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2013-12 "Francesco e noi" - Siamo la Chiesa / 2014-02 su 39° Parallelo

Per noi agnostici, l’arrivo di Jorge Mario Bergoglio sul soglio pontificio, si sta rivelando un fatto importante, un passaggio imprevisto verso un vero dialogo sul senso delle religioni. Dal marzo 2013 ad oggi c’è stata da parte sua una continua ricerca simbolica della nuova Chiesa, un atteggiamento quasi laico che va analizzato. Intanto il nome, Francesco, in memoria di San Francesco d’Assisi, il più poetico fra i santi cattolici, ma anche il frate della povertà, delle rinunce a difesa della natura nella sua essenza. Poi l’approccio al pontificato, alleggerendolo di cerimonie inutili, delle eccessive misure di sicurezza, di alcuni simboli del potere temporale. Francesco che sale sulla scaletta dell’aereo portandosi da solo la valigetta, Francesco che continua ad indossare banali scarponi neri non firmati, Francesco che telefona direttamente ad alcuni fedeli che gli hanno scritto, Il Papa che non dorme in Vaticano, che parla a braccio e che usa parole semplici. E infine Bergoglio che dice chi sono io per giudicare un omosessuale?, che scrive e dialoga con Eugenio Scalfari sull’ateismo.

Il papa re, il vescovo di Roma, che mette in discussione la propria stessa autorità, che sente una certa inadeguatezza nell’affrontare con la spada e la corazza i temi complessi della società globalizzata di internet. E’ notizia di questi giorni che il Vaticano sta prendendo l'insolita iniziativa di condurre un sondaggio a livello mondiale su come le parrocchie affrontano le questioni sensibili come il controllo delle nascite, il divorzio e il matrimonio gay, in preparazione di un importante incontro sulla famiglia che Papa Francesco sta pianificando per il prossimo anno. L'introduzione al sondaggio delinea un ampio elenco di preoccupazioni che "erano sconosciute fino a pochi anni fa", comprese le famiglie monoparentali, la poligamia, i matrimoni interreligiosi e le "forme di femminismo ostile alla Chiesa". La maternità surrogata è indicata nel documento come "uteri in affitto" e l'indagine cita come una nuova sfida quella delle "unioni omosessuali tra persone che, non di rado, hanno anche il permesso di adottare bambini". (Fonte la repubblica.it del 1/11/13).

C’è bisogno di un sondaggio, c’è bisogno di sentire il popolo, di sentire un nuovo moto di compassione per chi soffre situazioni di disagio. E’ come se uno squarcio si sia aperto, come se finalmente si possa prendere atto che le posizioni etiche non sono valide una volta per tutte, che ogni epoca ha la sua morale, che ogni cultura ha le sue specificità. Insomma benvenuti nel mondo del relativismo, esattamente l’opposto del pensiero di Ratzinger, che vedeva nel dubbio razionale la fine dell’umanesimo, ma soprattutto la fine del dogma cristiano. Ed in effetti così è: anche il dogma è una costruzione umana e come tale va rivisto, resettato, rimesso in gioco nel tempo e nelle nazioni. Alcune imposizioni della Chiesa, oggi date per scontate, non sono presenti nel pensiero di Gesù Cristo, nel nome del quale, nei secoli, si è potuto fare di tutto, dalle guerre sante, allo sterminio di intere popolazioni fino ai roghi della Santa Inquisizione. Il celibato ne è il classico esempio ma anche le santificazioni, la gerarchia ecclesiastica e i “mercanti del tempio” dello IOR, non sono concetti riconducibili all’insegnamento cristiano (dico dei Vangeli), ma semmai ad una monarchia potente, ramificata e organizzata che resiste da due millenni. E che per resistere ha dovuto via via in questi secoli trovare accordi e compromessi con il “potere di Cesare”, ma anche adattare alcune teorie alle nuove scoperte, ai nuovi mezzi tecnologici, alle nuove tendenze di massa. Molti dimenticano che ci sono voluti più di tre secoli, molti concili e infine uno dedicato alla discussione sulla predominanza della figura divina del Cristo per stabilire che quest’uomo non era figlio di un falegname ma di un Dio. (Un concilio, quello di Nicea, convocato d’imperio da Costantino e disertato in gran parte dai vescovi d’occidente). Così come un dogma proclamato da Pio IX nel 1854 stabilì che Maria aveva concepito il figlio senza peccato e quindi la ragazza ebrea (forse quattordicenne) era depositaria dell’Immacolata Concezione, che divenne da subito campo di battaglia, specie con francesi e tedeschi. Allora lo stesso papa Pio IX, mentre Roma veniva liberata dal dominio vaticano, convocò il Concilio I per ratificare il dogma dell’infallibilità papale, sia per azzerare le critiche derivanti dalla bolla dell’Immacolata Concezione sia per avere uno strumento di pressione politica verso i regnanti italiani che volevano scalzarlo dal potere temporale.

