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1982-01 "Del tempo libero, a Tricase" - Nuove Opinioni

Il tempo libero per i Tricasini non rappresentava un problema.

Tutti avevano trovato il tempo per impiegarlo: si parlava di televisione.

Il massimo era riuscire a vedere tutte le reti, spiegando quale antenna o quale amplificatore si fosse usato. All’affermazione: “A casa mia non si vede TeleNorba” seguiva un accanito dibattito tecnico, socio-culturale che vincolava ormai migliaia di cittadini. La discussione sulla qualità delle ricezioni aveva, a quel tempo, lungamente superato, per numero e passione oratoria, tutte quelle riguardanti le diatribe interne alla D.C.

La nostra Amministrazione non potendo inventare il week-end (l’Albania, il posto a noi più vicino, non era un paese turisticamente attrezzato), come rimedio alle nostre petulanti richieste di essere e di fare, aveva pensato di eliminare la televisione, creare un immenso parco giochi, premi ai coraggiosi che rimanevano fuori casa oltre le otto di sera, finanziare un cinema all’avanguardia gestito dal sig. Cafueri, incoraggiare tutte le forme diverse di vita, discussione e amore, risolvere il problema della piscina scavando all’interno del mercato coperto. Le sinistre, forti dei loro numerosi consiglieri comunali, confusi ormai su cosa fosse la sinistra e dove essa fosse, bloccarono la richiesta. Così il tempo (libero) rimaneva un’oscura locuzione avverbiale che forse può essere spiegata solo rifacendosi a quel famoso filosofo che diceva: “Non ci sono tre tempi, il passato, il presente e il futuro, ma tre presenti: il presente del passato, il presente del presente e il presente del futuro”.

 

“Nuove Opinioni” – Gennaio 1982

Alfredo De Giuseppe

 

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