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2009-09 "Pes e PD" - Il Volantino

L’analisi politica, questa pratica ormai desueta nell’attuale socialità, non è mai mancata all’interno del PES fin dalla sua fondazione (2 giugno 2007). Abbiamo costantemente seguito l’evolversi della politica italiana e tricasina, confrontandoci con altri movimenti e altre associazioni. L’avvento delle elezioni provinciali ci ha fatto toccare con mano quanto all’interno di un movimento non codificato fosse difficile trovare coesione intorno a un candidato o partito. Questo ha costretto molti di noi, proprio per non disperdere quel patrimonio di conoscenze e risorse umane, a rimettere in discussione l’idea che in un partito non ci sia spazio per un confronto di idee, di proposte e di cambiamento.

Certo l’attualità non ci aiuta, il PD sembra essere caduto nelle stesse logiche del berlusconismo e certi scandali, vedi gli assessori regionali e i loro piccoli affari sessuali, non sembrano un buon viatico. L’opinione pubblica di per sé anestetizzata dall’informazione televisiva è sbandata, non riesce più a cogliere differenze e valori. La conduzione nazionale del partito è stata finora alquanto debole e gli apparati sono risultati inamovibili. Anche in provincia di Lecce finora hanno prevalso le vecchie consorterie piuttosto che le nuove leve. I vecchi volponi della politica, quelli per intenderci che da almeno trent’anni sono in qualche modo legati alla logica della casta non intendono rinunciare a niente, per cui un uomo politico in difficoltà alla Regione Puglia troverà spazio al Senato o in una di quelle poltrone del parastato inventate a bella posta. E infine rimane la lotta interna al partito, forse nato troppo in fretta, fondendo gli apparati, ma senza i dovuti approfondimenti culturali e sociali. Insomma i rischi di entrare nel PD in questo momento li abbiamo valutati tutti.

Eppure abbiamo ritenuto nella stragrande maggioranza degli aderenti al PES che il luogo migliore per tentare di arginare questa destra populista, demagogica e pericolosa, rimane il Partito Democratico. E’ al suo interno che si deve formare la nuova classe dirigente, quella che ci deve condurre fuori dall’anomalia italiana, quella che deve disegnare un futuro migliore in accordo con i grandi partiti progressisti degli stati mondiali. Continuare nel nostro piccolo movimento civico poteva significare chiudersi in un ghetto dorato di idealismo e fantasia, ma pur sempre una piccola nicchia politica, vissuta all’esterno ancor più come realtà a disposizione di un qualche sfrenato personalismo. L’occasione del nuovo tesseramento del 21 luglio 2009 è stato il momento decisivo per prendere una decisione, che benché non interessasse il PES come movimento (giuridicamente non avrebbe avuto senso), ha coinvolto la stragrande maggioranza dei suoi aderenti. Entrare con un certo numero di amici nel PD è significato soprattutto tentare di superare degli steccati, tentare di unirsi in un’unica grande forza, cercare di ricominciare a parlare della nostra cittadina, del nostro sud Salento in un modo più proficuo e duraturo per tutti, senza sussulti di un solo giorno. Le nostre speranze sono grandi, senza preconcetti, ma con la voglia di lottare per le nostre idee, dal basso, cercando di coinvolgere nella politica positiva il maggior numero di persone.

Il Volantino - Settembre 2009

Alfredo De Giuseppe

 

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