent’anni. Così passeggiando per il dissestato centro storico denominato “Puzzu” vedo un’orribile costruzione in lamierato marrone - color cacca di cane per la precisione - depositata in quella piazzetta che dal 1968 aspetta di essere risistemata e oggi utilizzata come improvvisato e disordinato parcheggio (ricordo che fu devastata dall’esplosione di fuochi d’artificio preparati all’interno di una casa). Dopo quasi cinquant’anni d’attesa ci si aspetterebbe un qualcosa di pregevole, una progettazione che prenda in esame l’intera zona, un’idea di utilizzo che sia compatibile con le nuove esigenze dei residenti e delle piccole attività artigianali presenti. E invece ti arriva il GAL Gruppo Azione Locale del capo di Leuca)e propone un progetto di riqualificazione (ormai le parole son tutte altisonanti) il cui perno principale è questa struttura che dovrebbe ospitare non si sa bene che, ma forse depliants e prodotti tipici locali. In sostanza, una struttura precaria in alluminio e dalla discutibile utilità, piazzata nel centro di un rione pieno di case vuote, di case da ristrutturare, di pavimentazioni da rifare, persone da entusiasmare. Una struttura così slegata dal contesto, uno di quei caseggiati provvisori utilizzati durante i lavori dell’Anas, da apparire un’offesa, stavolta, ancora una volta, da parte delle Istituzioni alla Città stessa. Una cosa è certa: se un privato cittadino avesse chiesto di costruire, insediare e utilizzare una struttura di tal fatta lo avrebbero tacciato delle peggiori cose, di abusivismo, di degrado, di sfruttamento della pubblica decenza. Qui invece c’è sempre qualche Amministratore che grida: evviva evviva, finalmente, era ora dopo decenni di abbandono. E il bello è che nessuno prova mai attimi di vera vergogna, ma solo enfasi ottimistica senza ragione. Mio modesto suggerimento: fermate tutto, se potete.

Nello stesso periodo l’Unione dei Comuni fra Tricase e Castrignano del Capo (si dovrebbe dare una medaglia a chi l’ha pensata) ha partorito il Bike Sharing. In italiano si direbbe scambio di bici ma vuoi mettere la bellezza di una frase inglese che sa di moderno, civile, innovativo? In ogni caso, in attesa delle strade idonee alle biciclette, una bella iniziativa, ma non dovrebbe essere un’operazione ecologica, pulita, attenta e rispettosa dei luoghi? E invece viene piazzato un’enorme postazione di scambio su Piazza Dell’Abate (ex piazza della verdura) accanto alla statua di Don Tonino Bello, un oggetto deturpante e ingombrante, l’antitesi del messaggio che si vorrebbe lanciare. Allora le domande si susseguono: è una scelta deliberata a fare di Tricase attrazione del brutto? Ci sono tecnici così all’avanguardia di cui a noi comuni mortali ci sfuggono le linee guida? Ci sono ragioni ancora più antropiche e genetiche che vanno esplorate nella mente del tricasino medio? In attesa di risposte sensate, una sera mentre stavo per comprare un libro, mi sono seduto di fronte a don Tonino, mi ha sorriso come si fa a un miscredente, e giuro di averlo visto scendere dalla pietra del suo monumento, inforcare una bicicletta, attraversare “U Puzzu” e andare via lontano, lontano, senza più scambiare la bicicletta con nessuno.

Il Gallo - 22 Gennaio 2016

Alfredo De Giuseppe

Foto di Cosimo Cortese

 

Stampa

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.

Ok