Ora Papa Francesco con una semplice domanda: chi sono io per condannare un omosessuale? ha di fatto mandato in soffitta il dogma dell’infallibilità papale e di conseguenza tante prese di posizione della Chiesa Cattolica negli ultimi 150 anni. Ha probabilmente sancito la nascita di una nuova Chiesa, le cui dinamiche sono ancora tutte da verificare, ma forse più impregnate di realtà e meno di trascendenza. Come tutte le religioni, anche quella cattolica prende spunto da discorsi orali fatti da un uomo nell’antichità e riportati qualche decennio o secolo dopo la loro morte, per dare alle nascenti società di massa delle regole etiche, per impedire l’accentuarsi dello spirito animalesco ancora presente nell’uomo e accettare con maggiore benevolenza alcune piaghe irrisolte, come la povertà, la malattia, l’assenza di libertà. Un Papa che invece con parole semplici scende nel mondo reale, deve cercare di abbondonare, prima o poi, teorie basate sul paradiso da conquistare post mortem, ma dovrà cominciare a dare ricette per migliorare la vita di sette miliardi (e fra poco dieci) di uomini e donne, qui, ora e su questo pianeta. E senza l’infallibilità papale sarà dura, molto dura, perché il mondo muta velocemente, e se il Papa vuole essere ancora una figura di riferimento dovrà mettersi a capo di movimenti pacifisti, ecologici, legalitari. Dovrà insomma tornare alle origini dell’insegnamento cristiano che predicava tolleranza verso i diversi, la fine del mercato come unico punto di riferimento, la pace e la concordia fra i diversi popoli.

Gli ultimi Pontefici erano stati sempre travolti dalla Real Politik, accettando di fatto guerre condotte dalle potenze occidentali, spargimenti di sangue in nome della democrazia (vedi Bosnia, Iraq e Palestina) mentre Francesco lancia in anticipo un messaggio chiaro: no all’intervento in Siria, andate a parlamentare, verrei pure io. Un Papa movimentista, che segue le migliori tradizioni del cristianesimo e che di fatto smembra la Chiesa così come è stata negli ultimi secoli (con grande sconcerto delle Curie, delle Cancellerie e dei tradizionalisti) .

E’ questo lo scenario prossimo futuro? Staremo a vedere, perché le interpretazioni di questo papato possono essere due. O la sua elezione è stato il frutto di una riflessione seria e drammatica sulla crisi del cattolicesimo nel mondo e quindi sulle forme di insegnamento della sua dottrina per come si sono sviluppate nel tempo, da cui traggono origine le dimissioni di Ratzinger, travolto si dagli scandali ma anche da un messaggio ormai debole, elitario e spesso di facciata. In questa prima ipotesi significherebbe che nel mondo le gerarchie ecclesiastiche si sono convinte che andava riformato il tutto dalle fondamenta e serviva un francescano, uno che partisse dai simboli e dalla semplicità. Una svolta strategica che darà i suoi frutti fra pochi anni, con un cattolicesimo militante contro le guerre e le diseguaglianze ma anche contro le ipocrisie dei poteri costituiti.

Oppure è l’ennesimo tentativo della Curia romana di salvare se stessa. Dopo il tonfo del papato di Ratzinger, durante il quale è davvero sembrato si avvicinasse l’inizio della fine con scandali sessuali, finanziari e politici, i cardinali nel chiuso della Cappella Sistina avranno pensato: qui dobbiamo eleggere un uomo che sia in grado di ripulirci un po’ la faccia e forse anche la coscienza, altrimenti non avremo più un futuro. L’uomo ha 77 anni, risistemiamo l’esterno di questo castello cercando di lasciare inalterate tutte le fondamenta, sarà utile per ripartire fra qualche anno. In questa seconda ipotesi Francesco potrà diventare un papa molto amato ma che opera solo scelte tattiche, come per vincere una partita di poco conto, lasciando inalterate le dottrine sociali e anche le sovrapposizioni teologiche degli ultimi secoli.

Per chi come me è nato negli anni ’50 e non può non dirsi cristiano/cattolico per dosi massicce di  religiosità infusa fin dalla prima infanzia e soprattutto per la cultura di base del nostro tessuto sociale, pur avendo maturato convinzioni molto profondamente razionalistiche, non rimane che augurarsi alcune cose: 1) che papa Francesco riesca a condurre la Chiesa fuori dal potere del denaro e diventi vero baluardo contro le ingiustizie; 2) che raccordandosi veramente con le altre religioni del pianeta si sia pronti a condividere dei principi sulla persona umana validi per tutti (condizione della donna, dei bambini soprattutto); 3) che si cominci a prendere le distanze da finti miracoli (tutti) rivedendo il concetto di canonizzazione in quanto andrebbero esaltati comportamenti virtuosi su vari fronti e non operazioni di credulità popolare su dubbie circostanze mistiche; 4) che l’oscurantismo che per secoli ha dominato i vertici della Chiesa non torni mai più, rilanciando un messaggio di libertà e armonia con la natura.

Tanti anni fa lessi un libro dal titolo “L’anima dell’indiano” di Charles A. Eastman che iniziava raccontando di un missionario che andava all’inizio del 1800 di tribù in tribù per convincere i nativi americani che il vero Dio era quello cattolico. Un giorno dal grande oratore della tribù dei Seneca, Giacca Rossa, ricevette questa risposta: “Anche noi abbiamo una religione di cui furono depositari i nostri avi e che è stata tramandata a noi, loro figli. Essa ci insegna a essere riconoscenti, a essere uniti e ad amarci l’un l’altro! Noi sulla religione non litighiamo mai!

"Siamo la Chiesa" - Dicembre 2013

"39° Parallelo" - Febbraio 2014

 Alfredo De Giuseppe

 

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