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1982-08 "A sud di nessun nord" - Nuove Opinioni

Nuove Opinioni è un giornale di Tricase per i Tricasini.

I quali sanno benissimo cos’è l’estate, cos’è questo giornale e cosa sono tante altre cose, e non per loro, scontati uomini del sud che vorrei scrivere.

Dunque, Tricase e l’estate. Lo sperduto turista che arriva qui alla ricerca di pace e mare pulito, l’emigrante che ci porta l’unica ricchezza palpabile, lo studente che riposa le stanche membra e le reumatiche idee, non sanno cosa sia l’inverno a Tricase. L’inverno non muore, come l’estate non scoppia.

Escluso il mare, la vita non cambia, i cappotti al posto delle magliette multicolori, piazza “Cappuccini” al posto del “Muretto”, luogo dei nostri rinfreschi e nostri desideri.

A loro che non conoscono Tricase darò alcune informazioni

Dirò che questo paese è benpensante, pettegolo e moralista.

Come del resto tutti i paesini. Di politica, di questa lurida partitocrazia, non parliamo, visto che ne parliamo sempre, latitudini a parte. Un silenzio disgustoso forse dubbioso.

In ogni casi a loro e specie a questa strana categoria del turista che non conosce Tricase, che un giorno non lontano, chissà come dovrebbe invadere la nostra cittadina, dirò che, se vuole sentire parlare di una politica inframezzata da notizie spicciole ma importanti – Pannello è finocchio, quel tipo è compare dell’assessore e via – di calcio juventino, di donne quasi tutte da mandare al rogo, chieda di un posto chiamato “sotto l’orologio”.

Se vuole conoscere la strana economia impiegatizia di questo paese, se vuole sentire di un commercio fatto di eterne cambiali non pagate, di assegni da coprire, di case da costruire, di pantalonifici che lavorano per il nord pagando 120.000 lire le ragazze, di tabacco che non si vende, di patate cattive, olio che costa troppo, insomma la “borsa”, basta andare alle 8 di sera vicino al “Bar Scolozzi”.

Se invece vuole sentirsi giovane, fare finta di stare a piazza Navona (invece di Bernini c’è il Mercato Coperto), conoscere ragazze compiacenti ma furbe, parlare di moto sempre più grosse, giochi elettrici e pizzelle, chieda di “Piazza Cappuccini”.

Ma tutto questo non è molto diverso da tutti gli altri paesi.

Quello che ancora non traspare è questo viscerale, genetico amore verso questo posto. Dove amore sta per ripetitività, incontri scontati ma sempre piacevoli, amici di sempre, capacità di cogliere al volo il grottesco, l’ironico e il demenziale.

Un tuffo nella caratterizzazione che ci circonda e accompagna le nostre giornate. Giuseppe vuole andare in banca e dare le monete da venti lire al suo amico bancario per favorirgli il lavoro, Luigi è da anni incazzato con tutte le auto in sosta che gli impediscono di spazzare alla meglio, Rocco beve una ventina di gassose al giorno, e poi poeti incompresi, calciatori che non hanno mai giocato, filosofi storici che fanno comizi, ognuno di noi fa una cosa che non potrebbe essere raccontata.

Per il resto “Flash” e “Portobello” si vedono a Tricase come a Bolzano, i problemi sono uguali dappertutto(tranne quando mi viene voglia di vedere un ciclo sui fratelli Marx) e benché mi senta profondamente sudista e non mi meraviglierei se per cataclisma naturale o invasione militare domani dovessimo far parte dell’Albania, mi guardo su, vedo ciò che mi circonda e, per dirla alla Bukowkj, mi sembra di vivere al sud di nessun nord.

 

“Nuove Opinioni” – Agosto 1982

Alfredo De Giuseppe

 

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