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2009-02 "Intervista ad Alfredo De Giuseppe" - Bel Paese

  • In questi anni la città di Tricase non ha avuto lo sviluppo che si sperava. Ritiene che la mancanza di appartenenza politica dei massimi rappresentanti della precedente ed attuale amministrazione comunale sia stato un handicap per una maggior e crescita?
  • Caro prof. Nuzzo, io non credo che questo sia il problema di Tricase. Semmai avremmo bisogno di un Amministrazione che abbia una visione globale, la discuta con i cittadini e proceda con una progettualità di alto profilo. Questa logica della vicinanza al potente di turno non mi convince: del resto il ministro Fitto è entrato pesantemente nella elezione di Musarò, riunificando sotto la sua regia tutto il centro destra e montando una flotta di ben cinque liste. Non mi sembra che il Sindaco Musarò e i suoi assessori siano fuori dal sistema dei partiti. Inoltre ho sempre rifiutato questa idea di sud piagnone: abbiamo menti e situazioni capaci di sbloccare tutto. Peccato che molti giovani si impigriscono ben presto, partecipano poco alla vita della comunità e lasciano fare: alla fine troviamo questi disastri.
  • E’ auspicabile che in futuro ci sia un’identificazione dei partiti politici sul territorio o il proliferare dei movimenti?
  • Quando il partito si spoglierà delle vecchie scorie, ricomincerà a vivere ogni pulsione della città, quando raccoglierà su di se le differenze, accettando come normale una discussione propedeutica alle cose da fare (e non solo alle poltrone), allora non si sentirà alcun bisogno dei movimenti estemporanei. La cultura della politica che poi è accettazione della democrazia passa attraverso la vera riorganizzazione dal basso dei partiti.
  • In che direzione pensa che l’Amministrazione Comunale di Tricase debba profondere l’impegno perché sia ridato alla città il ruolo di riferimento del Sud Salento?
  • Non mi faccia riprendere tutto il nostro programma elettorale. Le ricordo soltanto che Tricase aspetta il suo primo Piano Regolatore da oltre 50 anni, che non ha un piano per le marine, che ha perso l’unica industria che aveva sul suo territorio. Ci vorrebbe adesso una vera coesione globale per tirarsi fuori, organizzare meglio la macchina amministrativa, avere idee nuove, progettare davvero il futuro. Sinceramente non mi sembrano caratteristiche proprie di questa amministrazione. Il ruolo che le compete nel Capo di Leuca si ottiene iniziando anche operazioni in comune con i paesi limitrofi, mentre come al solito ognuno viaggia per proprio conto. Non puoi immaginare uno sviluppo serio delle marine, ad esempio, se non fai un progetto unico che parta da Castro e finisca a Leuca. Sono sei o sette Comuni con i quali bisogna parlare e programmare…invece ognuno vuole il suo porto turistico, ognuno la sua zona industriale, la sua mega struttura di qualcosa…dobbiamo renderci conto che siamo in un fazzoletto di terra, delicato, da utilizzare con parsimonia. Il dedalo di paesini e frazioni che compone il Basso Salento deve diventare una ricchezza per tutti e non una guerra fra poveri o fra potentati. Ritengo molto utili eventuali incontri, anche informali, fra i rappresentanti delle varie comunità, mentre vedo come fastidiose sovrapposizioni, costose e farraginose, le varie ATO e Unioni dei Comuni.
  • Si è saputo di una sua  presa di posizione contro l’ampliamento di un strada provinciale rurale che porta al mare. Perché?
  • Si tratta di una bellissima strada, fra le più antiche di Tricase, che parte dalla famosa Chiesa dei Diavoli e finisce al caratteristico Borgo Pescatori. Una strada fatta di muretti a secco, alberi secolari e tanta storia. Ritengo inutile l’ampliamento e in ogni caso se progettato con la solita logica con la quale la Provincia ha operato in questi anni nel Basso Salento (abbattimento di muretti, opere iniziate e mai finite, nessuna programmazione se non quella dei soldi da spendere), preferisco che non si tocchi nulla, che almeno ci rimanga la bellezza. Se ci fosse qui, adesso, un architetto danese o svedese mi darebbe 1.000 volte ragione.
  • Si parla anche di una sua candidatura alla Provincia.
  • Grazie. Non mi interessa.

Intervista tratta da "Bel Paese” - Febbraio 2009

 

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