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2009-02 "Un altro scempio, fra l'applauso del pubblico" - Il Volantino

Non per rispondere al vostro Giovanni Bongo ma semplicemente per evidenziare un modus operandi tipico di certi intellettuali di sinistra, ai quali lui, così come altri nel Volantino e in altri giornali locali, spesso si richiamano.

Negli ultimi numeri del vostro giornale sempre più spesso si leggono commenti infondati del tipo “questa amministrazione di centro destra sta facendo il massimo che si può fare…” oppure  si concorda con un anonimo che spara due cazzate da bar sulle strade pedonali e viene preso a modello democratico oppure si critica a posteriori una reale porcheria come l’albergo San Basilio di Via Marina Serra. Partirei proprio da quest’ultimo scempio per fare un semplice ragionamento: i vari giornalisti, editorialisti, intellettuali che si interessano delle sorti della nostra città spesso accettano acriticamente quel che avviene nel presente e fanno grandi discorsi accusatori e quindi auto consolatori su ciò che è avvenuto nel passato.

Per essere più concreti: quando scrissi alcuni espliciti articoli su quella bruttura di proprietà della Chiesa, mentre era ancora in costruzione, nessuno fece la benché minima protesta (meno che mai lo stesso Volantino). Non si fece sentire nessun politico, nessuna associazione, nessun ambientalista, rimase la mia una posizione isolata e senza forza. Allo stesso modo è successo in questo paese per tutte le brutture che si sono succedute negli anni, dal serpentone dietro la chiesa madre fino al muro di Berlino, eretto fra la stazione e Tricase. Nessuna posizione, i giornalisti fanno cronaca, i politici pensano alla prossima campagna elettorale, gli ambientalisti stanno guardando cose più importanti, la popolazione nella sua maggioranza se ne frega, abituata a vivere prendendosi unicamente i fatti propri. Una opinione pubblica anestetizzata prima dalla Tv e poi dalla politica locale, da sempre esperta nel one to one e mai nelle strategie complesse che riguardano il nostro futuro.

Allo stesso modo oggi, anzi domani. Sul Volantino del 31 gennaio 2009 campeggia in prima pagina la bella notizia che ci sarà una nuova strada che collegherà Tricase al mare del Porto. Una notizia asettica, senza alcun commento, con la tronfia dichiarazione del nostro assessore provinciale e tutti felici e contenti per il nuovo investimento sul nostro futuro turistico. Nessuno dei giornalisti, tutti capaci, bravi e attenti, si pone alcun problema, nessun intellettuale fa almeno una domandina semplice semplice (a che serve?), nessun ambientalista fa sentire la sua voce (troppo impegnati a ingraziarsi la nuova giunta tricasina). Nessuno che dica con estrema chiarezza: è una grande stronzata! E per ovvi motivi: 1) non c’è tanto traffico da sentire la necessità di un’altra strada larga e veloce per arrivare a Tricase Porto dalla parte di Borgo Pescatori; 2) la strada che inizia con la chiesa dei diavoli è una delle più antiche di Tricase: se qualcuno avesse il minimo senso del turismo che verrà non toccherebbe mai quei muretti e quei trulli (cosa che invece proprio la Provincia di Lecce fa con grande facilità, vedi lo sventramento di qualche anno fa alla Masseria del Mito); 3)impariamo a ragionare che i soldi sono di tutti (non della Provincia o della Regione) e non andrebbero utilizzati per opere inutili, mentre per la messa in sicurezza della Cosimina non si trovano i finanziamenti e comunque rimane una strada incompiuta da decenni e senza le uscite necessarie; sarebbe inoltre gradito un congruo contributo della provincia per la sistemazione delle nostre strade bucate; 4) le serre che sovrastano il nostro mare sono bellissime e andrebbero preservate, con interventi, anche turistici, (perché no?) ma che sappiano valorizzare l’esistente e le caratteristiche morfologiche e storiche del nostro territorio, mentre noi siamo ancora alla cultura dell’autostrada che risolve tutti i problemi.

Stavolta lascio i politici in pace, mi rivolgo a direttori e giornalisti di vario livello, a intellettuali illuminati dalla storia della Magna Grecia, agli ambientalisti di lungo corso e a quelli a fasi alterne: incontriamoci per ragionare intorno al nuovo scempio che si sta perpetrando ai danni del nostro territorio, nel silenzio più assoluto, anzi nel plauso generale. Evitiamo che fra qualche anno ci sia il solito saputello che nell’immaginare la città ideale si dimentichi di lottare contro chi nel presente costruisce la bruttezza del futuro. Usciamo dalla penna e dai computer e ricominciamo a lottare per una bellezza più vera, più sentita, ogni giorno, con chi ci sta a fianco, contro l’ignoranza globale. Semplicemente per un futuro più bello.

Il Volantino - Febbraio 2009

Alfredo De Giuseppe

 

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